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Elezioni regionali, nel Pd arrivano le prime defezioni contro i vertici: tanti già pronti a riposizionarsi subito dopo il voto

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Elezioni regionali, nel Pd arrivano le prime defezioni contro i vertici: tanti già pronti a riposizionarsi subito dopo il voto

Pinocchio
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Walter Verini

TERNI/PERUGIA – Nel Pd umbro da diversi mesi va in scena quello che noi chiamiamo il gioco del Pd che riflette e rimanda l’immagine di un partito sdoppiato. Da una parte il commissario regionale Walter Verini con i suoi colonnelli che ripete: tensioni? Tutto fisiologico, stiamo costruendo il partito nuovo. Senza tessere e capibastone. Bene. Applausi. Dall’altra parte quelli che di Verini contestano la gestione inchiesta sanità con le dimissioni della presidente Catiuscia Marini e la decapitazione di gran parte del gruppo dirigente culminata con la cacciata di Gianpiero Bocci nel silenzio generale. E più d’uno pensa con una certa dose di opportunismo. O almeno lo pensano i due diretti interessati che, per ora in privato, fanno sapere che al momento opportuno diranno la loro sulla gestione dei quei giorni e di quelli successivi.

Polemiche Ora lo scontro è arrivato sulla composizione della lista dei candidati con l’esclusione per via correntezza del consigliere regionale uscente Carla Casciari. E giù polemiche. E come se non bastasse scoppia la grana della clausola inserita nell’accettazione della candidatura che prevede di versare 30 mila euro nel caso di abbandono del Partito democratico per i consiglieri regionali eletti. Piovono critiche dagli stessi esponenti del Pd e via titoloni sui giornali nazionali che parlano di grillismo in salsa Pd nella terra di San Francesco. Non è un bel biglietto da visita per l’inizio della campagna elettorale.  Ma nel frattempo, la faglia del malumore si allarga e così da Terni arrivano le dimissioni del segretario provinciale Paolo Silveri. Un comunicato pesante come una sassata: “Il segretario provinciale della Federazione di Terni del Partito Democratico Paolo Silveri, comunica di aver rassegnato le proprie dimissioni irrevocabili dalla carica per totale disaccordo sulle scelte effettuate dal commissario Valter Verini riguardanti le elezioni Regionali del 27 ottobre 2019. Ringraziando tutti per la collaborazione, porgo un caro saluto a tutti”. Boom. Silveri va ricordato era in corsa per essere candidato poi si è deciso di andare su figure meno ingombranti da un punto di vista della raccolta del consenso. Ma la cosa al momento più pericolosa e più silenziosa è quella relativa al disimpegno. Il tutto in una campagna elettorale che si preannuncia tutta in salita al di là dei sondaggi compiacenti fatti circolare per galvanizzare le truppe.

Territorio  La battaglia, come anche l’ultimo dei principianti capisce, si combatte a terra: ciò sui territori. E qui il Pd a trazione veriniana trova enormi problemi. Per carità da San Giustino a Otricoli tutti si dicono pronti alla battaglia. Ma i proclami restano sulla carta. Tanto che in fretta e furia si è dovuto far candidare il vicesindaco di Città di Castello Bettarelli per evitare una falla. Candidatura che in molti non volevano perché troppo legata ad esponenti della vecchia guardia che però continuare ad avere il consenso. Vedi l’assessore regionale uscente Fernanda Cecchini così come l’ex deputato Giampiero Giulietti.

Sotto la lente Ma in altre zone, vedi la Media Valle del Tevere il Folignate e la Valnerina, la situazione è tutt’altro che rosea. E non è un caso che a Foligno l’ex sindaco Nando Mismetti abbia mollato la presa della candidatura, e mandato avanti il suo vice Barbetti, quando ha capito che non era aria. Pezzi di partito che silenziosamente si sono messi a braccia conserte in attese. Ma diversi situazione stanno venendo fuori anche nel capoluogo dove tra  Guasticchi, Leonelli, Bori e Cardinali si preannuncia una guerra senza esclusione di colpi. Senza contare che in questo fazzoletto di muove anche Cristofani che non è un pivellino di primo pelo in fatto di preferenze. Nel Pd, al di là dei sondaggi, hanno fatto già di conto e più di tre questa volta non entrano nel prossimo consiglio regionale. E un minuto dopo i risultati delle elezioni, il passaparola è già iniziato a circolare: congresso regionale, subito. Ma a giocarsi il tutto per tutto, questa volta, non sono solo Walter Verini e Marina Sereni. Loro, male che vada, resteranno a Roma. Ma tutti coloro che hanno partecipato alla gestione che un consigliere regionale uscente bolla come “più da gruppo ristretto che mai”. Poco zucchero e molto sale. Il tutto senza contare che Maria Elena Boschi e lo stesso Matteo Renzi in persona hanno cominciati a prendere contatto con diversi esponenti Pd per lo sbarco in terra umbra di ‘Italia Viva’.

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