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Elezioni regionali, nel Pd perugino scontro da saloon con Polinori che annaspa: sulla composizione della lista è già tutti contro tutti

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Elezioni regionali, nel Pd perugino scontro da saloon con Polinori che annaspa: sulla composizione della lista è già tutti contro tutti

Pinocchio
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Il segretario Pd di Perugia, Paolo Polinori

PERUGIA – Perugia che va per aria come una maionese impazzita e il quartier generale di via Bonazzi immerso in un silenzio assordante. Molti territorio rimasti fedeli al vecchio asse Bocci-Marini che si sono asserragliati come i soldati Confederati dopo la Guerra di secessione e minacciano vendetta. In tutto questo il candidato presidente alla Regione Andrea Fora che si guarda bene dall’entrare all’interno delle beghe di un partito che un minuto dopo le elezioni regionali diventerà di nuovo un compongo di battaglia con la voglia di regolare i conti in sospeso dentro un congresso regionale. Benvenuti nel Pd alla vigilia delle elezioni regionali. Un quadro in cui non manca nulla e che ora può contare anche nel dadaismo del segretario comunale di Perugia, Paolo Polinori.

Nella Rete Dadaismo che in verità era già stato sperimentato nel corso delle elezioni politiche ma che ora sembra aver toccato vette altissime: Polinori dopo aver rassegnato le dimissioni sembra averci ripensato e spalleggiato da alcuni fedelissimi si è cimentato in un colpo da maestro di strategia: varare la nuova segreteria comunale con un gruppo creato su WhatsApp. Sembra fantascienza ma non lo è: proprio per questo in molti hanno strabuzzato gli occhi e  alzato le spalle come a dire: se è così non vale la pena nemmeno insistere e il tutto nel silenzio generale del tandem di testa Walter Verini-Marina Sereni. E alla fine non è mancato neanche il proclama perché proprio Polinori sembra aver detto ai quattro venti che sarà lui in persona, in vista delle elezioni regionali, a stabilire quali saranno i veri candidati perugini. Apriti cielo.

Scontro  Dentro la segreteria è cominciato a salire il malumore per non parlare di un pezzo di partito che si è chiamato fuori. Il vero nodo è appunto quello dei candidati: nel capoluogo il Pd rischia di ritrovarsi con i consiglieri regionali uscenti Giacomo Leonelli e Carla Casciari e con l’arrivo anche di Tommaso Bori e dell’ex senatrice orlandiana Valeria Cardinali. Una polveriera. E Polinori sembra aver scelto di appoggiare il tandem Leonelli-Cardinali suscitando le ire di tutti gli altri. Un capolavoro di spaccatura in un partito già lacerato e scolato da voglia di vendetta.

Nomi Ma il bailamme, nel Pd, sta andando in scena anche a livello regionale dove oltre alla candidatura degli uscenti Donatella Porzi, Fabio Paparelli, Marco Guasticchi e Giacomo Leonelli si fa avanti il ritorno sulla scena dell’ex sindaco di Foligno Nando Mismetti e dell’ex sindaco di Marsciano Alfio Todini come non dovrebbe mancare il nome dell’ex primo cittadino di Castiglione del Lago Sergio Batino. Tutti buoni amministratori ma di certo non con il marchio della novità. Ma ormai l’impressione è che da qui al 27 settembre, quando le liste dei candidati dovranno essere consegnate, ognuno giochi una partita personali. Siamo al si salvi chi può. Che non è certo il massimo della vita.

 

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