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Export, i distretti umbri hanno realizzato un meno 5% sul periodo pre-crisi

Emerge dal Monitor elaborato dalla Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo

PERUGIA – I distretti umbri hanno realizzato nel periodo gennaio-settembre 545 milioni di euro di esportazioni con una crescita rispetto al 2020 del +1,1% e con un ritardo rispetto al pre-crisi che si è attestato al -5,0%.  Emerge dal Monitor elaborato dalla Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo. Dopo il “significativo rimbalzo” del secondo trimestre (+38%) che aveva anche consentito di superare il livello delle esportazioni del 2019 (+0,9%), nel periodo luglio-settembre – in base allo studio – le vendite all’estero hanno registrato un calo tendenziale e uno scostamento negativo del 8,1% rispetto agli stessi mesi del 2019, in linea con quanto rilevato nel primo trimestre.

Pieno recupero

Due dei tre distretti monitorati mostrano però un pieno recupero dei valori pre-crisi. In particolare quello dell’olio umbro che aveva già registrato una crescita nel corso del 2020 (+4,2%), mostra un ulteriore incremento nelle esportazioni con una variazione tendenziale del +3,2%. Bene anche il distretto del mobile dell’Alta valle del Tevere che ha già recuperato il valore delle esportazioni dei primi nove mesi del 2019 con una variazione del +3,7%. Il distretto della maglieria e abbigliamento di Perugia sconta invece un ritardo rispetto al 2019 (-9,9%), generato in particolare nella componente dell’abbigliamento in calo del -13,8%; la maglieria invece ha recuperato totalmente il valore di vendite all’estero del 2019. Tra i mercati di sbocco il monitor evidenzia un forte incremento delle esportazioni verso il mercato spagnolo (+54,4%) sostenuto dalle vendite di olio, e verso la Federazione russa e la Cina, trainate dalle vendite di prodotti della Maglieria e abbigliamento. In questi due mercati l’export distrettuale umbro è già abbondantemente sopra i livelli del 2019. Segnano invece un calo “importante” le vendite verso Stai Uniti (-26,4% sul 2019) e Regno Unito (-48,8%). Tutti i distretti – sempre in base alla rilevazione di Intesa Sanpaolo – subiscono un calo delle esportazioni verso questi mercati; l’unica eccezione è il mobile dell’alta valle del Tevere che ha recuperato il valore delle esportazioni verso gli Stati Uniti. Le prospettive di crescita per i distretti umbri restano positive, anche alla luce della “buona capacità di risposta” fin qui mostrata e del progressivo avvicinamento ai livelli pre-crisi di export.

Un punto di forza

“L’export rappresenta un punto di forza assoluto dell’Umbria e Intesa Sanpaolo è un pilastro dell’economia reale”, commenta Luca Severini, direttore regionale Toscana e Umbria Intesa Sanpaolo. “Nel 2021 – ha aggiunto – abbiamo erogato alle aziende umbre oltre 400 milioni di euro per sostenere rilancio, investimenti, liquidità. Siamo pronti ad accelerare il nostro impegno per favorire la crescita economica, ma il futuro va impostato adesso. Le imprese sanno che l’evoluzione verso modelli di business innovativi e sostenibili è oggi un fattore essenziale per garantire un posizionamento solido sul mercato nazionale ed internazionale. Investire in digitalizzazione e sostenibilità diventa quindi una scelta strategica per le imprese. Il nostro nuovo piano d’impresa 2022-2025 ci proietta verso il futuro, forte di una strategia radicata nella nostra storia e di un modello di impresa unico. Intendiamo rafforzare il nostro contributo in una fase in cui il Paese ha bisogno di crescita, destinando 400 miliardi di euro di finanziamenti a medio-lungo termine per imprese e famiglie a supporto del Pnrr”.

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