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Ex Novelli, Lucidi (M5S): “Parte spoletina in difficoltà, serve ristrutturazione”

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Ex Novelli, Lucidi (M5S): “Parte spoletina in difficoltà, serve ristrutturazione”

Redazione politica
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SPOLETO – La questione della ex Novelli, oggi Alimentitaliani è ancora al centro del dibattito anche politico. Interviene, con un particolare accento all’area spoletina, il senatore del Movimento Cinque Stelle Stefano Lucidi.

Leggi: Ex Novelli, accordo per prolungare la Cigs

Lucidi punta l’indice sulla complessità della vicenda: “Si è venuto a creare – spiega – un mostro giuridico di proporzioni enormi, inserito in un sistema complesso di relazioni che vede oggi agire 4 tribunali e 2 procure che lavorano su 2 fallimenti e 4 sequestri, una indagine per bancarotta, una richiesta di revoca di cessione e vari atti di tutela, che rendono obiettivamente la vendita difficile, ed è per questo che Castrovillari ricorre al fitto di rami d’azienda. Un fitto con clausola di revoca repentina, in caso di necessità. A questo clima di incertezza oggi si è giustamente unito un nuovo elemento di criticità sull’operazione iniziata il 22 dicembre 2016, perché finalmente si è detto che l’accordo sindacale del 13 aprile 2017 siglato proprio al MISE e ratificato poi tramite referendum, potrebbe essere oggetto di contenziosi proprio perché non rispettato in alcuni suoi punti cardine.Il MoVimento 5 Stelle aveva già criticato non solo l’accordo ma addirittura le modalità di svolgimento del successivo referendum sindacale che ne confermarono l’attuazione”.

Spoleto e l’area agricola: “In questo sistema di relazioni giudiziarie è purtroppo emerso che anche la condizione della parte agricola di Spoleto è in forte sofferenza – prosegue –  e seppur tutelata dal suo regime agricolo necessita di un deciso e serio piano di ristrutturazione, e dietro tutto questo è emerso anche il fatto che la cosiddetta “rimonta” cioè il ricambio degli animali non stia avvenendo con regolarità, già significa che la parte allevamenti e produzione si trova in oggettiva difficoltà. A questo si aggiunge il fatto che una eventuale separazione tra marchio e produzione di uova, mette ancor più in ombra il futuro della parte spoletina dell’azienda. Altro aspetto fondamentale è che esiste un mondo che ruota intorno al gruppo produttivo che sembra non essere opportunamente tutelato o per lo meno considerato. È il mondo dell’indotto, che oggi si è trasformato nel mondo dei creditori i quali rivendicano il fatto che dietro ogni creditore ci sono lavoratori e famiglie che hanno la stessa dignità e gli stessi diritti di tutti. Alla conta si parla di migliaia di creditori e di centinaia di posti di lavoro persi”.

Unità. Lucidi si sofferma sul fatto che a suo dire il documento unitario non sarebbe stato nè letto nè consegnato, anche se c’è da dire che la posizione espressa dal vicepresidente della Regione Paparelli a nome di tutti, lo riassume: “È evidente – conclude – che l’apertura di un fronte politico critico verso la gestione della vertenza da parte della Regione Umbria sia un dato importante e necessario per evitare che si ripetano ancora gli stessi errori del 2016. Checché ne dica Paparelli, ritengo che una buon amministratore debba avere una giusta competenza per avere poi la capacità di fare filtro politico, amministrativo e sociale, verso azioni che, oggettivamente anche il 22 dicembre 2016 apparivano quanto meno azzardate”

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