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Elezioni regionali, nel Pd si riapre la bagarre sulla lista: “Ora volti nuovi”

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Elezioni regionali, nel Pd si riapre la bagarre sulla lista: “Ora volti nuovi”

Redazione politica
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Un militante del Pd
PERUGIA – Luigi Di Maio per fare in Umbria l’alleanza con il Pd pone condizioni e tra queste quella di candidati e liste totalmente fuori dai giochi della passata legislatura. E nel Pd umbro si riapre come d’incanto il tormentone sulla composizione della lista.  La linea del commissario Walter Verini è stata quella di tenere insieme volti nuovi e candidati al secondo mandato. Impresa che ha suscitato le critiche feroci da vari settori del partito.

 

Bori Ma, con le parole di Di Maio, c’è chi nel Pd va all’attacco come l’ex consigliere comunale di Perugia, Tommaso Bori. “Lasciare che la partita del rinnovamento e del cambiamento sia giocata fuori dal Partito democratico sarebbe un grave errore per il Pd locale e nazionale – scrive su Facebook -. Dobbiamo esserne pienamente protagonisti, non subire le richieste della società umbra e di altre forze politiche, ma fare scelte consapevoli e necessarie. La ricetta è una ed una sola: energie nuove, idee nuove e volti nuovi (ma non inventati). Non si chiede un passo indietro a nessuno, ma un elegante passo di lato che consenta a tutti di aprire una nuova stagione in Umbria: una nuova coalizione che va dalle liste civiche, al PD e al M5S, che superi protagonisti delle stagioni passate e che apra una fase nuova. Non solo voltare pagina, ma proprio cambiare libro per scrivere insieme tutta un’altra storia”.

Resettare Stessa musica suona anche Nicola Preiti, coordinatore di uno dei Comitati civici azione civile di stampo renziano lo chiede. “Con coraggio il Pd dell’Umbria accolga tutte le richieste, resetti le liste che stava malamente costruendo senza condivisione, con le consuete modalità e sulla base del vecchio criterio di spartizione (come se non fosse successo niente). Si metta al tavolo, senza egoismi, con i 5S e tutte le forze civiche e contribuisca al progetto per dare un prospero futuro all’Umbria”. Insomma azzerare tutto e ripartire. Chissà se i vertici del Pd umbro sono d’accordo. E se sono d’accordo i consiglieri regionali uscenti che verranno ricandidati.

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