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Foligno, istituita la “Giornata per la santità della vita”: “Noi nel segno di Trump”

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Foligno, istituita la “Giornata per la santità della vita”: “Noi nel segno di Trump”

Redazione politica
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Una seduta del consiglio comunale di Foligno

FOLIGNO – Il comune di Foligno ha deliberato l’istituzione di una Giornata per la santità della vita, votando una mozione che impegna il sindaco e la giunta ad istituirla per “celebrare la meraviglia dell’esistenza umana” e “ribadire la nostra determinazione a costruire una cultura in cui ogni persona di ogni età sia protetta, apprezzata e amata”.

A presentare l’atto era stata la consigliera della Lega Luciana Collarini. E l’ok è arrivato oggi dopo un acceso dibattito tra i consiglieri comunali, con il centrosinistra e il Movimento 5 Stelle a votare contro. Nella mozione indirizzata al primo cittadino Stefano Zuccarini, anch’egli della Lega, si cita addirittura l’ex presidente americano Donald Trump come “il primo presidente a partecipare alla marcia della vita” che “per ultimo atto del suo mandato ha istituito la Giornata nazionale per la santità della vita”. Insomma la Lega in Umbria continua a distinguersi per le fondamentali priorità, come successo a Terni in occasione dell’intitolazione di una piazza a ‘mamma e papà’, il cui voto ha dato esito positivo perchè i consiglieri del Carroccio sono sufficienti a garantire una maggioranza a Palazzo Spada anche senza Fi, Fdi che si astennero, Terni Civica e Fiorini che votarono contro.

Vogliamo essere modello. Questo è un atto unico in Italia – ha commentato la consigliera leghista – non esiste in nessun altro comune una giornata dedicata alla Santità della vita. Auspichiamo di poter essere di esempio per altre amministrazioni, in quanto è necessario riscoprire e tutelare i valori della vita e della famiglia che sono la base di una società sana e che da troppo tempo vengono attaccati da chi ritiene questi valori obsoleti e medievali”.

I dati. La consigliera Collarini, come anche a Terni fecero i leghisti, punta sulla denatalità  il calo demografico che si verifica “dal 1971 ad oggi“, pari “al 50 per cento a causa della crisi economica che si è accentuata con la pandemia e che funge da deterrente per le giovani coppie a fare figli perché non hanno più un futuro certo“. Sottolineate, tra le cause del calo demografico, “le politiche pro aborto degli ultimi anni che hanno permesso l’uso della Ru486 anche alle ragazze minorenni e senza il consenso dei genitori. In base ai dati Istat ed Eurostat la regione Umbria tra il 2013 e il 2017 è stata la regione d’Italia con meno nati e tra le regioni dell’Unione europea è stata classificata al 3° posto tra quelle che hanno avuto meno nati“.

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