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Elezioni regionali, M5S e Pd tra reale e surreale giocano al patatrac dei candidati presidente per non perdere la faccia

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Elezioni regionali, M5S e Pd tra reale e surreale giocano al patatrac dei candidati presidente per non perdere la faccia

Pinocchio
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I simboli di Pd e M5S

PERUGIA – Comunque vada a finire, sarà un patatrac: quello del patto civico tra M5S e Pd per cercare di arginare il centrodestra alle elezioni regionali del 27 ottobre, giorno dopo giorno va sempre più assomigliando a un vero e proprio incubo. In cui ognuno dei due partiti sembra essersi incastrato in una camicia di forza. Il Pd che da settimane ha mandato in campagna elettori con il grado scintillante di candidato alla presidente della Regone Andea Fora e che ora non sa che pesci pigliare perché dal M5S di appoggiarlo non ne vogliono sapere: dall’altra la truppa grillina che sui territori appare sempre più sbandata all’idea di andare a braccetto con quello che per anni è stato il suo Belzebù. E allora al via la fiera dei nomi di possibili personalità che potrebbero unire due fronti che sembrano restare molto lontani: prima Brunello Cucinelli, poi il procuratore Fausto Cardella e ora siamo alla manager folignate Catia Bastioli (che si è sfilata via comunicato) e al sindaco di Assisi Stefania Proiettti. Il tutto senza che nessuno capisca manovre e strategia e soprattutto razionalità di una tale operazione. Nel Pd sulla tolda di comando il commissario Walter Verini e il fresco vice ministro Marina Sereni, sembrano essere sempre più soli in un partito uscito dilaniato dall’inchiesta sanità e dalle dimissioni della ex presidente della Regine Catiuscia Marini. Comunque vada, il patatrac è stato già combinato. Il 27 si devono presentare le liste. Alla commedia deve essere messo uno stop.

Pasticcio e parole Ma al pasticcio già combinato si aggiungono una serie di dichiarazioni che sembrano mitragliate. Il deputato umbro del M5S Filippo Gallinella è infaticabile. E ora sponsorizza il sindaco di Assisi: “È Stefania Proietti il nome che dovremmo sostenere con o senza il Pd. E’ un ingegnere come me – ha sottolineato Gallinella all’Ansa – vicina alle tematiche ambientali. Non può che avere la mia simpatia”.

Ultimatum Intanto dal quartiere generale pentastellato mandano l’avviso di eventuale sfratto al Pd: “Abbiamo individuato due profili di alto livello (Bastoli e Proietti) – riporta l’AdnKronos – che rappresentano al meglio la società civile. Sosterremo una delle due insieme a delle liste civiche anche se il Pd deciderà di non far parte del ‘patto civico’ per l’Umbria”. Come a dire calate voi le brache e buttate a mare Fora. Alla fine se non interverranno di forza i leader Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio il rischio è che in Umbria ognuno vada per conte suo.

Voto Intanto, il MSS prova a dare la parola alla base. Giovedì dalle 10 alle 19 su Rousseau sono indette le ‘regionarie’ per la selezione dei nomi da mettere in lista. Mentre, venerdì 20 settembre (sempre dalle 10 alle 19), gli iscritti saranno chiamati ad esprimersi sulla proposta fatta dal capo politico su un “patto civico per l’Umbria”, ovvero sulla possibilità di sostenere alle elezioni regionali in Umbria un candidato Presidente civico con il sostegno di altre forze politiche. Il quesito sarà: “Sei d’accordo con la proposta avanzata dal capo politico del “patto civico per l’Umbria”, sostenendo alle elezioni regionali un candidato presidente civico, con il sostegno di altre forze politiche?”. “In caso di accoglimento di tale proposta – si legge sul Blog delle stelle -, dovrà essere individuato il candidato a cui attribuire le facoltà che il Codice Etico del MoVimento 5 Stelle attribuisce solitamente al candidato presidente della regione”.

Chat infuocate Ma al pasticcio politico si unisce la diffidenza personale con tanto di schizzi di fango. Mercoledì pomeriggio l’Adnkronos pubblica estratti della chat Whatsapp dei ‘portavoce’ pentastellati umbri. Sarcasmo e rabbia in cui non si slava nessuno: vertici del del Movimento e quelli del Pd.  Il senatore Stefano parla dimissioni in massa: “Se avessi in mano 33 lettere di dimissioni potenziali di tutti i portavoce, forse qualche info riuscirei a ottenerla, mentre la deputata Tiziana Ciprini ad alzo zero: “Quindi ci facciamo usare per i loro cazzi; avanti tutta che dal 27 torniamo allo zero virgola”. Filippo Gallinella, demolisce Andrea Fora così: “È stato scelto a tavolino ed essendo vicino agli ambienti cattolici pensano che possa portare via qualche voto al centro. L’hanno scelto Verini e la Sereni… e ho detto tutto”. Il patatrak è già accaduto.

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