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Famiglia e Coronavirus, Paglia: “Riscoprire le relazioni, superare le case di riposo”

Cronaca e Attualità Terni

Famiglia e Coronavirus, Paglia: “Riscoprire le relazioni, superare le case di riposo”

Redazione
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ROMA – “Il grande pericolo è che l’epidemia Covid-19 danneggi non solo i  polmoni ma anche il cuore, che ci contagi l’idea che stare soli faccia  bene: che l’unico modo per salvarsi sia chiudersi in sé stessi e  tenere gli altri a distanza”. Vincenzo Paglia, Gran Cancelliere dell’Istituto Giovanni Paolo II per  le scienze del matrimonio e della famiglia, in una riflessione  pubblicata sul sito internet dell’Istituto spiega come in questo  periodo di emergenza sanitaria occorra combattere non solo la  malattia, ma anche “l’epidemia della solitudine”.

No solitudine. “Il virus non si combatte con più solitudine, come sembra in queste  ore” spiega: “È un tempo che chiede di cercare un senso, perché solo  apparentemente un senso non ce l’ha. Si potrebbe dire: tempo di strade  vuote ma di vita piena”. Le statistiche dicono che con il coprifuoco sono crollate le rapine e  i furti nelle case, ma sono aumentate le violenze in famiglia: “In un
momento in cui la forzata convivenza aumenta le tensioni famigliari ci  vuole un di più di immedesimazione nell’altro, di comprensione e, se  possibile, un po’ più di fantasia e di creatività, che fanno parte  dell’amore, ma che forse avevamo dimenticato”.

Vicinanza “Questo  tempo in cui le strade sono vuote e le case affollate è una  opportunità ma sta a tutti noi coglierla – prosegue –  Stiamo più vicini a mogli,  mariti, figli, ma in questo modo vediamo anche di più i difetti, e se  l’aria è compressa le scintille sono più probabili. Bisogna fare  attenzione e cercare di scorgere in chi ci sta accanto quel talento,  quel valore e quel perché della sua presenza proprio qui, accanto a  me, in questo tempo misterioso. Questi giorni sono nelle nostre mani – aggiunge l’arcivescovo – Le  nostre relazioni famigliari potranno trarne un beneficio o potrebbero  uscirne più difficili. È un tempo, questo, opportuno per riscoprire la  forza delle relazioni. Così iniziamo a costruire fin da adesso il  futuro che ci attende”

Case di riposo. Paglia ha poi un pensiero per le case di riposo, finite nell’occhio del ciclone dopo la vicenda del Pio Albergo Trivulzio, divenuto uno dei focolai: “Dovremmo lavorare perché questi
luoghi non esistano più e gli anziani stiano il più possibile a casa  loro. Si dovrà lavorare per valorizzare delle convivenze tra anziani,  il co-housing e le esperienze di piccole case-famiglia, così come si  dovranno sostenere le famiglie perché siano aiutate a mantenere a casa  i nostri nonni e i nostri genitori”.