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Foligno, il maestro al bimbo di colore: “Sei brutto, girati verso la finestra”

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Foligno, il maestro al bimbo di colore: “Sei brutto, girati verso la finestra”

Redazione
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Bimbi all'ingresso a scuola

FOLIGNO- Bufera sulla scuola elementare di Monte Corvino di Foligno. Ieri sera la notizia l’ha lanciata per primo Tuttoggi.info ma da giovedì mattina sta facendo il giro del web. Un bambino di colore è stato costretto dall’insegnante ad andare in un angolo e voltarsi verso la finestr:  “Ma che brutto che è questo bambino nero! Bambini, non trovate anche voi che sia proprio brutto? Girati, così non ti devo guardare”, avrebbe detto ai compagni di classe. Da qui l’indignazione dei genitori, partita su facebook ma che rapidamente ha fatto il giro d’Italia. I bambini hanno raccontato ai genitori la brutta esperienza, che è finita nello sturio di un avvocato. Lo stesso episodio sarebbe stato ripetuto, con identica modalità con un’altra bimba nera, la sorellina maggiore del piccolo.

Dopo aver pronunciato la frase offensiva, il maestro, il folignate Mauro Bocci, 42 anni, addetto all’alternativa alla religione cattolica, secondo i racconti dei bambini, è andato verso la finestra, ha disegnato un segno sui vetri e ha costretto il bambino nero a guardare verso il segno, con le spalle alla cattedra

Sindaco e Curia in attesa. Il sindaco Nando Mismetti per adesso non parla: “Ci sono verifiche in corso nella scuola, aspettiamo quella che la dirigente scolastica ci communichera. Certamente se questo venisse confermato, sarebbe una cosa gravissima, per una città accogliente come la nostra”: La dirigente scolastica Ortensia Marconi, fra l’altro vicina al mondo cattolico, conferma: “Ho informato il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, ritengo molto grave quello che è emerso e preferisco non fare ulteriori dichiarazioni perché non voglio inficiare un’indagine interna che deve essere rigorosa ed efficace”. Anche la Curia di Foligno per adesso, resta in posizione attendista. Nessuna dichiarazione in attesa di capire come si sono svolti i fatti, da parte di monsignor Gualtiero Sigismondi

Esperimento sociale. Il docente si sarebbe giustificato dicendo che si trattava di un esperimento sociale che avrebbe dovuto avere l’effetto opposto, ovvoero mostrare ai bambini l’ingiustizia di un comportamento visibilmente razzista. I bambini e l’insegnante oggi sarebbero andati regolamente a scuola ma il ministro Marco Bussetti, che aveva dato mandato di avviare l’indagine interna ha confermato su twitter la predisposizione di provvedimenti urgenti  a tutela della serenità degli alunni. La scuola è luogo di inclusione ed è di tutti”. Il maestro sarà sospeso dal servizio “in via cautelare per incompatibilitá ambientale”

In serata, Bocci intervistato a Porta a porta da Bruno Vespa, ha spiegato che si stava parlando di shoah e che lui aveva ottenuto il consenso dei piccoli avvisandoli della simulazione.

Querela “Faccia di tutto perche’ episodi del genere a scuola non avvengano mai piu’ “. E’ stata questa la richiesta del padre del bambino vittima dell’episodio razzista avvenuto nella scuola elementare di Foligno all’avvocato Silvia Tomassoni, che assiste la famiglia. Giovedì mattina i genitori del piccolo, dieci anni, si recheranno in procura a Spoleto con l’avvocato per depositare la querela nei confronti dell’insegnante che ha additato sia lui che la sorellina come “brutti” davanti ai compagni e che ieri e’ stato sospeso per incompatibilita’ ambientale dal ministero dell’ Istruzione. “I fatti sono emersi dai racconti degli alunni della classe quinta all’ uscita della scuola, sconvolti perche’ ne avevano intuito la gravita’ e poi confermati dal bambino – raccontano dallo studio legale – che ha poi riferito alla madre di essere stato difeso dai compagni”. E’ in quel momento che anche la sorellina ha rivelato di essere stata vittima di episodi analoghi. La famiglia, ancora sconvolta per l’ accaduto, e’ di origine nigeriana e risiede a Foligno da molti anni, tanto che i bambini sono entrambi nati in Italia. “Si tratta di persone bene integrate in citta’ – concludono – il padre lavora da tempo in un’ azienda locale”.

Fratoianni Su Facebook il segretario di Leu Nicola Fratoianni, annunciando la presentazione di un’interrogazione in Parlamento, denuncia: “Stamattina ho appreso una notizia che se fosse vera sarebbe gravissima. Pare che in una scuola di Foligno, la città in cui vivo, un maestro appena entrato in classe abbia additato un bimbo nero e abbia chiesto alla classe se fosse brutto. Non contento, poi, lo avrebbe costretto a stare tutto il tempo rivolto verso la finestra, per non guardarlo. Avrebbe fatto la stessa cosa con la sorellina, che frequenta un’altra classe dello stesso istituto. Interrogo subito il governo, perché su una vicenda del genere è sempre bene vederci chiaro, fino in fondo. Se fosse vero, l’insegnante andrebbe immediatamente sospeso. Un’ultima amara considerazione: fino a qualche tempo fa, una cosa del genere non sarebbe nemmeno stata immaginabile. Oggi è tutto sdoganato, è tutto possibile”.

