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Ex Novelli nel caos, l’azienda rilancia con 79 esuberi e tagli ai salari: il tavolo al Mise ‘salta per aria’

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Ex Novelli nel caos, l’azienda rilancia con 79 esuberi e tagli ai salari: il tavolo al Mise ‘salta per aria’

Andrea Giuli
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Una manifestazione di protesta dei lavoratori della Novelli

A.G.

TERNI – Stavolta è stata veramente una maratona, un incontro-fiume: dalle 10.30 circa di martedì alle 20 passate dello stesso giorno.

Rottura Tanto ci è voluto, al Mise, in un drammatico alternarsi tra riunioni collettive e tavoli separati (in ristretta), per sancire la netta rottura, il muro contro muro tra la società AlimentItaliani srl (che ha rilevato in dicembre lo storico gruppo umbro Novelli) e i sindacati nazionali e territoriali di categoria. A nulla, a quanto pare, sono valse le quasi 10 ore di confronto serrato, nè la mediazione tentata dal Governo, attraverso i rappresentanti ministeriali, nè la presenza delle istituzioni locali. Dunque, almeno per ora, viene ccertificato il naufragio della trattativa. Anche perché l’azienda avrebbe rilanciato un numero maggiore di esuberi rispetto all’ultima volta (ovvero 79, erano 68) e nuovi sacrifici sul costo del lavoro, ovvero sui salari dei dipendenti. Soltanto nella sede di Terni gli esuberi dovrebbero essere oltre 30.

La nota sindacale “Il Mise – si legge in una nota sindacale congiunta – ha proposto un’ultima bozza di accordo che i sindacati hanno giudicato irricevibile, in quanto contenente sia esuberi in numero peraltro superiore agli ultimi dichiarati che sacrifici economici (azzeramento scatti anzianità). I sindacati e il coordinamento hanno quindi elaborato alcune controproposte, al fine di spingere la proprietà a valutare ogni possibilità offerta, dagli ammortizzatori sociali per i vari siti (anche Cisterna di Latina) al rimandare la dichiarazione di esubero al termine dei periodi di trattamento nei vari siti. Oltre a questo, i sindacati hanno chiesto ad Alimentitaliani di inserire nella bozza di accordo i dettagli sul piano per il sto lombardo di Muggiò qualora si realizzasse l’acquisto dell’immobile. La proprietà, preso atto delle richieste sindacali, non le ha condivise, rendendo impossibile proseguire il confronto. Il Ministero ha dichiarato che nel momento in cui le parti vorranno riprendere il confronto sarà a disposizione. Sulla base delle eventuali determinazioni aziendali decideremo nelle prossime ore le azioni opportune da mettere in campo. Nel frattempo è confermato lo stato di agitazione per tutto il gruppo”.

Probabilmente, per la ex Novelli, il vero calvario (l’ennesimo) o, nella migliore delle ipotesi, la vera trattativa – in salita – comincia ora.

 

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