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Ex Merloni, Umbria e Marche unite per trasformazione in area di crisi complessa

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Ex Merloni, Umbria e Marche unite per trasformazione in area di crisi complessa

Redazione economia
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Una manifestazione degli operai della Ex Merloni

ANCONA – Trasformare l’ Accordo di programma per il territorio interessato dalla crisi della ex Merloni in area di crisi complessa è l’ obiettivo condiviso dagli assessori regionali allo Sviluppo economico di Umbria e Marche, Fabio Paparelli e Manuela Bora, che si sono incontrati ad Ancona per definire il percorso amministrativo che dovrà portare alla formale richiesta da avanzare al Governo. Hanno infatti sostenuto che ciò consentirebbe l’ utilizzo non solo dei benefici previsti dalla legge 181, ma anche una maggiore flessibilità dell’ uso delle risorse finanziarie e di agganciare definitivamente l’ estensione anche degli ammortizzatori sociali.

Obiettivi condivisi All’ incontro hanno partecipato anche rappresentanti delle associazioni imprenditoriali e organizzazioni sindacali di Marche ed Umbria che – riferisce la Regione Umbria – ne hanno condiviso l’ obiettivo, ed hanno manifestato disponibilità a sostenerne il percorso. “Nel perseguire questo importante obiettivo – hanno affermato Bora e Paparelli -, che consentirà alla due Regioni di poter mettere in campo azioni concrete per la reindustrializzazione di tutto il territorio dell’ Appennino umbro-marchigiano puntando sui suoi punti di forza che vanno dall’ industria degli elettrodomestici alla ceramica, vogliamo avviare un’ ampia partecipazione con tutti i livelli istituzionali e gli attori economici, sociali e sindacali dei due territori. A tal fine avvieremo immediatamente le procedure per formalizzare come Giunte regionali questa richiesta e successivamente sottoporla alla partecipazione prima delle commissioni regionali che si occupano di economia e sviluppo economico e quindi alle assemblee legislative delle due regioni per l’ approvazione di una risoluzione comune”.

Modifica legge “Ciò che vogliamo realizzare non è una semplice modifica nominale dello strumento normativo, bensì una modifica sostanziale – aggiungono Bora e Paparelli -. Il passaggio dall’ accordo di programma al riconoscimento di area di crisi complessa significa un cambio di passo radicale per lo sviluppo di questi territori; significa passare da un intervento prima indirizzato al sistema industriale in crisi verso un piano che – hanno concluso Bora e Paparelli – riguarda la riqualificazione e reindustrializzazione di tutto il territorio interessato”.

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