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Elezioni regionali, Zingaretti cerca di ravvivare il Pd e spinge Bianconi scommettendo sullo schema buoni-cattivi

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Elezioni regionali, Zingaretti cerca di ravvivare il Pd e spinge Bianconi scommettendo sullo schema buoni-cattivi

Redazione politica
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L'iniziativa di Ponte San Giovanni

PERUGIA – Noi buoni, loro cattivi. Noi crescita, loro rancore. Noi futuro, loro paura. Il segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti, plana al Cva di Ponte San Giovanni e cerca subito di polarizzare lo scontro elettorale per la conquista della Regione più su temi nazionali che locali. E allora dagli alla Lega e al truce Matteo Salcini: “Il voto in Umbria serve a salvarla dal rischio del disastro. Questa è la terra della speranza e non può diventare la terra dell’odio”. Tutti d’un fiato e poi rincara la dose: “L’odio – ha aggiunto – non porta coesione sociale. Noi vogliamo un Paese più giusto e coeso. Ora corriamo per vincere e l’ipotesi che vincano le idee dell’odio è una ipotesi sconfitta. Era vincente finché era l’unica, ora con Bianconi c’è un’altra idea che parte dall’Umbria e quindi è la migliore”. L’imperativo è quello di rianimare un partito che in Umbria sembra temere che un minuto dopo il risultato delle elezioni regionali arrivi il classico ‘tana libera tutti’. I militanti radunati applaudono e applaude, ovviamente, tutta la prima fila composta dai candidati al consiglio regionale. Ma l’umore della cosiddetta base o quello che ne rimane non è alle stelle.

Volti C’è qualche sindaco, Presciutti di Gualdo Tadino e Pasquali di Passignano, ma per il resto le truppe dei bei tempi hanno marcato visita. E basta dare un’occhiata alla platea e conoscere le facce per capirlo. E non è un caso che Zingaretti sorvoli appositamente, nel suo intervento, riguardo a un partito che è andato in campagna elettorale più diviso che mai dalle polemiche. L’inchiesta sanità, le dimissioni della presidente Catiuscia Marini e del segretario regionale Gianpiero Bocci e il conseguente commissariamento del partito affidato al duo Marina Sereni-Walter Verini, hanno un peso. E si vede e si sente anche se nessuno lo dice. C’è saggio Piero Mignini che di battaglie ne ha viste che esprime parole incoraggianti con il cronista sul candidato presidente Bianconi. Sul resto si sorvola. Così come nel suo intervento sorvola e sparge miele Walter Verini.

Rialzarsi E allora il commissario regionale punta sul farsi forza che ci siamo. E anche qui meglio puntare contro Salvini: “Tutti insieme – ha detto – ci siamo rialzati, abbiamo chiesto scusa per quello che era successo ma poi abbiamo rialzato la testa. Sono stati messi difficili, ma ci siamo messi in discussioni aprendoci alla società. Oggi Nicola, a 5 mesi da quel 19 maggio ti accogliamo qui tra la nostra gente perché non vogliamo che questa terra finisca in mano a chi semina odio. Salvino usa la nostra regione per i suoi disegni. Ha detto: ci prenderemo l’Umbria come diceva che voleva pieni poteri. No Salvini, tu non ti prenderai l’Umbria perché gli umbri non lo permetteranno. E non permetteranno che la Regione sia governata da chi ha fatto danni al comune di Montefalco”. Prima di concludere Verini concede l’onore delle armi al maltrattato Andrea Fora e cerca di spiegare il dialogo-alleanza aperto con il M5S: “Per questo ci siamo aperti al mondo civico e, quando è nato il nuovo governo, anche qui si è aperta la possibilità del dialogo coi 5 stelle, abbiamo cambiato il nostro progetto e siamo fieri di aver contribuito. Siamo fieri di sostenere la candidatura di Vincenzo Bianconi. Un grazie va ad Andrea Fora. La lista del Pd è formata tutta da persone perbene. Messe alle spalle le polemiche, tutti insieme si combatta per Vincenzo Bianconi presidente”. Prima di lui, il capolista Luca Gammaitoni, aveva battuto sullo stesso tasto: “Vogliamo essere non spettatori del cambiamento, ma protagonisti. Lo slogan deve essere ‘prima gli ultimi’”. Insomma, la strategia è chiara: gli umbri devono sapere che alla fine se votano Donatella Tesei danno consenso Matteo Salvini. Se quesyp paghi lo si vedrà.

Bianconi E il candidato alla presidenza della Regione? Vincenzo Bianconi sale sul palco visibilmente emozionato e ripercorre la sua storia come se si stesse presentando e poi ripercorre i giorni in cui ha scelto di candidasi: “Quando mi hanno offerto la candidatura per due giorni e due notti non ho dormito né mangiato. Poi ho accettato perché non mi voglio svegliare a 70 anni senza aver provato a fare un’Umbria migliore per i miei figli. Noi non possiamo dimenticare le nostre radici, da San Francesco a San Benedetto. Ma bisogna guardare anche all’oggi e siamo rimasti un po’ indietro. La colpa è tutti. Per rilanciarci tutti devono mettersi in gioco e fare scelte coraggiose. Sceglierò i migliori assessori da tutta Italia”. Partono gli applausi. Baci e abbracci. Ma tra poco serviranno i voti.

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