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A Terni fumo arancione all’Ast, cittadini preoccupati: “Evento anomalo, informata l’Arpa”. Il M5S porta il caso in Parlamento. Comune e sindacati in allarme

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A Terni fumo arancione all’Ast, cittadini preoccupati: “Evento anomalo, informata l’Arpa”. Il M5S porta il caso in Parlamento. Comune e sindacati in allarme

Redazione
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La fuoriuscita del fumo

TERNI – Una ondata di fumo arancione, durata appena tre minuti, ma ben visibile da tutta la città, si alzato dallo stabilmento Ast. L’evento si è verificato nel pomeriggio e sembrerebbe derivato da una reazione durante il travaso dell’acciaio dai forni al convertistore. Cittadini allarmati, ma anche indignati visto che oggi era – ironia della sorte . in vigore l’ordinanza antismog.

La nota L’Ast ha diffuso una nota: ” Nel primo pomeriggio si è creata una situazione anomala in acciaieria. Durante il normale trasporto di una siviera contenente acciaio fuso, per cause in corso di accertamento, si è registrata un’emissione improvvisa e imprevista di fumi. L’evento si è esaurito nel giro di pochi minuti e non si è ripetuto nelle colate seguenti. L’azienda ha informato l’Arpa che ha inviato i propri tecnici sul posto”.

Interrogazione Michele Rossi, di Terni Civica, presenterà una interrogazione “al fine di conoscere nel dettaglio i motivi di quell’anomala colonna di fumo, interrogando la proprietà dello stabilimento e coinvolgendo tutti gli organi competenti con la finalità di garantire e tutelare la salute di tutti noi cittadini”.

In Parlamento Nel frattempo dal Movimento Cinque Stelle Stefano Lucidi e Andrea Liberati annunciano una interrogazione parlamentare. “Se un’azienda causa un disastro ambientale e mentre esegue le proprie attività trae profitti, allora questi ultimi possono essere confiscati e destinati alle bonifiche. Veleni nell’aria e inquinanti nelle acque sotterranee ben oltre i limiti provocati da Ast configurano un disastro ambientale. Senza se e senza ma. La legge sugli ecoreati, la numero 68 entrata in vigore nel 2015, circoscrive molto bene il caso di disastro ambientale e soprattutto il fatto che, durante le attività d’impresa, siano fatti profitti a scapito dell’ambiente. Nei giorni scorsi la multinazionale tedesca aveva vantato utili per 98 milioni di euro, ma ci chiediamo quale prezzo debba ancora continuare a pagare la città di Terni, perché sono stati accertati veleni e contaminanti sia nell’aria sia nel sottosuolo, ternano”.

Ispezione.  La seconda Commissione dell’Assemblea legislativa intende organizzare una visita ispettiva alla Acciaierie sulla questione dell’inquinamento ambientale nel ternano. Lo ha annunciato il presidente, Eros Brega, che ha così “dato immediatamente seguito” a una richiesta in tal senso del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle.Brega ha quindi inviato alla ThyssenKrupp una “richiesta formale per un sopralluogo in loco”. I consiglieri regionali del M5s, Andrea Liberati e Maria Grazia – ricorda Palazzo Cesaroni – avevano chiesto una visita ispettiva in loco da parte dei membri della seconda e terza Commissione. E, poiché si tratta di un Sito di interesse nazionale, la richiesta di un’ispezione è stata allargata anche a rappresentanti ufficiali del Ministero dell’Ambiente.

