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Falconeria italiana patrimonio dell’umanità, c’è una umbra dietro il riconoscimento

Terni Varie

Falconeria italiana patrimonio dell’umanità, c’è una umbra dietro il riconoscimento

Emanuele Lombardini
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TERNI – C’è una giovane umbra dietro ad un importantissimo riconoscimento che  l’Unesco ha assegnato all’Italia, quello di “patrimonio culturale immateriale dell’umanità” all’arte della falconeria, ovvero l’uso dei falchi per la cattura di altre prede. Un’arte antichissima, tramandata fino ad oggi che trova le sue radici nella storia italiana come pratica di vita ed importante elemento diplomatico, soprattutto nel Rinascimento, che ha visto protagonisti gli Sforza a Milano e i Gonzaga a Mantova e ancor prima il fondamentale contributo di Federico II di Svevia.  Il riconoscimento è parte di uno sforzo internazionale che include 18 paesi,  paesi a dimostrazione del carattere diffuso che questa pratica riveste nel mondo e del dialogo interculturale che è capace di generare.

Oggi in Italia la falconeria è praticata da un numero sempre crescente di persone, tra cui molti giovani e donne, ed esprime il bisogno intimo di ogni essere umano di avere un contatto reale ed istintivo con l’ambiente, la natura e le sue dinamiche.

L'antropologa umbra Elena Sinibaldi

L’antropologa umbra Elena Sinibaldi

Orgoglio umbro. A coordinare tutto il processo, dalla candidatura fino al riconoscimento, sotto l’egida del Ministero per i Beni Culturali è stata la giovane antropologa ternana Elena Sinibaldi, responsabile tecnico-scientifico del coordinamento Unesco delle Associazioni di Falconeria Italiane. La Sinibaldi ha svolto un’attività intensa di relazioni internazionali che ha portato a questo grande risultato: “Questo risultato – spiega – segna un momento importante per il nostro Paese nell’ambito di processi di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale immateriale che contribuiscono alla promozione del dialogo tra culture e della cooperazione internazionale basati su  saperi e conoscenze tradizionali e viventi di comunità portatrici di interesse”.

Elena Sinibaldi si occupa da anni di processi di patrimonializzazione in ambito Unesco. Dopo una laurea in Lettere, una specializzazione in Beni Demo-etno-antropologici e un dottorato di ricerca in corso in “Storia, religioni e antropologia” tra Roma e Parigi, si è perfezionata presso il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo- Segretariato Generale, Servizio I, coordinamento relazioni internazionali e ufficio Unesco,  presso il quale è ad oggi consulente.

L’attitudine alla ricerca sul campo e le competenze apprese a livello istituzionale hanno reso possibile l’avvio di un relazioni internazionali e interculturali dapprima con il Paese capofila della candidatura, Emirati Arabi Uniti, e poi con gli altri paesi aderenti (Belgio, Francia, Spagna, Germania, Portogallo, Repubblica Ceca, Austria, Ungheria, Mongolia, Kazakistan, Pakistan, Marocco, Qatar, Siria, Arabia Saudita e Corea del Sud) contribuendo anche alla lavoro di redazione e negoziazione del file multinazionale di candidatura.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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