CARICAMENTO

Scrivi per cercare



Fondi europei, ora Confindustria attacca: “La Regione sbaglia scelte e strategia d’azione”

Economia ed Imprese Perugia Terni

Fondi europei, ora Confindustria attacca: “La Regione sbaglia scelte e strategia d’azione”

Pinocchio
Condividi
Un'assemblea di Confindustria Umbria
Un'assemblea di Confindustria Umbria

PERUGIA  – Forse per la prima volta Confindustria Umbria esce allo scoperto e attacca senza mezzi termini la giunta regionale. E guarda caso, ma non è un caso, di mezzo ci sono i Fondi europei. O meglio il loro utilizzo. E soprattutto la scelta fatta di recente da Palazzo Donini di rimodularli in modo da venire incontro ai settori della piccola e media impresa e del comparto turistico pesantemente colpiti dalle ricadute sul mercato dell’allarme creato dal Coronavirus. Questo il quadro dello scontro.

Finalità I toni sono di quelli da apertura delle ostilità:. “Se la finalità voleva essere quella di destinare risorse aggiuntive alle imprese per far fronte all’emergenza economica legata al diffondersi del Coronavirus – affermano gli industriali – si è scelta la strada sbagliata utilizzando strumenti inadeguati. La manovra recentemente approvata ammonta complessivamente a 31 milioni, utilizzando una rimodulazione dei Fondi europei per un valore di 21 milioni e rivedendo il Piano di sviluppo rurale per ulteriori 10 milioni. Per effetto della revisione dell’utilizzo dei Fondi europei, si andranno a ridurre le risorse destinate alle imprese per progetti in materia di ricerca ed innovazione, per un valore di circa 17 milioni, e per quelli in materia di energia sostenibile per un valore di circa 4 milioni. Si tratta di risorse indispensabili e strategiche per il rilancio dello sviluppo economico dell’Umbria“.  Questo il pensiero di Confindustria che sostanzialmente si lamenta di non essere stata coinvolta direttamente dentro la partita. Ma non è tutto.

Pluralità Secondo gli industriali “le risorse distratte da questi ambiti fondamentali per la crescita economica, vengono indirizzate verso una pluralità di azioni solo in piccolissima parte destinate alle imprese e all’ emergenza turistica. Per il resto sono rivolte ad enti pubblici per promozione e interventi su beni culturali per un totale complessivo di 14 milioni di euro”.

La parte In sostanza, sembra di capire che lo sbaglio imputato alla giunta regionale sembra essere quello di aver allargato troppo la platea dei beneficiari. Ma va detto che negli anni, a proposito di Fondi europei, Confindustria ha sempre fatto la cosiddetta parte del leone. In chiusura l’invito a un ripensamento che suona tanto come un vero e proprio ultimatum: “Serve un ripensamento che porti la Regione a individuare le necessarie risorse per affrontare l’ emergenza senza penalizzare ulteriormente il tessuto economico-produttivo. In particolare, è indispensabile che vengano reintegrate tempestivamente le risorse destinate alle imprese per progetti di ricerca e innovazione ed energia sostenibile”. Parole che accendono un conflitto e che a Palazzo Donini sono arrivate come un segnale di sfida. La partita è aperta. A chiudere, una chiave di lettura: da Confartigianato a Confcommercio passando per Federalberghi la scelta della giunta regionale è stata approvata. Come a dire che all’interno del mondo produttivo le linee di lettura su questo punto sono molto diversi. E in antitesi.

Schieramenti e distinguo Ma a chiudere c’è un’altra domanda da porsi: ma questa presa di posizione dei vertici degli industriali umbri compatta tutti e trova tutti allineati? L’interrogativo è legittimo perché da alcune informazioni sembra che i distinguo rispetto a questa linea non siano pochi e che sul presidente Antonio Alunni non pochi associati inizino a puntare il dito. Veleni e sussurri anche nel mondo industriale. La mela proibita dei Fondi europei è troppo ghiotta e accende i conflitti.

La Regione Ma non è finita qui, perché passano poche ore e da palazzo Donini arriva il comunicato dell’assessore Michele Fioroni: “Nell’attesa della nuova programmazione comunitaria, ed insieme al tentativo di rendere più efficiente e celere l’impegno delle risorse della precedente programmazione, ad oggi non propriamente virtuoso,  il sostegno ai progetti di Ricerca e Sviluppo delle imprese regionali potrà avvalersi anche di nuove risorse in misura non inferiore ai 4 milioni di euro che saranno utilizzate a seguito dello sblocco degli stanziamenti vincolati che la Giunta disporrà in esito all’approvazione di Bilancio. Risorse aggiuntive, velocemente impugnabili”. Insomma, Fioroni rassicura Confindustria che in Bilancio quattrini ci saranno anche per gli imprenditori ma sottolineando che ci dovrà essere “un allargamento dei soggetti beneficiari”. Tradotto: non ci sono solo le imprese di Confindustria. “Il tutto – conclude – con una visione solidale, capace di supportare il turismo e le piccole e medie imprese in un momento di emergenza, ma sostenere allo stesso tempo la componente di innovazione di quel tessuto economico regionale fatto di imprese che si collocano, o ambiscono a collocarsi, sulla frontiera tecnologica della competizione”. Morale? Il gelo resta.

Tags:

Ti Potrebbe anche Piacere