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Elezioni rsu Ast, Fim: “No populismi, avevamo previsto l’utile aziendale, forse di 50 milioni”

Economia ed Imprese Terni

Elezioni rsu Ast, Fim: “No populismi, avevamo previsto l’utile aziendale, forse di 50 milioni”

Andrea Giuli
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TERNI – Pochissimi giorni alle elezioni per il rinnovo delle rsu di Ast. Si moltiplicano le iniziative, le polemiche, gli appelli al voto, le rivendicazioni e gli orgogli di “bottega”, da parte delle singole organizzazioni sindacali.

La piattaforma della Fim-Cisl Nelle ore scorse si era formalmente espressa la Fiom-Cgil con comunicati ufficiali e conferenze stampa. Oggi, giovedì, tocca alla Fim-Cisl, che dice la sua con una nota: “Come prima, più di prima, la Fim Cisl si impegnerà a mantenere in vita le acciaierie di Terni, quelle con la A maiuscola, quelle che da oltre 130 anni fanno sopravvivere la città, sostenendo da una parte le politiche di formazione e di miglioramento continuo che stanno cercando di rendere la fabbrica di viale Brin maggiormente competitiva, e richiedendo dall’altra l’avviamento della discussione per una nuova piattaforma integrativa che possa distribuire salario e diritti, anche in considerazione del miglior utile conseguito negli ultimi anni, obiettivo raggiunto grazie ai lavoratori”. I metalmeccanici della Cisl, per le elezioni rsu, schierano 44 candidati: 34 nel collegio operai, 8 in quello degli impiegati e 2 tra i quadri.

Simone Liti

Simone Liti

Liti Per Simone Liti, della segreteria regionale Fim “la stagione che lasciamo alle spalle rimarrà innegabilmente nella storia. Prima il ritorno in ThyssenKrupp dopo la parentesi Outokumpu e le vicende dell’antitrust europeo, poi la cura Morselli che ha costretto Ast ad una profonda ristrutturazione, culminata con la fuoriuscita di centinaia di persone ma anche con la trasformazione della Società controllate in divisioni. Nel mezzo mesi di lotta e, almeno da parte della Fim Cisl, di assunzioni di responsabilità che hanno contraddistinto il lavoro della Rsu, mantenendo la bussola dritta verso il raggiungimento degli obiettivi comuni. Una Rsu che si è contraddistinta per averci sempre messo la faccia, senza nascondersi nelle retrovie di un retropensiero capace solo di manifestare cattivi presagi e senza ricorrere a un populismo di pancia. Prima degli altri dicemmo che dopo la ristrutturazione sarebbe andata in scena la riorganizzazione, tra l’altro ancora in corsa, che avrebbe implicato il raggiungimento di un utile consistente. In attesa di conoscere l’utile ufficiale, che secondo indiscrezioni potrebbe essere di oltre 50 milioni di euro, la fabbrica di Terni in questo momento storico ha una grande occasione, quella di trasformarsi in un laboratorio del cambiamento in grado di sostenere l’industria di oggi, costruendo quella del domani. Qualcuno la definisce sartoriale, noi ne vorremmo una dignitosa, dove la persona venga messa sempre al centro. E per questo la Fim vuole riconfermare la sua presenza in ogni reparto e in ogni collegio. Oggi ci sono le condizioni per gettare le basi su cui lavorare, dove gli attori principali debbono avere l’intelligenza di unire le forze, le conoscenze e le capacità imprenditoriali per valorizzare il brand di Terni. Monitorando, come sempre, che decisioni collaterali, come quelle della fusione ThyssenKrupp-Tata, abbiano o meno effetti sul sito ternano”.

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Andrea Giuli
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