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Furti in serie fra Umbria e Lazio, bottino di 30.000 euro: presa la banda “dei vetri rotti”

Fermata una coppia di ladri che gestiva il giro di rapine, è caccia agli altri due componenti. Vittime preferite le villette isolate

TERNI – Furti in pieno giorno, fra le 16 e le 20, in sequenza fra ottobre 2020 ed Aprile 2021, approfittando della minor luce dell’autunno. Agiva così una banda composta da due rumeni e due albanesi, che hanno messo a segno circa 20 rapine fra i comuni di Terni e San Gemini in Umbria ed in quelli laziali di Roma, Monterotondo, Riano e Forano. Furti commessi  sempre con lo stesso modus operandi sopra indicato e mediante l’utilizzo per garantirsi la fuga di autovetture sempre diverse, di grossa cilindrata e di provenienza lecita, seppure con intestazioni fittizie al fine di non essere riconducibili ai materiali autori dei reati. Il bottino prevedeva quasi sempre soldi e gioielli, orologi, monete storiche e attrezzature fotografiche.

La modalità utilizzata era quella della rottura dei vetri: da qui il nome Broken Windows assegnato all’operazione dei Carabinieri che hanno sgominato la banda, la quale aveva come vittime preferite villette, case isolate e piccoli condomini.

Il modus operandi

La merce rubata, circa 30.000 euro totali sulla base delle denunce sporte dai derubati, veniva quasi sempre smerciata con grande rapidità a Roma, dove la banda aveva una fitta rete di ricettatori. Durante l’attività investigativa è emerso anche che al termine dei loro raid, i predatori malgrado intercettati dalle Forze dell’ordine, riuscivano sempre a darsi alla fuga, abbandonando (in tre occasioni) le autovetture delle quali si stavano servendo.

All’interno di queste auto è stato trovato l’arsenale usato dai ladri: piedi di porco, cacciaviti e una modernissima tronchesi idraulica, utile per effrazioni delle difese passive più resistenti.

L’operazione

I Carabinieri di San Gemini, con l’ausilio dei militari della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Terni, hanno ricostruito i collegamenti fra gli autori dei furti, incrociando dati emersi dai tabulati e dalle intercettazioni telefoniche disposte dal pubblico ministero Giulia Bisello e riuscendo così ad individuare le singole persone coinvolte nella vicenda.

La banda, che faceva base a Roma operava con scaltrezza, mostrando capacità organizzative e modo di procedere navigato e sistematico con piani di fuga ben studiati e organizzati; i malviventi erano sempre pronti ad essere recuperati da complici in caso di abbandono forzato dei veicoli utilizzati.

Il capo della banda

Il capo della banda, individuato in un cittadino albanese di 36 anni, residente nel quartiere romano di Torre Angela, si avvaleva della sua compagna rumena, coetanea, verosimilmente presente con lui nella maggior parte dei furti. La coppia traeva le proprie risorse esclusivamente dai reati predatori messi in atto ed entrambi gestivano il supporto degli altri personaggi di contorno, che di volta in volta si avvicendavano nelle incursioni predatorie. L’uomo è stato arrestato, su ordine del giudice per le indagini preliminari di Terni Simona Tordelli, mentre la donna, 34 anni, è stata denunciata a piede libero. Sono ancora in corso le indagini per identificare compiutamente gli altri due complici.

 

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