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Fiumi di droga a Terni dal Marocco: venti in manette, c’è anche un poliziotto

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Fiumi di droga a Terni dal Marocco: venti in manette, c’è anche un poliziotto

Redazione
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TERNI – Un anno e più di ricerche ed indagini, intercettazioni telefoniche, ambientali, video dello scambio di droga e soldi, tutto fra il 2017 ed il 2018 ed alla fine un dato ingente con 35 chili di hashish e mezzo chilo di cocaina e marijuana sequestrati che erano destinati a rifornire il mercato ternano.

Manette. L’operazione, denominata Toner e portata aventi dai Carabinieri di Terni è andata a segno stroncando un giro d’affari fra Roma e Terni e portando a 19 arresti gli arresti eseguiti fra l’alba e il pomeriggio di martedì, quasi tutti a Terni, su ordine del gip di Perugia Natalia Giubilei, la quale ha accolto in parte le richieste formulate dal procuratore presso presso la Direzione distrettuale antimafia, Giuseppe Petrazzini.  Per gran parte degli indagati, l’accusa è associazione per delinquere finalizzata al traffico ed allo spaccio di stupefacenti sulla piazza ternana. Un metodo consolidato, che partiva con l’acquisto della droga, il suo occultamento, lo spaccio al dettaglio, sino alla tenuta dei conti. Clienti normali ma  anche vip, alcuni noti professionisti della città.

L’indagine. L’inchiesta, iniziata nel settembre 2017, è stata coordinata dalla Procura distrettuale Antimafia di Perugia ed è partita da una segnalazione di un cittadino al 112, che ha visto una moto in strada. Era il mezzo con il quale due dei protagonisti della vicenda avevano riportato a Terni un chilo e mezzo di hashish, per poi abbandonarla in strada. Il ritrovamento dell’hashish (500 grammi) da parte dei Carbinieri ha fatto scattare l’indagine.

Il sodalizio criminale quindi si articolava in due tronconi: uno italiano e l’altro magrebino. Quest’ultimo aveva il compito di far arrivare a Terni, dal Marocco ma anche dalla Spagna, ingenti quantità di droga fra hashish, marijuana e cocaina, i ternani, invece, si occupavano dello smercio in città. La base dei ternani come detto, secondo gli inquirenti si trovava nel negozio di Borgo Rivo, il cui titolare è ritenuto il capo della banda e dove gli investigatori hanno rilevato un continuo viavai di clienti, fra i quali anche insospettabili professionisti. I marocchini, invece, si muovevano prevalentemente nel centro storico. Gli inquirenti hanno stimato un giro d’affari che andava mediamente dai 5 ai 10 mila euro al mese.

Arresti. Dietro le sbarre sono finiti coloro che sono stati ritenuti i motori dell’operazione, un ternano, Sandro Broccucci, 37 anni, titolare della La.Bro in via Garbher e il marocchino Mohamed Mojmil, 32 anni. Quella di Broccucci è una attività commerciale già nel mirino delle indagini: benchè chiusa da tempo, era per gli inquirenti la base logistica per gestione e smercio dello stupefacente. In carcere sono finiti anche altri sette marocchini,  oltre a  cinque ternani

Domiciliari. Sono invece stati posti ai domiciliari cinque persone, tre marocchini e due ternani, uno dei quali agente di polizia.  Altre sei persone – due italiani e quattro marocchini – sono state denunciate a piede libero con obbligo di firma e divieto di uscire di casa dalle ore 21 alle 6 del mattino.