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San Francesco, il premier Conte: “Non aver paura del cambiamento”

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San Francesco, il premier Conte: “Non aver paura del cambiamento”

Redazione
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ASSISI – Il messaggio di San Francesco “ci insegna che del cambiamento non bisogna aver paura e che quando l’ obiettivo per cui si lavora è il bene della comunità bisogna avere il coraggio di sostenere le proprie idee e le proprie azioni fino in fondo. Anche quando quelle idee saranno contestate, avversate, ostacolate”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nel corso del suo messaggio alla Nazione durante le solenni celebrazione della festa di San Francesco.

Al lavoro per il bene dell’Italia  L’ Italia è “un Paese ammirato e apprezzato nel mondo per la sue bellezze, per i suoi paesaggi, per le mille ricchezze artistiche custodite in ogni piega della nostra penisola – ha aggiunto il premier dalla loggia della Basilica superiore -. E’ un’ Italia di cui essere orgogliosi e che tutti dobbiamo gelosamente preservare, ma soprattutto è un’ Italia che merita un futuro di crescita e di prosperità. Ed è quello per cui stiamo lavorando”.

Reddito di cittadinanza “Il reddito di cittadinanza – ha evidenziato il capo del Governo – è una misura di cui sono particolarmente orgoglioso: non un sussidio ma una scintilla che permetterà di essere partecipi nella nostra società a tante persone che ora ne sono escluse”. “Non ci siamo limitati ad approvare un mero documento contabile – ha sottolineato Conte -, ma abbiamo delineato un progetto di riforme avendo cura dei bisogni delle persone e progettando misure volte a garantire equità”.

Genova, Bucci commissario Sarà il sindaco del capoluogo ligure, Marco Bucci, il commissario straordinario per la ricostruzione del Ponte Morandi. Ad annunciarlo è stato lo stesso premier che ha voluto rivolgere un saluto a Genova: “Permettetemi di rivolgere un pensiero ai genovesi e alla loro città, ferita dal tragico crollo del Ponte Morandi. Da quel giorno non abbiamo nemmeno per un minuto smesso di lavorare per restituire a Genova il ponte e garantire il pieno ritorno alla normalità”.

Sorpresa La presidente dell’Umbria, Catiuscia Marini,non ha voluto commentare le parole del premier. Con il suo entourage avrebbe manifestato stupore per la mancanza di riferimenti ad Assisi e all’Umbria, nell’intervento del premier. E, soprattutto, sulle zone colpite dal terremoto del 2016.

Gambetti Protagonista della donazione dell’olio quest’anno la Campania. Di fronte a una basilica superiore gremita di un popolo gioioso e festante a fianco delle autorità religiose e civili di tutta Italia, il Custode del Sacro convento Padre Mauro Gambetti ha rievocato l’accoglienza ricevuta durante una visita a Napoli. “Ricordo – ha detto Gambetti – il percorso in auto per arrivare alla Curia vescovile. Una vigilessa di ferro ci impedì di prendere la via breve, in quel giorno interdetta al traffico. Il navigatore ci spinse in un labirinto di stretti vicoli del quartiere Spaccanapoli. Un’esperienza indimenticabile. I muri degli edifici sembravano convergere verso un punto all’orizzonte. Immaginavo la scena e i titoli: frati incastrati con l’auto in un vicolo di Napoli; ma al contempo ero trasecolato, afferrato dal fascino di quelle vie. Mi pare che rappresenti l’Italia di oggi. Cosa fare? – ha proseguito il Custode – Cedere allo scoraggiamento e ritirarsi davanti alle difficoltà? O, all’opposto, intervenire con il pugno duro per eliminare i problemi (e i cattivi)? Gli adulti sanno che non esiste il popolo dei puri; vivono responsabilmente e convivono civilmente, si sporcano le mani ed evitano giudizi sommari, lottano e pazientano in mezzo alle contraddizioni della realtà. Quanti campani ho visto agire così. E quanti italiani. In tal modo si costruisce la società”.

Il cardinal Sepe Il cardinal Sepe ha celebrato la messa solenne delle 10 in basilica superiore. Nel corso dell’omelia, Sepe ha ricordato che “Francesco si è recato in Campania agli inizi del 1200. La nostra regione è stata da sempre segnata dal fascino del suo carisma. Sono tanti i santi – religiosi e laici – che si sono ispirati a lui. Tante le chiese, i conventi, le opere sociali nate da quell’esperienza, così profondamente radicata nel tessuto civile e religioso del nostro popolo. La vicenda di Francesco – ha proseguito – è oggi, di grande attualità anche per il dialogo interreligioso e per la pace mondiale, tanto da rappresentare, pur a distanza di molti secoli, l’avvenimento più emblematico nella ricerca di coesione e reciprocità tra popoli e culture diverse. Un dialogo che continua a dare i suoi frutti, creando condizioni di interlocuzione e di pace, mentre registriamo un forte processo di immigrazione che resta una grande questione mondiale, una difficile sfida per la politica, per la società civile, per la nostra identità culturale e religiosa”.

De Luca Dal loggiato ha parlato anche il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca: “La Campania è tutta in questa piazza. Coi suoi sindaci, la sua gente, le sue contraddizioni, le sue sofferenze. E dalla Campania sorge un messaggio di speranza: quando ricordiamo Francesco e il suo messaggio, ci sentiamo una grande famiglia unita. Viviamo un tempo complicato, siamo travolti da immagini e parole, spesso false, siamo trascinati in una dimensione di vita spesso finta. Siamo obbligati ad allontanarci da valori umani fondamentali. Francesco è il richiamo alla terra, alle radici ai valori dei nostri antenati. Abbiamo la necessità di rivivere quei grandi valori, perché la crisi più grave della nostra epoca è la crisi dell’autorità. Francesco decise di rispettare l’autorità, ma non rimanendo passivo, dando vita a una rivoluzione spirituale. La coerenza di vita è un messaggio per chi crede e per chi non crede. Francesco è portatore di valori di umanità più alti. L’attuale secolo deve vedere l’umanità raggiungere un sistema di valori umani fondamentali: uguaglianza, lotta alla povertà, rispetto per la donna e la sua integrità. Torniamo oggi alle nostre case – ha concluso De Luca – più ricchi di spiritualità. Fra tanti problemi che abbiamo in Italia, c’è bisogno di serenità. Viviamo ogni giorno elementi”. Nel corso della giornata il sindaco di Assisi Stefania Proietti ha chiesto al premier che il 4 ottobre torni a essere festa nazionale.

 

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