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Elezioni regionali, Zingaretti: “Colpa di Renzi”. Replica: “Accordo sbagliato”

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Elezioni regionali, Zingaretti: “Colpa di Renzi”. Replica: “Accordo sbagliato”

Redazione politica
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Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio

ROMA – Il giorno dopo la sconfitta, redde rationem nel centrosinistra. Il segretario del Pd Nicola Zingaretti reagisce in maniera scomposta, chiamando in causa Matteo Renzi e Carlo Calenda, che sono usciti dal partito: “La sconfitta alla Regione Umbria dell’alleanza intorno a Vincenzo Bianconi è netta e conferma una tendenza negativa del centrosinistra consolidata in questi anni in molti grandi Comuni umbri che non si è riusciti a ribaltare”. “Il risultato intorno a Bianconi conferma, malgrado scissioni e disimpegni, il consenso delle forze che hanno dato vita all’alleanza”, e il riferimento è proprio a Renzi, l’unico assente nella malaugurata foto di gruppo di venerdì in Umbria. “Ovviamente rifletteremo molto su questo voto e le scelte da fare, voto certo non aiutato dal caos di polemiche che ha accompagnato la manovra economica del Governo. Sicuramente anche se in una situazione difficile è stato giusto metterci la faccia e combattere. Organizzeremo l’opposizione in Consiglio Regionale e nella società per contrastare questa deriva”.

Renzi e Calenda. Renzi gli risponde: “Una sconfitta scritta figlia di un accordo sbagliato nei tempi e nei modi. Lo avevo detto, anche privatamente, a tutti i protagonisti. E non a caso Italia Viva è stata fuori dalla partita. In Umbria è stato un errore allearsi in fretta e furia, senza un’idea condivisa, tra Cinque Stelle e Pd. E non ho capito la ‘genialata’ di fare una foto di gruppo all’ultimo minuto portando il premier in campagna elettorale per le Regionali”. Lo stesso fa Calenda, via twitter: “Non credo che la sconfitta in Umbria derivi dal mio ‘disimpegno’ dovuto all’alleanza con i 5S. Altro non voglio aggiungere. La situazione è grave”, ha scritto l’europarlamentare, prima di mettersi a disposizione “per parlarne quando e se vorrai”.

Franceschini. Il ministro dei beni culturali Dario Franceschini commenta: “Non mi sembra particolarmente acuta l’idea che poiché anche presentandoci insieme abbiamo perso l’Umbria, è meglio andare divisi alle prossime regionali. L’onda di destra si ferma con il buon governo e con l’allargamento e l’apertura delle alleanze, non di certo ridividendoci”

Di Maio: “Quello in Umbria “era un esperimento. Non ha funzionato questo esperimento. Tutta la teoria per cui si diceva che se ci fossimo alleati con un’altra forza politica saremmo stati un’alternativa non ha funzionato”. Lo ha detto Luigi Di Maio intervistato a Sky Tg24 parlando di “strada impraticabile” per il patto Pd-M5s.

Dal centrodestra, reazioni chiaramente di segno opposto.

Meloni “Quello che dovevamo fare lo abbiamo fatto ieri notte. Noi e qualche centinaio di migliaio di umbri, abbiamo tutti detto cosa il popolo e la gente si aspetta. Cosa il Governo farà non lo so dire, chiaramente per come vedo io le cose, con il mio carattere, avrei rassegnato le dimissioni ieri stesso. Quando tutto il Governo che si presenta in chiusura di campagna elettorale in Umbria, sono loro che stanno mettendo la fiducia sul governo, come se ci fosse bisogno ancora di sapere che gli italiani non vogliono questo governo. Quando poi arriva un ceffone come quello, democratico, che gli umbri hanno dato al governo non puoi fare finta di niente e trovo scandaloso che Conte si permetta di dire che ‘valgono il 2% della popolazione”.

Salvini. Matteo Salvini ha commentato: “Con gioia, commozione e felicità penso a chi aspettava da 50 anni un cambio in regione. Oggi è l’inizio di un percorso, non c’è niente di facile, hai una eredità impegnative, ci sono tante cose a cui pensare, ma stasera concediamoci una notte di festa. La Sinistra aveva preso l’Umbria come fortino ed invece con serietà e competenza abbiamo vinto. La Lega è di gran lunga il primo partito di questo paese, basta operazioni di palazzo, qui c’è l’Italia vera, non quella al Governo. Gli esperimenti da laboratorio non funzionano”

Berlusconi “Dall’Umbria dopo mezzo secolo una svolta storica: anche nelle tradizionali Regioni rosse il centro-destra unito rappresenta l’ampia maggioranza degli elettori. La nostra alleanza è il futuro dell’Italia e ha il diritto-dovere di governare il Paese”