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Futuro di Ast, Tesei e Latini: “Da Arvedi garanzie su sviluppo ed occupazione”

"Il futuro di Ast e lo sviluppo industriale ed occupazionale della conca ternana”, è stato il tema dell'incontro ospitato a Palazzo Gazzoli

TERNI – Un impegno concreto per mantenere uno sviluppo forte del sito ternano dopo l’acquisizione dalle mani di Thyssenkrupp. Così si è espresso Giovanni Arvedi, presidente dell’omonimo gruppo siderurgico, nuovo proprietario di Acciai Speciali Terni. Un modo per rassicurare sindacati, partiti, lavoratori e città sul futuro del polo siderurgico ternano. Tuttavia la questione è stata affrontata anche in sede istituzionale, in un convegno dal titolo: ““Il futuro di Ast e lo sviluppo industriale ed occupazionale della conca ternana”, ospitato a Palazzo Gazzoli. C’erano  i rappresentanti dell’assemblea legislativa dell’Umbria, il sindaco di Terni Leonardo Latini e gli esponenti di sindacati e parti sociali.

La presidente Tesei

“La vendita di Ast ad Arvedi – ha spiegato la presidente Tesei- è un’occasione molto importante per l’economia di Terni, lo sviluppo e l’ambiente di tutta l’Umbria, visto il ruolo strategico che gioca l’acciaieria a livello regionale. Sono molto fiduciosa sul futuro, perché sono previsti investimenti importanti e ci sono tutti i segnali perché non solo questo sito rimanga, ma possa prevedere uno sviluppo importante per la città. Ho sempre seguito fin dal primo momento questa vicenda  e tutto l’iter che porterà definitivamente alla vendita. Come è giusto fare in situazioni di questo genere, confronto e interlocuzione sono avvenuti in modo istituzionale e senza troppo clamore, perché sappiamo che si tratta di una vendita che coinvolge multinazionali soggette a delle procedure molto particolari. Non a caso ora siamo nella fase della verifica dell’Antitrust. I contatti costanti continui sia con il ministero dello Sviluppo economico che con il management dell’azienda hanno accompagnato questo percorso. Oggi sono molto contenta che ci sia Arvedi, di chiaro indirizzo industriale. Auspico l’incremento dei numeri produttivi ed il ritorno al magnetico”

Il sindaco Latini

Così invece  il sindaco di Terni Leonardo Latini: “Abbiamo monitorato i passaggi di questa delicata fase della vendita di Ast a tutti i livelli istituzionali e adesso attendiamo il completamento della procedura con l’intervento dell’antitrust e la presentazione del piano industriale. Fin d’ora è comunque chiara ed evidente – ha proseguito il sindaco Latini – la necessità di mantenere alta l’attenzione con il Governo per seguire le ricadute su questa vicenda delle strategie nazionali e internazionali, ma – allo stesso tempo –  occorre instaurare rapporti diretti tra le istituzioni locali e la futura proprietà di Ast, perché sul tavolo ci sono una serie di temi importantissimi se non decisivi per il futuro della città, del territorio ternano e dell’intera regione. Rapporti rispetto ai quali sono convinto – anche per le interlocuzioni già avute – la nuova proprietà non si tirerà indietro e che riguardano, oltre ai temi centrali della tutela e del rilancio del sito produttivo e dell’occupazione, anche le questioni altrettanto importanti dell’ambiente e delle infrastrutture considerando gli investimenti in corso e quelli che ci prepariamo a fare”.

Filiera dell’acciaio

Con l’acquisto di Ast da parte del gruppo Arvedi “prende corpo la filiera italiana dell’acciaio, un elemento non banale ma che attribuisce un ruolo importante a Terni e all’Umbria”: a dirlo è stato l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Michele Fioroni, intervenendo alla conferenza “Il futuro di Ast e lo sviluppo industriale ed occupazionale della conca ternana”, organizzata dall’Assemblea legislativa a Terni. “Il tema di Ast è ovviamente oggetto di interlocuzione politica” ha aggiunto.  “C’è necessità – ha detto ancora Fioroni – di fare in modo di ottenere garanzie sul piano occupazionale e di welfare aziendale. Siamo ancora in una fase di costruzione, in cui ciascuno ha il suo specifico ruolo”. Per l’assessore la cessione di Ast ad un gruppo italiano è comunque un “elemento di garanzia”. Ha quindi sottolineato il “tema chiave della sostenibilità” e la “vocazione” del territorio verso un “nuovo modello di sviluppo basato sulle progettualità del Pnrr”. “Progettualità che abbiamo lanciato e che sono sfidanti – ha detto ancora -, ponendo l’Umbria in un progetto serio. Iniziamo a rafforzare un polo nazionale sui materiali, non solo nel settore dell’acciaio ma anche dei prodotti della biochimica”.

Terni punto di partenza

“La giornata di oggi è importante perché si definisce non solo il futuro della siderurgia nel nostro territorio e nella nostra regione, ma quello dello sviluppo economico di questa parte dell’Umbria e dell’Umbria stessa. Un punto di partenza, in cui le istituzioni non possono più tirarsi indietro come fatto fino ad adesso”. A dirlo il portavoce delle minoranze in consiglio regionale, Fabio Paparelli, Pd, a margine della conferenza” a palazzo Gazzoli. Paparelli ha definito “preoccupante” l’atteggiamento “passivo di Comune e Regione tenuto finora”. “Perché da oggi in poi – ha spiegato – si decideranno le sorti future di questa parte dell’Umbria e dell’intera regione. Perché nella fase che ci attende fino al closing, previsto a gennaio, ci sarà da gestire la transizione in termini di sicurezza e continuità degli investimenti, ci sarà la necessità di aprire un confronto serrato con il gruppo per il piano industriale che verrà”.

La voce critica del M5S

Una delle voci critiche è quella di Thomas De Luca, capogruppo del M5S in Regione: “Se la presidente Tesei e i suoi assessori avessero esposto nel 2014 i contenuti del loro intervento di oggi sulla vendita di Ast ad Arvedi, avremmo avuto una sommossa popolare. Governance, rapporti con il governo, investimenti, nuove infrastrutture: tutto è rimasto esattamente uguale ad allora.Oggi la giunta regionale è venuta a portare i suoi auspici, ma in realtà servono impegni precisi. “I governi fanno le strategie, gli imprenditori fanno i piani industriali” queste le parole che abbiamo sentito dire ai rappresentanti del governo regionale. Preoccupati del fatto che “le trattative tra privati non possono avere ingerenze”, i membri della giunta presenti a Terni hanno confermato che in questi casi, secondo loro, è meglio non disturbare il manovratore e farsi gli affari propri. Ecco la politica che viene relegata ad un ruolo notarile, di mera ratifica di ciò che viene deciso altrove sulla pelle dei cittadini, dei lavoratori e delle loro famiglie. Non è propriamente una questione privata l’impatto ambientale e sulla salute che le Acciaierie hanno per i cittadini di Borgo Bovio. Al di là degli auspici, ci chiediamo quando verrà il tempo degli impegni. Qualcuno dimentica che la Fabbrica non sarà mai solo un patrimonio ad uso del proprietario pro-tempore, ma è un tutt’uno con la città e con i ternani. E proprio con i ternani che la Fabbrica ha un enorme debito, in particolare con quelle generazioni che “la puzza” dentro e fuori viale Brin l’hanno respirata. Di fronte a tutto questo anni fa ci sarebbe stata una sollevazione popolare, mentre oggi abbiamo davanti una città assopita e silente”.

 

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