La Lega “Prima il caso delle acque sotterranee contaminate da cromo esavalente, poi l’episodio del fumo arancione fuoriuscito dallo stabilimento di viale Brin domenica pomeriggio: Ast Terni faccia maggiore attenzione e provveda a ridurre l’impatto ambientale sul territorio”. Lo dice il capogruppo Lega Umbria, Emanuele Fiorini: “Dobbiamo andare oltre l’annoso dilemma tra industria e ambiente, tra lavoro e tutela della salute – prosegue – E’ arrivato il momento di voltare pagina e definire una linea di azione che veda il tema dell’inquinamento al centro dell’agenda politica comunale, regionale e nazionale e al centro delle dinamiche aziendali e produttive di Ast Terni. Nessuna decisione deve essere presa a discapito del territorio, nessuna strategia deve essere determinata senza valutare l’impatto ambientale che essa comporta. Siamo a favore del mantenimento degli asset e dei livelli produttivi e occupazionali di una fabbrica, ma riteniamo di primaria importanza tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini. Poche settimane fa l’azienda ha confermato un utile netto di oltre 98 milioni di euro? Bene, venga incrementata la spesa relativa all’acquisizione di tecnologie utili a ridurre emissioni e, quindi, l’impatto ambientale. Sono i nostri figli che ce lo chiedono”.

I sindacati “Riteniamo – proseguono Fim, Fiom, Fismic, Ugl e Uilm – che oltre al problema, ormai certificato, di uno scorretto sistema di relazioni sindacali, sia evidente come Ast metta in atto una politica tesa a curare l’immagine aziendale esternamente, minimizzando le criticità presenti all’interno dello stabilimento. Come organizzazioni sindacali ribadiamo che occorre, da parte degli organi competenti, far rispettare le regole esistenti e al contempo pretendere che l’azienda metta a punto pratiche operative efficienti ed efficaci, al fine di tutelare al massimo la salute dei lavoratori, la loro sicurezza e l’ambiente di lavoro. Controlli più frequenti da parte degli organi preposti e significativi investimenti da parte della multinazionale, per far sì che ambiente e lavoro siano pienamente compatibili. A questo proposito ricordiamo che molte sono state le contrattazioni aziendali, nella storia di Terni, che hanno obbligato l’azienda ad investire su questi temi, facendo notevoli passi avanti che però riteniamo non esaustivi e sufficienti. Oggi, a fronte degli utili annunciati, è necessario, come già chiesto esplicitamente, prevedere investimenti nel piano industriale che migliorino quantità e qualità delle produzioni, ma soprattutto qualificano ambientalmente il sito di Terni”.

Ambiente “Infine – concludono i rappresentanti delle tute blu – auspichiamo che la politica tutta eviti slogan semplicistici e propagande elettorali utilizzando questi temi. Pretendiamo che l’azienda traduca i tanti annunci in atti concreti e investimenti qualificanti per Terni. Occorre da parte di tutti la stessa responsabilità messa dalle organizzazioni sindacali, con maggiore attenzione ed incisività ognuno nello svolgere bene il proprio dovere per il bene dei lavoratori, ma più in generale dei cittadini di questa comunità”.

Il Comune Dallo stabilimento Ast provengono “ripetute emissioni”, come confermato “dalla presenza di metalli riscontrata nelle polveri” e per questo il Comune di Terni chiederà agli enti competenti “di valutare seriamente l’ imposizione nell’ Autorizzazione integrata ambientale di accorgimenti”: è quanto hanno riferito in Consiglio comunale il sindaco Leonardo Latini e l’assessore all’ Ambiente, Benedetta Salvati, in merito al fenomeno della nube arancione che si è verificato nell’ area a caldo dell’ acciaieria. “Non conosciamo ancora i dati, in base a quanto ho appreso dalla stampa sembrerebbe che l’ emissione sia stata circoscritta e che non abbia comportato rischio per i cittadini” ha sottolineato il sindaco. Per Latini però l’ episodio si inquadra “in un discorso più ampio” e che la giunta, che si è riunita d’ urgenza, ha deciso che “farà le dovute segnalazioni alle autorità competenti”. Salvati ha sottolineato “che l’ evento è soltanto l’ ultimo di una serie di emissioni che ciclicamente si ripresentano”. “Attualmente – ha aggiunto – si è in fase di revisione del documento istruttorio dell’ Aia dell’ acciaieria, con un nuovo dato descrittivo delle emissioni in atmosfera. Chiederò agli enti e all’ Arpa di valutare in sede di autorizzazione determinate prescrizioni, in quanto questo è l’ unico strumento veramente efficace che abbiamo”.

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