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Ex Novelli, summit al Mise rinviato: al setaccio gli ammortizzatori sociali vecchi e nuovi per prepararsi ad ogni evenienza

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Ex Novelli, summit al Mise rinviato: al setaccio gli ammortizzatori sociali vecchi e nuovi per prepararsi ad ogni evenienza

Andrea Giuli
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La protesta dei lavoratori della Novelli davanti ai cancelli della fabbrica

TERNI – Un breve slittamento tecnico. Questo, in soldoni, il motivo del rinvio – da oggi 22 marzo a domani – dell’atteso summit al Mise, l’ennesimo, sulla ex Novelli. Vertice al quale, come di prassi, parteciperanno, oltre ai rappresentanti ministeriali (a cominciare dal dottor Castano, responsabile dell’Uffico crisi industriali), i sindacati nazionali e territoriali, la nuova proprietà (AlimentItaliani srl della famiglia Greco) e i rappresentanti delle istituzioni locali.

Ammortizzatori sociali vecchi e nuovi Dunque, l’incontro al Mise si terrà giovedì alle 16. Prima – e questo sembra essere il motivo fondamentale del rinvio – i segretari sindacali territoriali e nazionali, poco dopo le 8, verranno ricevuti al ministero del Lavoro per un confronto con i tecnici esclusivamente incentrato sullo stato dell’arte degli ammortizzatori sociali, tradizionali e non, che potrebbero (il condizionale è ancora d’obbligo vista la perniciosità della trattativa fra le parti) eventualmente servire in caso di irrigidimento dell’azienda che, nell’ultimo incontro al Mise, aveva calato la carta dei 68 esuberi (soprattutto dimlivelli impiegatizi), a fronte della disponibilità ad abbassare di 1 milione il previsto ed annunciato taglio sui costi del lavoro di 5,7 milioni di euro. Da quanto è dato capire, la riunione della mattinata servirà per effettuare una ricognizione ad ampio raggio e dettagliata  non solo degli ammortizzatori sociali consueti (cassa integrazione ordinaria e straordinaria, mobilità, ecc.), ma, soprattutto, degli strumenti più innovativi e contingenti – di copertura o di reinserimento – innrelazione all’Area complessa di crisi industriale che interessa molti comuni del Ternano, senza escludere, peraltro, eventuali possibilità legate al cratere del terremoto, vista la presenza di siti produttivi del Gruppo anche a Spoleto. Insomma – per quanto ancora inconfessabile – ci si prepara a qualsiasi evoluzione della trattativa, considerando tutti gli strumenti possibili (il Gruppo comprende anche siti a Latina e in Lombardia).

Stipendi Nel summit pomeridiano al Mise, ovviamente, al centro del delicato confronto ci sarà l’effettivo piano industriale dell’azienda, con i nodi degli esuberi, del taglio ai costi del lavoro e dei reali assetti societari in primo piano, ma anche la faccenda degli stipendi arretrati. Serviranno chiarimenti. In questo senso, la questione sarebbe piuttosto articolata, così come spiegata dall’azienda ai dipendenti: i lavoratori che fanno riferimento al cosiddetto settore agricolo già in questi giorni starebbero man mano ricevendo l’80% delle loro spettanze, mentre per i comparti e i siti che ricadono formalmente sotto la ragione di AlimentItaliani ci sarà da attendere un pò. Quest’ultima situazione, infatti, è legata ad un nuovo concordato che la proprietà ha richiesto presso il tribunale di Castrovillari, in Calabria, ma la stessa società ha chiesto al giudice una modalità possibile per non far ricadere gli stipendi dovuti ai dipendenti dentro la procedura è quindi svincolarli. L’azienda si sarebbe assunta l’impegno di pagare gli stipendi di febbraio e marzo non appena ricevuto l’ok dal giudice in questione. Forse già entro la prima decade di aprile prossimo. Ma prima di tutto ciò, c’è il passaggio di domani, giovedì. E non sarà, presumibilmente, una passeggiata di salute.

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Andrea Giuli
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