martedì 21 Settembre 2021 - 08:18
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Foto di sindaco e giunta a testa in giù, scoppia la polemica a Marsciano

Dura nota del Carroccio, è l'ennesimo capitolo di una vicenda che ha come tema il Ddl Zan e protagoniste le due fazioni

MARSCIANO– Bufera social a Marsciano dopo la pubblicazione, da parte di un esponente della minoranza di una foto ritraente l’intera giunta con a capo il sindaco Mele mentre protestano contro il Ddl Zan, capovolta. L’immagine ricorda evidentemente gli anni del fascismo ed il riferimento che è stato dato è chiaro. Mele è un’esponente della Lega: “Non si stuprano le istituzioni democratiche. Civiltà vs Barbarie”.

Aveva avuto molta eco l’immagine dell’intero consiglio comunale con un cartello contro il disegno di legge in discussione dentro l’aula consiliare: a questa aveva risposto la minoranza con una foto identica, all’esterno ed a sostegno, ma la questione è degenerata appunto, quando un esponente di minoranza ha pubblicato la foto al contrario.

Insorge la Lega. Il Carroccio, col segretario regionale Caparvi e la referente provinciale perugina Manuela Puletti, è insorto: “Tutta la nostra solidarietà all’amministrazione comunale di Marsciano, vittima di un post social vergognoso e colpevole solo di aver espresso legittimamente la propria posizione sul Ddl Zan, A ‘stuprare le amministrazioni’ come scrive una parte della sinistra marscianese nel post, non è stato né il sindaco Francesca Mele, né la sua Giunta o i consiglieri di maggioranza. Reputiamo ridicolo nel 2021 utilizzare questi mezzi per esprimere dissenso e non tollerare idee diverse dalle
proprie, arrivando addirittura a pubblicare la foto a testa in giù di esponenti dell’amministrazione comunale. Tutto questo sembra essere solo il preludio a quello che accadrà con l’approvazione di un disegno di legge che di fatto limita la libertà di espressione, che obbliga ad accettare la pratica dell’utero in affitto, che condanna coloro i quali pensano che un bambino abbia il sacrosanto diritto di crescere con un padre e una madre. Evidente che i grandi fautori di queste ‘rivoluzioni sociali’ sono i primi ad attaccare in maniera indegna un’amministrazione comunale solo per aver espresso pareri contrastanti al pensiero unico della sinistra. Non saranno queste stupide dimostrazioni di ignoranza e povertà d’animo a fermarci – concludono Caparvi e Puletti – andremo avanti con la forza delle nostreidee e dei nostri valori”.

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