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Ex Novelli, ancora un buco nell’acqua al Mise: l’azienda non cede sui massicci tagli al costo del lavoro

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Ex Novelli, ancora un buco nell’acqua al Mise: l’azienda non cede sui massicci tagli al costo del lavoro

Andrea Giuli
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La protesta degli operai davanti ai cancelli della Novelli

TERNI – Muro contro muro. Quattro ore ancora di trattative al Mise per bloccarsi sostanzialmente con un nulla di fatto. O meglio, da quanto pare di capire, una specie di dialogo tra sordi.

Subito riunione separata Che l’ennesimo summit ministeriale per l’ex Novelli sarebbe partito subito in salita si era capito poco dopo le 15, dall’immediato ricorso alla trattativa in riunione ristretta: sindacati nazionali, ministero e azienda in una sala a discutere, istituzioni e sindacati territoriali ad attendere in un’altra stanza, separatamente.

La nota, tagli tutti confermati Questo, infatti, dopo le 19 di lunedì il sintomatico comunicato unitario dei sindacati: “Si è tenuto oggi, 6 marzo 2017, presso il Ministero dello sviluppo economico, un incontro tra i vertici aziendali di Alimentitaliani e il coordinamento nazionale di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil in rappresentanza di tutti i siti del Gruppo. Durante l’incontro l’azienda ha confermato la volontà di procedere con un taglio del costo del lavoro di circa 5,7 milioni di euro distribuito su tutta la popolazione dipendente. I sindacati hanno confermato che a tali condizioni sono indisponibili a portare avanti una trattativa sbilanciata tutta sul taglio del costo del lavoro, non avendo ancora nessuna certezza relativa agli investimenti necessari per realizzare un piano industriale che possa garantire un futuro all’azienda. Particolare preoccupazione desta anche la condizione del sito lombardo di panificazione di Muggio’, sulle cui sorti l’azienda non ha ancora fornito nessuna garanzia, demandando il confronto al giorno 14 Marzo, quando l’azienda stessa incontrerà la curatela e le ooss territoriali in Lombardia. I sindacati hanno reiterato l’appello ai rappresentanti aziendali e ai rappresentanti istituzionali, volto a ridimensionare drasticamente la quantità di tagli proposti. Alla fine dell’incontro le parti hanno deciso di riaggiornarsi ad una prossima convocazione, chiarendo che qualora l’azienda non dovesse recedere dalle proprie posizioni le organizzazioni sindacali e i lavoratori tutti sapranno far sentire la propria voce e difendere i propri diritti”.

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Andrea Giuli
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