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Foligno, tre tenori in piazza San Domenico per ‘Omaggio all’Umbria’

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Foligno, tre tenori in piazza San Domenico per ‘Omaggio all’Umbria’

di Stefano Ragni

 FOLIGNO – Una festa di “do di petto” per tre tenori giulivi. Con una bionda, statuaria violinista che è un incanto guardarla e ascoltarla. Più di così Laura Musella, con il suo Omaggio all’Umbria,  non poteva offrire alla sua città, convocando nella piazza di san Domenico anche il presidente Bertinotti, in prima fila accanto a Donatella Porzi. Se l’effetto terremoto è persistente, la volontà di andare avanti bussa alla porte. Un minuto di silenzio chiesto prima dell’inizio del concerto e una consistente richiesta di aiuto per l’Unicef, da sempre solidale coi concerti di Omaggio all’Umbria, sono l’indicatore di una consapevolezza del dolore che nessuna gioia, almeno per ora, può fugare. Mentre scendono le ombre della sera, in pedana, i giovani Cameristi del Maggio Musicale Fiorentino diretti da Domenico Pierini fanno da sfondo sonoro per una siderale ascensione verso le vette della vocalità tenorile, ardua, coinvolgente, entusiasmante metafora della perenne giovinezza. I tre cantanti protagonisti non si fanno desiderare: si buttano con generosità in un lavorio timbrico che punta sempre verso l‘alto, verso l’acuto, il sesto grado dell’ardimento. Un lirico, un lirico spinto e un leggero: sono i registri con cui Eduardo Milletti, Marco Rencinai e David Sotgiu non cozzano tra loro, anzi si integrano in una caleidoscopica carrellata di motivi noti, da Verdi a Donizetti, a Puccini. Ci sono il paradigmatico “Nessun dorma”, ma c’è anche una delicata “Furtiva lacrima”, e uno scintillante “Mes amis”, la palestra dei do naturali snocciolati da Miletti come un gioioso rosario. Poi arriva la pletora delle canzoni napoletane, inevitabile quando si tratta di repertorio italiano: e sono musiche sempre bellissime, sia che si tratti di “Torna a Sorrento”, sia che si vada a scovare un “Anema e core” di Murolo. Poi Sotgiu, con la ben nota signorilità, scolpisce un “Core n’grato” come fosse un poema di alta drammaturgia.

La violinista Masha Diatchenko, opportunamente aggiunta da Laura Musella ad arricchire il concerto, è il testimone di quell’aspetto formativo che è componente di Omaggio all’Umbria, I talenti individuati giovanissimi e valorizzati nelle edizioni del festival vengono monitorati nella loro crescita e continuamente aggiornati. Masha ha cominciato a suonare per Omaggio a undici anni e ora ne ha ventuno: era bambina ed ora è una splendida creatura che suona Paganini come deve farlo una virtuosa: il suo “Di tanti palpiti”  si inserisce nella serata con evidenza belcantistica ed è un prodigio di tecnica e di smalto sonoro. Duettando con Lorenzo Fuoco, primo violino dei Cameristi. Masha rispolvera anche una canzone di Gardel, “Per una cabeza”.

Tempesta di applausi quando i tre tenori si uniscono per il liturgico “O sole mio”: le orecchie ronzano di piacere, accentuato da una ripetizione chiesa a furor di popolo.