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Forza Italia si divide tra ‘parisiani’, ‘attendisti’ e quelli del ‘no’

Cronaca e Attualità

Forza Italia si divide tra ‘parisiani’, ‘attendisti’ e quelli del ‘no’

Redazione politica
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Il coordinatore regionale e parlamentare di Forza Italia, Catia Polidori

PERUGIA – Divisi tra loro e con mete diverse. L’istantanea che fotografa il centrodestra umbro, lato forzista, non potrebbe che essere riassunta così. Il tutto in una girandola di piccoli veleni, vendette da consumare, gelosie che tracimano in ostilità personale e ambizioni che vanno al galoppo come cavalli imbizzarriti. E allora l’ultima pietra d’inciampo porta il volto rassicurante dell’ex candidato sindaco di Milano Stefano Parisi che tra una manciata di giorni riunirà i suoi nella convention di Milano. E in Umbria a cascata, come avviene di consuetudine nel partito, si riverberano e sbattano come su uno scoglio, gli ‘schemi’ dei Palazzi romani. E così vecchie alleanze vanno in frantumi e inediti tandem si fanno avanti. D’altronde gli osservatori più attenti lo hanno capito subito, il giorno della visita a Perugia dell’onorevole Renato Brunetta.

A tenere alte le bandiere del no al referendum c’erano per lo più i forzasti di complemento e qualche amici avvisato via sms, mentre i big portatori di voti se ne sono stati volutamente alla larga. Con il fluviale e focoso ex ministro c’erano Fiammetta Modena e il parlamentare e coordinatore regionale Catia Polidori che in questo frangente sembrano aver riscoperto una comunanza d’intenti, ma in molti hanno notato come il sindaco Andrea Romizi abbia fatto un veloce saluto di benvenuto mentre sia il capogruppo in Regione Raffaele Nevi che il parlamentare Pietro Laffranco abbiano disertato e criticato in privato l’iniziativa. E non è un caso che il primo tra una manciata di giorni sarà presente alla convention di Parisi e che il secondo insieme al gruppo degli ex An abbia deciso di stare nella scia del governatore della Liguria Toti che resta freddo sia rispetto al disegno manager romano che di quella pattuglia di forzisti che su questo referendum rischia di andare in cortocircuito anche a causa di compagni di viaggio (Fiom e Magistratura Democratica, tanto per citare due sigle) che nell’elettorato moderato non hanno un grosso gradimento. E il sindaco di Perugia? Secondo i ben informati anche Romizi guarderebbe con interesse al laboratorio aperto da Parisi e non è da escludere la sua presenza a Milano. Come si vede, tutti divisi con mete differenti. Mentre in controluce c’è sempre la solita scritta che lampeggia: candidature alle elezioni politiche. E qui se ne vedranno delle belle, per ora siamo solo all’antipasto.

P.P.Bur

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