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Festival di Musica, l’ouverture è stata affidata al Trio Paderewski

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Festival di Musica, l’ouverture è stata affidata al Trio Paderewski

Redazione cultura
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CASTIGLIONE DEL LAGO – Al via oggi (17 agosto) la quattordicesima edizione del Festival di Musica Classica di Castiglione del Lago. Il primo appuntamento, alle 21.30 alla sala del Teatro di Palazzo della Corgna, vedrà protagonista il talentuoso Trio Paderewski, composto dal violoncellista Francesco Bartoletti, dal violinista David O’Doherty e dalla pianista Catherina Lemoni O’Doherty.

Il Trio Paderewski si è formato nel 2003 dall’incontro di tre talenti del mondo musicale internazionale, su iniziativa della pianista Catherina Lemoni (vincitrice del premio “Paderewski” nel 1986, all’età di tredici anni); il trio prende il nome dal celebre pianista e compositore polacco, ma anche uomo politico, primo ministro, ministro degli esteri e diplomatico, Ignacy Jan Paderewski. Alla Lemoni si sono uniti il violinista irlandese David O’Doherty e il violoncellista italiano Francesco Bartoletti. I tre strumentisti vantano importanti curricula personali: tutti e tre hanno fatto confluire la loro alta formazione nei grandi Conservatori svizzeri. Molto raffinato e originale, come sempre, il repertorio scelto che vedrà l’esecuzione del Trio n° 1 op. 35 di Joaquín Turina, Impromptu op. 90 di Franz Schubert, Fratres di Arvo Pärt, Acquarium e Scarabocchio di Francesco Bartoletti e il Trio n° 2 op. 67 di Dmitrij Shostakovich.

Sabato 18 agosto il Festival si terrà al teatro della Rocca con un grande concerto dedicato a Luis Bacalov a pochi mesi dalla sua scomparsa. “In questo omaggio a Luis Enriquez Bacalov – spiega Ivana Bricca, assessore alla Cultura del Comune di Castiglione del Lago – avremo la presenza del grande Vittorio De Scalzi fondatore e leader dei “New Trolls”, dei gruppi “Osanna” e “Rovescio della Medaglia”, insieme alla nostra “Orchestra da Camera del Trasimeno”, massima espressione artistica della Scuola di Musica del Trasimeno”.

“Quando la musica classica incontra il rock è il titolo dell’evento di sabato a Castiglione – afferma Massimo Sordi, collaboratore del Comune di Castiglione e grande appassionato di musica – ed è un appuntamento unico: è la prima volta in assoluto che le 3 opere di Luis Bacalov per il rock vengono proposte insieme dagli artisti che quasi mezzo secolo fa ce le hanno fatte conoscere. Un evento assolutamente da non perdere, arricchito dall’Orchestra da Camera del Trasimeno”. Sordi ripercorre in breve la storia della musica “rock progressivo”, un’evoluzione del rock psichedelico britannico, che si è sviluppato fra la fine degli anni 60, esplodendo nei successivi 70. “L’inizio degli anni 70 ha segnato l’esplosione della “progressive rock” in tutta Europa: in Italia Pfm, Banco, Orme e altri, concepiscono i primi album “concept”, fantastici album dove ogni pezzo costituisce un capitolo dell’intera storia, ancora oggi autentici capolavori. I genovesi New Trolls 50 anni fa iniziarono alla grande, aprendo i concerti dei Rolling Stones, durante i quali, il leader Vittorio de Scalzi, rubò addirittura i pantaloni a Mick Jagger. Nel 1971 l’incontro con il maestro Luis Bacalov ed è la prima volta che un compositore e direttore d’orchestra scrive un’opera per un gruppo rock: “Concerto grosso per i New Trolls”, che molti critici considerano il loro capolavoro, ha un successo strepitoso, vende oltre un milione di copie, viene utilizzato come colonna sonora d thriller “La vittima designata” di Maurizio Lucidi.
Sempre nel 1971 gli Osanna pubblicano “L’uomo” e l’anno successivo, 1972, sono protagonisti del grande tour insieme ai Genesis. Sbirciando dal camerino degli Osanna, Peter Gabriel vede Lino Vairetti & c., truccarsi il viso prima dello spettacolo: da allora abbiamo sempre visto Gabriel nei concerti dei Genesis col viso truccato. Coincidenza? No, i Genesis avevano copiato dagli Osanna! Nello stesso anno, l’incontro con Bacalov. Il disco è un autentico capolavoro, “Preludio, Tema, Variazioni e Canzona” è la colonna sonora di “Milano calibro 9” di Fernando di Leo. Nel 1973 c’è un gruppo in Italia che va fortissimo, ha al suo attivo già 2 dischi di rock duro e hanno una strumentazione e un amplificazione invidiata da tutti i gruppi nazionali ed europei, un enorme impianto voci quadrifonico da 6.000 watt, tanto che hanno bisogno di un Tir per spostarsi nei concerti con quel prezioso materiale. Ma un giorno di dicembre, il Tir parcheggiato in una via di Roma viene rubato e sparisce per sempre, mettendo inevitabilmente in crisi il “Rovescio della medaglia”. L’anno successivo Pino Ballarini esce dal gruppo ed entra in sostituzione per un breve periodo un giovane dei Semiramis, Michele Zarrillo.

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