martedì 28 Giugno 2022 - 20:34
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Foligno, collaboratore di una farmacia faceva certificati Covid falsi: arrestato

Questo, secondo la procura di Spoleto, n cambio di modeste somme di denaro

FOLIGNO – Arresti domiciliari per il collaboratore di una farmacia di Foligno accusato di avere più volte simulato l’accertamento della positività al Covid di alcuni clienti o di loro familiari e di avere inviato all’autorità sanitaria falsa documentazione attestante l’esito positivo del test antigienico. Questo, secondo la procura di Spoleto, n cambio di modeste somme di denaro. Nessuna delle persone sottoposte al finto test era vaccinata e gli inquirenti ritengono che scopo del falso referto di positività era quindi quello di ottenere indebitamente un altrettanto falso Green pass al termine del periodo minimo di isolamento.

Disposta dal gip di Spoleto

A carico dell’ uomo è stata eseguita sabato mattina una misura cautelare disposta dal gip di Spoleto. Corruzione e falsità in documenti informatici pubblici con efficacia probatoria i reati contestati. Il collaboratore della farmacia è accusato dagli inquirenti di avere più volte simulato l’accertamento della positività al Covid, riferisce la procura di Spoleto guidata da Alessandro Cannevale. Oltre all’ arrestato, sono attualmente sottoposte a indagini nove persone, ritenute corruttori e concorrenti nelle singole falsità. Sono in corso ulteriori accertamenti per chiarire i canali di comunicazione che consentivano quello che gli inquirenti considerano l’ incontro fra domanda e offerta corruttiva.

Estranei ai fatti

La Procura sottolinea che totalmente estranei ai fatti sono risultati i responsabili e gli altri dipendenti della farmacia. La direzione ha anzi collaborato fattivamente con la polizia giudiziaria. Per gli inquirenti la richiesta di un corrispettivo non elevato, da 70 a 100 auro a persona, per quanto fin qui accertato, può ampliare, come in ogni ipotesi di corruzione, la platea dei potenziali corruttori. I magistrati sottolineano che condotte quali quelle contestate agli indagati non provocano solo l’ accesso di persone non vaccinate e non immunizzate a luoghi riservati ai possessori di Green pass, ma anche l’ alterazione dei dati statistici sulla base dei quali le autorità sanitarie stabiliscono la portata e la durata di misure restrittive della circolazione di tutti i cittadini”. Le indagini, partite nel gennaio scorso e consistite in complesse attività di controllo, verifica documentale, acquisizione di informazioni, sono state condotte dai carabinieri della stazione di Valfabbrica e del Norm della Compagnia di Assisi.

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