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Elezioni regionali, Tesei in campo ma l’incastro dei candidati crea tensioni nel centrodestra: ecco i primi nomi

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Elezioni regionali, Tesei in campo ma l’incastro dei candidati crea tensioni nel centrodestra: ecco i primi nomi

Pinocchio
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Matteo Salvini durante un comizio a Perugia

PERUGIA – Una questione di formalità e nulla più: di fatto l’ex sindaco di Montefalco e attuale senatore della Lega Donatella Tesei sarà il candidato alla presidenza della Regione per il centrodestra. Elucubrazioni e voli pindarici valgono poco: Tesi nelle settimane scorse ha manifestato perplessità a Matteo Salvini perché in cuor suo avrebbe preferito entrare in una eventuale casella ministeriale se ci fosse stato un rimpasto di governo. Le cose sono andate diversamente e Tesei si è messa il cuore in pace. D’altronde a lei non ci sono alternative sia dentro la Lega che negli alleati: Fratelli d’Italia si accontenta di un posto al sole per il consigliere regionale uscente Marco Squarta mentre Forza Italia per motivi vari giocherà una partita di basso profilo cercando ricostruire un rapporto con l’elettorato umbro che nelle ultime prove elettorali sembra essersi distanziato dal partito azzurro. Stante così le cose la vera battaglia all’interno della stessa Lega e delle forze della coalizione e sulla composizione delle liste. E qui che ci sino le vere incognite.

Nomi La prima incognita riguarda la composizione, appunto della liste. Con la Lega se non salta lo schema che si è pensato bella contesa elettorale dovrebbero esserci i due assessori della giunta Latini di Terni e cioè Valeria Alessandrini ed Enrico Melasecche ma sicuri sono anche Stefano Pastorelli e Francesca Peppucci. Il consigliere regionale uscente Valerio Macini sarà il capolista.

Ticket e guerra Ma nello scontro dentro i partiti e tra i partiti della coalizione va segnalato il tira e molla sul nome di Squarta: Giorgia Meloni lo verrebbe mettere a numero due della ipotetica giunta regionale di centrodestra in caso di vittoria ma su questo Forza Italia ha aperto un fuco di sbarramento: tra gli azzurri in diversi hanno capito che se il tandem si formalizza prima della partita in gioco il partito di Berlusconi rischia di veder mettere nero su bianco la sua ininfluenza. Con il pericolo, come successo alle ultime elezioni amministrative, che Fratelli d’Italia possa compiere quel sorpasso elettorale su cui in molti al suo interno lavorano. E allora, qui entra in campo il partito voluto dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

Tira e molla In Umbria il suo capofila è l’ex parlamentare forzista Pietro Laffranco che nei giorni scorsi alle rimostranze dei forzasti ha risposto pubblicamente a brutto muso: noi saremo dentro la coalizione. Chiuso così? No, perché dentro Forza Italia in molti stanno pensando a uno scambio del genere con Fratelli d’Italia: noi acconsentiamo al tandem Tesei-Squarta ma voi ponete un veto per lasciare fuori dalla coalizione il partito di Toti. Scontro sotterraneo ma furibondo. Da seguire. Quanto a Laffranco ipotesi sul tavolo che alla fine possa essere proprio lui a candidarsi per guidare alle elezioni la nuova creatura politica. Occhi aperti. Partita appena iniziata.

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