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Festa regionale del Pd, il giorno di Renzi: “Venite in Umbria, facciamo rinascere le zone terremotate”

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Festa regionale del Pd, il giorno di Renzi: “Venite in Umbria, facciamo rinascere le zone terremotate”

Redazione politica
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CASTIGLIONE DEL LAGO – Sisma, scuola, politica interna ed economia. Sono stati questi i temi su cui si è incentrato l’intervento di Matteo Renzi oggi pomeriggio alla festa regionale de L’Unità, in corso di svolgimento a Castiglione del Lago. Il segretario nazionale del Pd è arrivato in Umbria anche per presentare il suo ultimo libro, ‘Avanti!”. A intervistarlo è stato Francesco Carrassi, direttore de La Nazione.

Appello per la rinascita “Abbiamo visto in questi mesi una straordinaria performance turistica dell’ Umbria, ma dobbiamo aiutare anche le zone che hanno sofferto per il terremoto”, così Renzi ha iniziato il proprio intervento. “Dobbiamo visitare l’ Umbria – ha aggiunto l’ex premier – anche in quei territori dove il sisma ha fatto danni”.

Mille giorni a Palazzo Chigi Il leader dei democrat, ha quindi ripercorso tutte le tappe toccate dal suo governo. Una prima riflessione sulla scuola: “Delle cose fatte al governo e che più mi fanno rimanere con l’ amaro in bocca – ha detto – posso mettere la scuola visto che abbiamo messo 7 miliari e 800 milioni e abbiamo fatto arrabbiate tutti”. Non solo vittorie, ma anche sonore sconfitte, come la strategia usata nella comunicazione e la riforma costituzionale: “Non ho comunicato bene – ha riconosciuto il segretario del Pd – come ad esempio per gli 80 euro non siamo stati in grado di raccontare che non era una cosa elettorale”. Il discorso si è poi spostato sul referendum del 4 dicembre: “Ho sbagliato anche a non pensare che il referendum sarebbe diventato terreno di gioco della politica. Però la riforma la rifarei perché serviva all’ Italia”.

Futuro “Si possono fare anche autogol ma dico che almeno le cose si sono iniziate a fare – ha aggiunto – perché quando abbiamo presi in mano l’ Italia avevamo uno spread a 500 e rotti punti e il Pil peggiore dal dopoguerra. Sono convinto che la pagina più bella non l’ abbiamo scritta ancora e che il futuro ci unisca”.

Governo Gentiloni Una domanda anche sul rapporto che lega Renzi col suo successore, Paolo Gentiloni: “Tra me e il presidente del Consiglio – è stata la sua risposta – c’è un rapporto di squadra non litighiamo, come invece vorrebbe qualcuno, e lavoriamo insieme per l’ Italia e devo dire che sta lavorando molto bene”.

Al voto con quale legge? Da Renzi, un richiamo all’unità delle forze politiche e al buon senso per l’approvazione, in tempi celeri, della nuova legge elettorale, con cui si voterà alle Politiche del prossimo anno: “Il Pd ha dato la disponibilità al ballottaggio, al Mattarellum, al sistema tedesco, pur con divisioni interne. Abbiamo dato la nostra disponibilità su tutto e ci hanno sempre detto di no. Se vogliono cambiare la legge elettorale a sei mesi dal voto almeno facciano una proposta tutti insieme, altrimenti stanno prendendo in giro gli italiani come avevamo sospettato il 4 dicembre”. “Io voglio un sistema semplice, meno parlamentari, voglio sapere la sera chi ha vinto – ha aggiunto – l’ ho detto in tutti i modi e per fare le riforme istituzionali ho perso anche la poltrona. Ora voglio dire ai 13 milioni di italiani che hanno votato sì che si facciano sentire”.