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Ex Novelli, il summit al Mise lascia l’amaro in bocca: ecco i tutti i punti d’ombra. I sindacati confermano lo stato d’agitazione

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Ex Novelli, il summit al Mise lascia l’amaro in bocca: ecco i tutti i punti d’ombra. I sindacati confermano lo stato d’agitazione

Andrea Giuli
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Una manifestazione dei lavoratori della Novelli

TERNI – Dopo circa quattro ore di discussione al Mise, sembra lasciare un po’ di amaro in bocca ai sindacati l’esito del summit andato in scena lunedì 13 febbraio tra i rappresentanti del Governo, quelli sindacali nazionali e territoriali (Cgil, Cisl e Uil di categoria), le istituzioni locali e regionali e la nuova proprietà della ex Novelli, ovvero la famiglia Greco che lo scorso dicembre ha rilevato la storica azienda alimentare umbra, con il nome di AlimentiItaliani srl.

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Dopo qualche incomprensione negli ultimi giorni (relativa a stipendi, super minimi), mal di pancia e rinvii, finalmente oggi i vertici aziendali sono chiamati ad illustrare nel dettaglio il piano industriale di rilancio della ex Novelli che, tra i siti umbri e lombardi, conta circa 500 dipendenti. Le attese sono piuttosto alte. Anche se le perplessità di alcuni, tra le pieghe, non mancano.

Alla fine dell’incontro di oggi questo il comunicato unitario delle organizzazioni sindacali Fai, Flai e Uila:

Investimenti ballerini “La nuova proprietà ha presentato le linee guida del piano industriale, finalizzato a dare una prospettiva di sviluppo ad un’azienda fortemente provata dalla mole debitoria pregressa. Alla base di questo piano ci sarebbe la volontà di ristrutturare i debiti maturati in questi anni, tanto con i fornitori quanto con gli istituti bancari, e di prevedere investimenti nei principali business del Gruppo, a partire dal rafforzare le produzioni agricole, consolidare quelle legate al settore della panificazione e del pet food. L’azienda ci ha tenuto a specificare che la mole di investimenti necessari non è attualmente quantificabile, a causa della condizione di instabilità economico-finanziaria in cui versa il Gruppo. Allo stato attuale l’azienda ha dichiarato di non essere nelle condizioni di fornire un piano industriale per Nuova Panem (con sede a Muggiò) per ulteriori approfondimenti in corso”.

Taglio del costo del lavoro “L’azienda – continua la nota – ha annunciato che la realizzazione del piano industriale prevede un consistente taglio del costo del lavoro, chiedendo ulteriori sacrifici ai lavoratori, proponendo un percorso di confronto da tenere in sede ministeriale. Ha tenuto poi a specificare che la trattenuta delle retribuzioni accessorie sull’ultima retribuzione è una sospensione temporanea in attesa dell’esito del confronto con i sindacati. Le organizzazioni sindacali e le rappresentanze di tutti i siti hanno posto la necessità di approfondire con maggiore precisione i numeri del piano, essendosi fermati in questo primo incontro solo alle linee guida. In merito alla volontà di ridurre il costo del lavoro, i sindacati hanno rivendicato il percorso fin qui fatto, pieno di sacrifici fatti dai lavoratori e dalle lavoratrici, finalizzati al salvataggio dell’azienda e alla tutela del posto di lavoro”.

Esternalizzare gli impiegati “Come già ribadito – concludono i sindacati – con il comunicato sindacale dello scorso 3 febbraio 2017, siamo convinti che il rilancio dell’azienda non possa passare solo attraverso il costo del lavoro e i sacrifici dei lavoratori, né tanto meno si può pensare di subordinare la mole di investimenti da fare al taglio costo del lavoro. Come anche in relazione alla volontà annunciata dall’azienda di voler esternalizzare i servizi amministrativi e impiegatizi; siamo convinti che questa non sia una soluzione accettabile, pertanto abbiamo chiesto all’azienda di ritirare questa proposta per avviare un confronto di merito e per trovare soluzioni alternative. Ci riserviamo poi di esprimere un giudizio compiuto sulle linee guida del piano industriale quando si entrerà nel merito dello stesso. In più, si è invitata l’azienda a garantire relazioni sindacali rispettose dei contratti, delle parti e dei lavoratori”.

Assemblee e stato di agitazione “I lavoratori e le lavoratrici di Alimentitaliani e le loro rappresentanze sindacali, non sono disposti a fare sconti a nessuno. Nè con Novelli, nè dopo. Nei prossimi giorni saranno indette le assemblee di sito. Nel frattempo è confermato lo stato di agitazione di tutti i siti”.

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Andrea Giuli
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