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Fallimento “A. Merloni”, buco da 315mila euro nel bilancio del Comune di Nocera Umbra

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Fallimento “A. Merloni”, buco da 315mila euro nel bilancio del Comune di Nocera Umbra

Redazione
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La protesta degli operai della Antonio Merloni

NOCERA UMBRA – La “Antonio Merloni spa” doveva al Comune di Nocera Umbra, per il solo anno 2008, un ammontare Ici e contributo ambientale di 315mila euro, ma causa del fallimento della società e di errori di contabilità tale somma non è mai stata incassata dall’ente. E mai l’incasserà in quanto l’azione promossa dalla Procura contabile è prescritta.

La Corte dei conti ha citato in giudizio il funzionario dell’Ufficio Tributi del Comune di Nocera Umbra «315.833,10, oltre rivalutazione monetaria, interessi legali e spese di giustizia, ritenendola responsabile del danno erariale causato all’Amministrazione comunale dalla mancata riscossione delle somme dovute dalla Società Antonio Merloni s.p.a., a titolo di ICI per l’annualità 2008, nonché del contributo di tutela dell’ambiente». Secondo i rilievi della Procura contabile già «il revisore dei conti del Comune di Nocera Umbra» aveva segnalato «gravi irregolarità nella gestione dell’Ente locale, evidenziando, in particolare, la mancata riscossione di tributi, dovuti dalla società Antonio Merloni s.p.a» tanto che l’ente risultava «creditore nei confronti della predetta società della somma di € 315.833,10, per tributi non versati». Poi è intervenuta la dichiarazione del Tribunale di Ancona dello stato di «insolvenza della Antonio Merloni s.p.a.» e poi la nota dei commissari straordinari della società con la quale si comunicava «al Comune di Nocera Umbra (Pg) che il termine ultimo per la presentazione, nella Cancelleria del Tribunale di Ancona, delle domande di insinuazione allo stato passivo, scadeva il 30 gennaio 2009». Il Comune non si sarebbe attivato entro il termine predetto e il ritardo era costato il rigetto dell’istanza dell’ente «in quanto tardiva e siccome non è stato impugnato, detto provvedimento è divenuto definitivo, con conseguente impossibilità per l’Ente di procedere al recupero dei tributi non versati dalla società fallita».

Il difensore del funzionario, l’avvocato Marco Mariani, ha eccepito la prescrizione dell’azione in quanto «trattandosi di tributi relativi all’annualità 2008, tale termine quinquennale è scaduto il 31 dicembre 2013, mentre la convenuta, in qualità di Responsabile dell’Ufficio Tributi del Comune di Nocera Umbra, in data 23 novembre 2011 ha provveduto ad emettere i relativi avvisi di accertamento, nei confronti della Ditta Merloni, per l’ICI 2008 non versata». In secondo luogo l’avvocato ha evidenziato «la mancanza di colpa grave» del funzionario in quanto «la comunicazione del commissario straordinario, relativa alla scadenza della domanda di insinuazione nella massa fallimentare» non è mai stata depositata all’ufficio tributi, ma «è stata assegnata all’Ufficio Segreteria e, successivamente, all’Ufficio Anagrafe ed al Sindaco».

I giudici contabili hanno ritenuto corretto l’operato del funzionario, ma assorbito tutto il caso nella prescrizione.

Intervento dei Parlamentari Pd Giulietti e Lodolini. Sulla vicenda è stata presentata una interrogazione dagli onorevoli Giampiero Giulietti e Emanuele Lodolini chiedendo quali iniziative ilGoverno, per quanto di competenza, avrebbe messo in campo affinché l’azienda potesse ritirare immediatamente il provvedimento dimobilità. Giulietti e Lodolini avevano chiesto delucidazioni anche rispetto all’attuazione del piano industriale presentato al momentodell’acquisto dell’allora Antonio Merloni-Ardo e se ci fosse stato un adempimento della JP agli obblighi assunti all’atto dicessione/acquisto stipulato con la procedura di A.S. della Merloni spa. Il Ministero ha risposto confermando che è stata dichiarata la nullità del contratto di cessione del ramo aziendale e che è una trattativa volta a definire i termini di una intesa transattiva per la cessione. Il Ministero dello sviluppo economico ha quindi confermato la propria disponibilità aformalizzare un accordo con le regioni Umbria e Marche, allo scopo di promuovere il progetto con risorse finanziarie pubbliche per 24milioni di euro, fatta salva la dimostrazione della disponibilità, da parte dell’acquirente, di ulteriori risorse finanziarie privateper la realizzazione del progetto di sviluppo nel suo complesso. Il Mise è consapevole degli sforzi e degli impegni da assumere percondurre ad un esito positivo la vicenda e pertanto continuerà a seguire con la medesima attenzione l’evolversi della situazione.

 

Lo scorso 29 luglio 2016 JP Industries comunicò improvvisamente l’apertura dellamobilità colletiva per centinaia di dipendenti. Come noto, al Ministero si aprì fin da subito un tavolo di confronto con tutti gliinterlocutori interessati al caso: banche, acquirenti, Commissari. Il 2 agosto, a Roma, fu convocato un incontro urgente tra i parlamentarion. Giampiero Giulietti e on. Emanuele Lodolini e il vice ministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova per discutere dellasituazione della JP Industries. I due deputati hanno presentato un’interrogazione al Ministero chiedendo quali iniziative ilGoverno, per quanto di competenza, avrebbe messo in campo affinché l’azienda potesse ritirare immediatamente il provvedimento dimobilità. Giulietti e Lodolini avevano chiesto delucidazioni anche rispetto all’attuazione del piano industriale presentato al momentodell’acquisto dell’allora Antonio Merloni-Ardo e se ci fosse stato un adempimento della JP agli obblighi assunti all’atto dicessione/acquisto stipulato con la procedura di A.S. della Merloni spa. Su questo punto il Ministero ha così risposto: “ Conriferimento al giudizio relativo ala validità del contratto di cessione, occorre precisare che, in accoglimento del ricorsopresentato dagli Istituti Bancari, con sentenza del Tribunale di Ancona del 20.09.2013 è stata dichiarata la nullità del contrattodi cessione del ramo aziendale del 27.12.2011 . […] Per altro verso, come noto, è in fase avanzata, anche in ragionedell’approssimarsi delle scadenza processuali, una trattativa volta a definire i termini di una intesa transattiva che, anche sullascorta del principio di diritto fissato dalla Suprema Corte di Cassazione, renda superflua la prosecuzione del giudizio sullavalidità della cessione dei complessi aziendali facenti capo alla Antonio Merloni spa con il definitivo accertamento della validitàdel contratto di cessione degli assets aziendali da parte di JP Industries spa.”

Il Ministero dello sviluppo economico ha quindi confermato la propria disponibilità aformalizzare un accordo con le regioni Umbria e Marche, allo scopo di promuovere il progetto con risorse finanziarie pubbliche per 24milioni di euro, fatta salva la dimostrazione della disponibilità, da parte dell’acquirente, di ulteriori risorse finanziarie privateper la realizzazione del progetto di sviluppo nel suo complesso. Il Mise è consapevole degli sforzi e degli impegni da assumere percondurre ad un esito positivo la vicenda e pertanto continuerà a seguire con la medesima attenzione l’evolversi della situazione.

 

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