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Farmacie tifernati, 25mila euro per uno stand alla Mostra del Cavallo

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Farmacie tifernati, 25mila euro per uno stand alla Mostra del Cavallo

Redazione
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La Mostra nazionale del cavallo di Città di Castello

CITTA’ DI CASTELLO – Un prezzo a dir poco elevato quello pagato dalle Farmacie tifernati (società partecipata pubblica, interamente del Comune di Città di Castello) per avere uno stand all’ultima Mostra nazionale del Cavallo: ben 25mila euro. Senza considerare altri fatti insoliti, come la “sparizione” alla vigilia della 50esima edizione della kermesse del presidente Fausto Bizzirri, rimpiazzato in extremis dal vicepresidente Domenico Duranti.

Queste e altre “stranezze” legate alla manifestazione, che negli anni ha raggiunto notevole prestigio e che rischierebbe addirittura di scomparire dopo avere tagliato il traguardo delle 50 edizioni, sono state oggetto di una approfondita discussione in consiglio comunale, su sollecitazione del gruppo di minoranza Castello cambia. A rispondere e a delineare luci, ombre e prospettive della Mostra nazionale del Cavallo l’assessore Massimo Massetti, che ha inoltre annunciato che la delicata situazione sarà oggetto di una seduta di commissione.

“Il 50esimo della Mostra del Cavallo può essere preso ad esempio di come sperperare un patrimonio di successi, ottenuti in passato sul fronte turistico, tecnico e di ricaduta di immagine” ha affermato il capogruppo di Castello Cambio Vincenzo Bucci, presentando l’interrogazione sulle prospettive della manifestazione: “Aver taciuto le motivazioni dell’addio del presidente Fausto Bizzirri ha rallentato la comprensione di tante dinamiche che interessano la mostra, tra cui la resistenza di Fat alla conferma degli spazi. I ritardi organizzativi hanno compromesso la presenza di visitatori e dei cavalli. Vedere le gradinate vuote di pubblico non è stato un bello spettacolo. Sentire il vicepresidente Domenico Duranti ammettere le difficoltà e annunciare cambiamenti radicali nell’organizzazione, fa sembrare più vicina l’ipotesi di un trasferimento ad altra sede. Nel tempo sono venuti meno sostegni istituzionali, associativi e privati: chiediamo alla Regione e all’assessore all’Agricoltura di mobilitarsi per non disperdere in altro luogo dell’Umbria questo patrimonio. Inoltre ci sono alcuni aspetti poco comprensibili, come il pagamento di 25mila euro da parte delle Farmacie tifernati per avere uno stand. Era questo il prezzo anche per gli altri operatori? Non condividiamo che i soldi delle farmacie vengano impiegati impropriamente”.

“Dopo l’assemblea dei soci porteremo la mostra del Cavallo in commissione per analizzare a fondo luci ed ombre di questa manifestazione storica” ha detto l’assessore all’Ambiente Massimo Massetti, il quale ha parlato di una scelta personale alla base dell’assenza del presidente Fausto Bizzirri.  In quel contesto si sono fatti avanti i soci privati che hanno prospettato il vicepresidente Domenico Duranti, loro espressione. All’origine dei problemi della Mostra c’è il passo indietro fatto da molti soci pubblici come l’Unire, che è stata a lungo colonna portante della programmazione. I tempi stretti hanno condizionato ma il Cinquantesimo si è svolto con dignità e a misura di famiglia, grazie ad una riduzione dei costi del venti per cento negli ingressi, gratuiti fino a 14 anni. Il prezzo del Galà è stato addirittura dimezzato per dare la possibilità a tutti di partecipare ad una manifestazione con un senso popolare e una tradizione storica, che affonda nell’Ottocento e che nei periodi di massimo splendore è entrata in confronto diretto con Verona, tanto da indurre ad uno spostamento di data da novembre a settembre per evitare sovrapposizioni. 200 espositori, 130 del turismo rurale, 400 cavalli, il titolo europeo per la monta da lavoro, 50 tour operators, 28 giornalisti esterni sono numeri che non autorizzano a fare bilanci negativi ma confermano l’attrattività potenziale della mostra”.

Bucci ha replicato parlando di “racconto interessante, quello dell’assessore, dal momento che a suo tempo i soci pubblici sono arrivati a salvare i soci privati in affanno. E’ una mostra importantissima e, se viene mancare, della perdita si deve assumere la responsabilità la maggioranza. Mobilitarsi a ridosso dell’evento, significa rincorrerlo non organizzarlo. C’è un problema di programmazione”. Su questo Massetti ha concordato: “trovare soluzione ai problemi e farlo celermente”.

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