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Elezioni regionali, Verini sparge latte e miele e chiude la lista dei candidati del Pd: Casciari fatta fuori e spazio ai fedelissimi

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Elezioni regionali, Verini sparge latte e miele e chiude la lista dei candidati del Pd: Casciari fatta fuori e spazio ai fedelissimi

Pinocchio
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Walter Verini

PERUGIA – Latte e miele, miele e latte e anche un po’ di camomilla. E tante rassicurazioni ma tante rassicurazioni. A una manciata di giorni dalla presentazione delle liste, martedì mattona il commissario regionale del Pd Walter Verini, si presenta nella saletta della sede regionale di via Bonazzi a Perugia butta secchiate di ottimismo. Malumori per la lista dei candidati? Niente affatto, tutto bene perché ci saranno “personalità d’esperienza e che terrà dentro storia, presente e futuro”. E via con la suonata di violino.

Giunta e Fora L’eventuale giunta regionale in caso di vittoria del centrosinistra? E qui viene sfoderato un classico del veltronismo che Verini conosce molto bene: largo a tecnici e professori e gli esponenti di partito messi dietro la lavagna. E dunque, l’eventuale giunta Bianconi, secondo il deputato “sarà fatta valutando le competenze, con gli assessori che si nomineranno non trattando con un partito ma con un presidente che avrà piena autonomia nelle scelte, senza trattative politiche”. Insomma, il migliore dei mondi possibili. E quanto agli amici del M5S che dopo avergli fatto cambiare il candidato presidente, ora gli controllano i nomi in lista per evitare ‘impresentabili’ Verini risponde bonario  che “siamo presentabilissimi perché le cose le vogliamo fare e il Pd ha uomini, donne e idee per gettare le basi per il futuro”. Tutto si tiene. E nulla configge. Molto zucchero e molta panna. E per quanto riguarda Andrea Fora, che lunedì pomeriggio era a colloquio a Roma nella sede nazionale democrat a Largo del Nazareno, Verini si limita a un sibillino: “Se si unirà a Vincenzo Bianconi sarà lui a deciderlo ma io penso che ci sono buoni elementi perché questo avvenga”. Segno che il pressing per non farlo correre è andato a buon fine e che nelle prossime ora sarà lo stesso Fora a comunicarlo. Il rischio che si potesse aprire un derby nel centrosinistra umbro, dagli esiti elettorali imprevedibili, era d’altronde l’obiettivo per cui si sono mossi pezzi da novanta del partito.

I nomi Per quanto riguarda i nomi in lista, le  novità sono poche se non quella della defenestrazione dell’uscente Carla Casciari che a differenza di altri suoi colleghi è stata considerata troppo vicina in passato all’asse Bocci-Marini. E forse troppo ingombrante dal punto di vista del consenso dato che su Perugia la segreteria regionale intende puntare sull’uscente Giacomo Leonelli e sulla ex senatrice Valeria Cardinali. Così come su Perugia non dovrebbe entrare Sauro Cristofani mentre sarebbe scattato, dopo non poche esitazioni, il semaforo verde per Tommaso Bori. Per il resto dentro Fabio Paparelli, Donatella Porzi e Marco Vinicio Guasticchi. Una lista che qualcuno con ironia a definito ‘blindata’. Altre novità? Pochissime: alla fine ci dovrebbero essere gli ex sindaci Alfio Todini e Maria Pia Bruscolotti mentre su Terni è in bilico la presenza del segretario provinciale Paolo Silveri dopo che è stata sbarrata la strada al presidente della Provincia Lattanzi. Da Foligno non arriverà l’ex sindaco Nando Mismetti ma si dovrebbe puntare su un consigliere comunale mentre da Todi arriverà il giovane e combattivo Andrea Vannini. Mentre in zona Trasimeno dovrebbe essere della squadra la combattiva Simona Meloni. In Alto Tevere, invece, dovrebbe esserci il vicesindaco di Città di Castello Michele Bettarelli: ma anche qui il condizionale è d’obbligo perché Bettarelli viene considerato troppo vicino all’assessore uscente Fernanda Cecchini che sul nuovo corso veriniano del Pd non ha risparmiato feroci critiche. Il resto dei territori saranno coperti con candidature di servizio che di fatto dovranno più fare presenza che creare competizione.

Un minuto dopo Il punto vero, e ormai è anche noioso ripeterlo, è un altro: se fino ad oggi la balcanizzazione interna al Pd si è limitata a qualche scaramuccia ma ribolle sotto il pelo dell’acqua, un minuto dopo le elezioni regionali si scoperchierà il vaso di Pandora. Che ha un nome e cognome che già da tempo tutti conoscono e sussurrano sottovoce: congresso regionale.

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