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Forza Italia all’attacco, Nevi allo scoperto: pronti a governare Terni

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Forza Italia all’attacco, Nevi allo scoperto: pronti a governare Terni

Andrea Giuli
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Andrea Giuli

TERNI – Rullo di tamburi in salsa berlusconiana. “Questi vanno fermati prima che conducano la già malconcia Terni nel baratro di un declino ineluttabile. È l’ora della protesta e dell’urlo, non solo della proposta”.

I “questi” da fermare altri non è che la giunta comunale ternana guidata dal sindaco Di Girolamo, e a pronunciare questa specie di dichiarazione di guerra e’ il moderato e liberale Raffaele Nevi, attuale capogruppo di Forza Italia in Regione che, nel corso di una conferenza stampa per illustrare le attività degli eletti forzisti nei vari livelli istituzionali locali, ha distribuito smitragliate a grappolo all’indirizzo del centrosinistra di governo, sia in Regione che nella città dell’acciaio. Alla conferenza stampa, il coordinatore provinciale ternano degli azzurri, Sergio Bruschini e il suo vice, nonché capogruppo forzista in Comune, Francesco Ferranti, hanno passato in rassegna le iniziative portate avanti dai consiglieri berlusconiani nelle assemblee elettive in tema di cultura, università, bilanci pubblici, aziende partecipate, ambiente e rifiuti, non lesinando critiche alle attuali amministrazioni. Ma, come detto, la scena se l’è presa quasi interamente lo stesso Nevi, con toni che dalle parti di FI erano anni che non si sentivano. Tanto da dare la netta percezione che, nonostante il largo anticipo (le amministrative a Terni sono previste tra tre anni), l’esponente forzista stia già strizzando almeno un occhio alla poltrona – scomoda – da primo cittadino. Si vedrà. Ma il “passo” è quello di chi prepara una “lunga marcia”.

Nevi a raffica “Il quadro è preoccupante per Terni che scivola in basso un pò su tutti i parametri. Chi governa la città sta facendo guerra al mondo intero e questo è un problema. Bisogna invece fare squadra e alleanze per salvare il salvabile. Ecco allora – incalza Nevi – che abbiamo deciso di alzare la voce perché questi stanno mettendo in pericolo il futuro della nostra città”. E ce n’è per parecchi: “Assistiamo al fiorire di idee dell’assessore Armillei sull’Università come se fosse il Rettore o il ministro al ramo, tutte iniziative creative che nascono nella sede del Pd, anche se finalmente vedo la presidente Marini dedicarsi con impegno al tavolo interistituzionale sull’Università. Sull’ambiente
vedo cose indecenti, ma da tempo io dico che occorre mettersi attorno ad un tavolo e cercare insieme soluzioni serie. C’è forse un po’ di strumentalizzazione sul tema, ma il problema esiste eccome e qui nessuno fa niente di concreto. Per non parlare della gestione delle aziende pubbliche partecipate.  Dai consorzi per le aree industriali che hanno una situazione gravissima come quello di Terni-Narni con oltre 30 milioni di debito e che si trascina in un vortice nefasto anche i Comuni all’ex Centro multimediale con persone e aziende fornitrici che devono ancora render i soldi e che rischiano di saltare per aria. Situazioni allucinanti, se ci sono responsabilità vanno perseguite. In 10 anni neanche la famosa multiutility provinciale sono riusciti a fare. E TerniReti? Un luogo, ci risulta, ove spartirsi consulenze. A Perugia – continua Nevi – sono scandalizzati per queste cose che succedono a Terni. Vogliamo parlare dell’Asl dove hanno distribuito le progressioni orizzontali al personale, senza seguire criteri meritocratici, suscitando frustrazioni profonde in chi ne è rimasto fuori. In tutto questo il sindaco dove sta? Dovrebbe dimettersi se non altro per la scandalosa questione dei rifiuti, dove siamo fanalino di coda in Umbria, anche a detta della Marini. L’Ati4 e’ abbandonato a sè stesso e rischiamo alla fine di subire le non scelte sulla chiusura del ci,co dei rifiuti. Al premier Renzi non importa assolutamente nulla dell’Umbria e non so quanto siamo buoni in realtà i rapporti col Pd regionale. Renzi ci mette 5 minuti a firmare un decreto per bruciare altri rifiuti in città. Magari il combustibile secondario (CSS)”.

Quindi, il crescendo neviano, si conclude con una sorta di “chiamata alle armi”: “Siamo in una fase storica in cui Terni è ridotta ai minimi termini, l’amministrazione comunale è fuori controllo. Anche per noi è arrivato il momento del grido di dolore. Chi arriverà dopo Di Girolamo saremo proprio noi, perché ormai il Centrodestra a Terni ha le carte in regola ed è chiaro che ci sarà un cambio e ci candidiamo a governare. In questo momento c’è un clima fantastico all’interno del partito locale, il tempo delle divisioni è tramontato. Il gruppo giovanile va forte, nelle istituzioni siamo assai attivi. Siamo pronti e indignati per evitare che il centrosinistra faccia ulteriori danni, anche se mancano ancora anni alle prossime elezioni”.  Squillo di trombe, rullo di tamburi.

 

 

 

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Andrea Giuli
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