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Ex Merloni, l’azienda richiede di nuovo concordato liquidatorio. I sindacati: “Subito un tavolo”

Economia ed Imprese Alta Umbria

Ex Merloni, l’azienda richiede di nuovo concordato liquidatorio. I sindacati: “Subito un tavolo”

Redazione economia
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Il presidio

FABRIANO – Si è svolto lunedì mattina l’esame congiunto tra il Ministero del Lavoro, la Indelfab, ex Merloni, ex JP Industries,  in liquidazione e le Organizzazioni sindacali di categoria per la richiesta inoltrata dall’azienda per Cassa Integrazione per cessazione di attività. Nel corso dell’incontro – come spiegano i sindacati in una nota si è venuto a conoscenza che in data 30 settembre la proprietà ha presentato richiesta di ammissione alla procedura di concordato liquidatorio della quale però non sono stati resi noti i contenuti.

Ricorso Il nuovo ricorso agli ammortizzatori sociali si applicherebbe a tutta la forza lavoro attualmente occupata: 294 a Fabriano (3 quadri, 27 impiegati, 264 operai di cui 90 lavoratori nello stabilimento del Maragone e 204 in quello di Santa Maria) e 272 a Gaifana in Umbria (11 impiegati e 261 operai). Questi potranno essere sospesi dal lavoro, ovvero lavorare a orario ridotto in funzione delle esigenze tecniche, organizzative e produttive, comunque connesse a operazioni propedeutiche alla cessazione di attività

I sindacati Nella nota, i sindacati “ritengono indispensabile, esperita la procedura tecnica per l’accesso all’ammortizzatore sociale, attivare urgentemente il tavolo di lavoro con il Mise, il Ministero del Lavoro, le Regioni e le parti sociali, che aveva portato al ritiro della procedura di licenziamento collettivo; si è condiviso di inserire tale richiesta nel verbale di esame congiunto. Questo al fine di utilizzare l’ulteriore periodo cassaIntegrazione per provare ad individuare percorsi che comunque devono essere condivisi ed oggetto di confronto, ed atti a garantire salvaguardia occupazionale e rilancio industriale per i territori. Saranno oggetto di discussione del tavolo anche eventuali strumenti aggiuntivi a supporto della vertenza, dove dovranno svolgere un ruolo centrale le Regioni di Marche ed Umbria che comunque si sono già impegnate, dando disponibilità all’attivazione di progetti di politiche attive”.

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