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Falde acquifere inquinate nella Conca, la denuncia dei 5 Stelle e uno “strano” carteggio

Politica

Falde acquifere inquinate nella Conca, la denuncia dei 5 Stelle e uno “strano” carteggio

Andrea Giuli
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TERNI – Uno strano, affannoso carteggio, presunte lacune informative tra soggetti e livelli istituzionali vari, studi ambientali tenuti più o meno “sotto coperta”. Si evince tutto questo ed altro ancora dall’ennesima sortita  degli esponenti umbri a 5 Stelle sulle delicate questioni della situazione ambientale nella Conca ternana.

Così infatti scrivono in una nota congiunta il capogruppo pentastellato in Regione , Liberati e il consigliere comunale di Terni, De Luca: “Le informazioni diffuse dal Movimento 5 Stelle il 6 maggio 2016, relativamente ad uno studio da parte di Thyssen che certifica la forte concentrazione da nichel e cromo nelle acque del Nera, insieme ad altre analisi riguardanti la contaminazione dei pozzi interni allo stabilimento Thyssen, hanno trovato pienamente conferma nelle corrispondenze ufficiali tra le varie istituzioni. Il M5S circa 20 giorni fa aveva pubblicamente le risultanze inedite delle analisi effettuate nelle falde sottostanti il polo siderurgico, senza avere risposta alcuna e nel più totale silenzio di tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione. La follia di questa storia che lascia davvero sconcertati  è che il Comune e il sindaco di Terni non siano stati minimamente informati della questione, dimostrando pienamente un ruolo di concreta marginalizzazione delle autorità locali. Lo stesso sindaco Di Girolamo, infatti, di fronte alle nostre dichiarazioni è stato costretto a chiamare in causa Arpa, Usl e Regione Umbria evidenziando la necessità di conoscere se le notizie abbiano un fondamento scientifico e, in caso affermativo, chiedo se sia opportuno procedere all’emissione di un’ordinanza sindacale in virtù dei poteri conferitimi dalla legge. La situazione però – spiegano Liberati e De Luca – raggiunge livelli a dir poco grotteschi per il rapporto dello studio ecotossicologico di Thyssen sulle acque del Nera, considerando che Di Girolamo è pure presidente della Provincia, ente in possesso di questi dati”.

Il capogruppo pentastellato rileva inoltre che Il ministero dell’ambiente “conferma invece la contaminazione da cromo esavalente in tre pozzi campionati, da tetracloroetilene in altri due e da solfati in un ulteriore pozzo. Le aree campionate non si troverebbero soltanto nell’area dell’ex discarica ma per la prima volta anche all’interno dello stabilimento Ast. Lo stesso Ministero chiama anche direttamente in causa Arpa e Ast, chiedendo una immediata attivazione al fine di ricercare la fonte della contaminazione, dichiarando quali sono le misure preventive adottate fino ad oggi e valutando il rischio di queste contaminazioni. Ci si chiede come l’Arpa di fronte alle normative nazionali e internazionali che garantiscono l’universalità dell’accesso ai dati ambientali possa continuare a non diffondere alla città tali informazioni che certificano lo stato di contaminazione delle falde acquifere”.

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Andrea Giuli
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