Boschi, Verini, Ascani. Maria Elena Boschi, parlamentare del Pd: “Rimango senza parole. È un clima infame quello che si sta creando in Italia. Si è sdoganata una cultura dell’odio verso gli altri, a cominciare da chi ha il colore della pelle diverso. Questo maestro va licenziato subito, oggi stesso. Ma bisogna avere la forza di dire che questo clima è stato creato anche da chi oggi è al Governo. Anna Ascani annuncia una interpellanza mentre Walter Verini chiede un esame di  coscienza a Salvini.

Grimani. A fine seduta in Senato, è intervenuto il senatore Leonardo Grimani (Pd) “L’episodio va denunciato perchè è estraneo alla cultura dell’accoglienza che è tipica della mia terra. Ma apre anche un dibattito più complessivo nel paese, una riflessione sulla eccessiva tensione nel nostro paese che ha portato all’utilizzo sempre maggiore di espressioni discriminatorie: è nostra responsabilità come parlamentari fare in modo che certi episodi non si verifichino più e fare attenzione agli argomenti ed alle espressioni perchè chi semina vento poi raccoglie tempesta”

La Garante La Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Umbria, Maria Pia Serlupini, parla di “episodio che, se confermato, risulterebbe gravissimo, soprattutto se si pensa che è accaduto a scuola, luogo, come ha avuto modo di dire il Presidente della Repubblica Mattarella, ‘di crescita, di incontro, di conoscenza reciproca, dove si sperimenta la vita di comunità, il senso civico’. La scuola – prosegue – contribuisce, infatti, in modo determinante a radicare valori, è motore di cultura, di libertà, di uguaglianza sostanziale. Mi chiedo, quando accadono fatti come questi, quale società, quale futuro stiamo costruendo e quale esempio offriamo a questi giovani cittadini. Come Garante mi attendo che venga fatta chiarezza e che accadimenti di questa gravità vengano non solo stigmatizzati, ma severamente puniti”.

Marini “L’episodio così come ora emerge dalla ricostruzione giornalistica è gravissimo ed estraneo ad una cultura diffusa di rispetto che la terra umbra e la sua gente ha sempre avuto”: la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini parla così di quanto sarebbe avvenuto in una scuola del folignate. Lo fa con un post su Facebook. Marini spiega di essere “in attesa” della “comunicazione degli organismi preposti”, sottolineando come sia “opportuno che arrivi in tempo rapido”. “Siamo anche preoccupati – afferma la presidente umbra – di un clima crescente di ostilità e razzismo che si diffonde anche nelle nostre comunità e che ogni giorno proviamo a contrastare. Lo faremo anche questa volta esprimendo non solo solidarietà ai bimbi e alla loro famiglia ma reagendo con decisione a comportamenti così gravi e diseducativi. So il lavoro immenso che ogni giorno fa la scuola pubblica con i suoi docenti e personale e so che la scuola troverà la giusta e ferma risposta a questa gravissima vicenda”.

Porzi A intervenire sul caso è anche la presidente del consiglio regionale Donatella Porzi, che lo definisce “estremamente preoccupante e da condannare. Si tratterebbe di un fatto di una gravità inaudita – dice – che avrebbe riguardato un ambiente, come quello della scuola, in cui gli insegnanti dovrebbero essere baluardi nei valori di convivenza civile, rispetto delle regole e rispetto reciproco. Nonostante il docente abbia parlato di un ‘esperimento sociale’, il gesto resta di una gravità e di una pericolosità impressionante. È il momento di fermarsi e di provare a riflettere su dove stiamo andando”.

Frati di Assisi “Episodi anacronistici fuori dal tempo, fuori dalla storia, fuori dall’umanità. In merito a quanto successo nella scuola di Foligno auspichiamo si faccia chiarezza e se fosse confermato quanto accaduto – ha dichiarato il Custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti – chi ha responsabilità prenda seri e significativi provvedimenti. Qualsiasi forma di xenofobia va condannata e perseguita». Il direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, Padre Enzo Fortunato, ricorda anche che «la città di Foligno ci ricorda uno dei gesti più inclusivi della vita di San Francesco quando vendette tutto per dare dignità all’uomo”.

La Cgil “Se le notizie relative all’episodio di razzismo che si sarebbe consumato in una scuola della nostra provincia, a Foligno, venissero confermate, saremmo di fronte ad un fatto di gravità inaudita”. Lo dichiarano in una nota Moira Rosi, segretaria della Flc Cgil di Perugia, Filippo Ciavaglia, segretario della Cgil di Perugia, e Vincenzo Sgalla, segretario della Cgil dell’Umbria. “Ogni forma di discriminazione è odiosa, ma se questa avviene in una scuola e da parte di chi dovrebbe trasmettere cultura e valori positivi ai ragazzi, allora il tutto assume contorni ancora più inquietanti. Viviamo una fase storica nella quale provano a riaffacciarsi con prepotenza sentimenti e parole di odio e intolleranza. Dobbiamo fare muro contro questa deriva pericolosa”.

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