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Elezioni regionali, il rebus di Maolo lascia Pd e M5s nel guado: la rabbia di Fora: “Situazione surreale difficile da spiegare”

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Elezioni regionali, il rebus di Maolo lascia Pd e M5s nel guado: la rabbia di Fora: “Situazione surreale difficile da spiegare”

Pinocchio
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Operazioni di voto in un seggio

PERUGIA – Forse ci sono, forse non ci sono ma al momento preferisco riflettere e poi vi saprò dire. Si può sintetizzare così l’atteggiamento dell’avvocato Francesca di Maolo di fronte all’offerta di candidarsi alla residenza della Regione fattagli dal M5S e Pd. Il tutto a una decina di giorni dalla presentazione delle liste. Situazione surreale che qualcuno dentro il Pd arriva a definire “grottesca”. E in effetti, al momento, il campo del centrosinistra ha in campo ben due potenziali candidati alla presidenza della Regione: situazione che fino a qualche mese fa nessuno poteva immaginate neanche nelle più fosche previsioni. E allora? E allora, da una parte si aspetta che il presidente del Serafico di Assisi sciolga la riserva e dall’altra si fa finta di nulla e si lascia che l’ex presidente regionale di Confcooperative Andrea Fora continui a girare l’Umbria da candidato presidente.

Rabbia Ma è lo stesso Fora in lungo post sulla sua pagina Facebook a far venire a galla il malumore. “La domanda più frequente degli incontri di questi due giorni è stata “ma quindi che succede?” Vorrei tanto saper rispondere, ma la verità è che a cinque settimane dal voto è tutto ancora incerto, ai limiti dell’incomprensibile. Da parte mia – scrive Fora – ho garantito alle persone incontrate in questi giorni (che ringrazio doppiamente per aver dedicato il loro tempo nonostante la situazione alquanto precaria di queste ore…) che il grande lavoro di ascolto, di elaborazione del programma, di racconto di un’Umbria che ha voglia di riscatto – conclude Fora – del protagonismo delle energie pulite che si sono messe a disposizione in questo percorso, sarà al servizio della nostra comunità indipendentemente da chi alla fine sarà candidato Presidente. Ci ho messo la faccia, ho detto dal primo giorno che lo avrei fatto per unire e per allargare, e non tradisco l’impegno preso con ciascuno di voi”. Insomma, anche Fora con più di una punta di rabbia e amarezza ammette che siamo di fronte a una situazione incomprensibile. E, francamente, non si può non capirlo. Una cosa è chiara dal suo entourage in molti fanno notare con una punta di sarcasmo che “la figura di Di Maolo non è di quelle che possono ribaltare una partita…”.  Poi se Fora resterà e in che modo nella partita è tutto da vedere.

Incastro  Nel frattempo, come se non bastasse, sono in diversi a pensare che se Di Maolo non toglie in fretta le castagne dal fuoco a Pd e M5S decidendo di candidarsi, si riaprirebbe una partita che a questo punto nessuno può sapere dove possa andare a parare. Il tutto sotto il fuoco del centrodestra che picchia duro. Il deputato umbro di Fdi Emanuele Prisco: parla addirittura di “una figura presentabile per nascondere un accordo impresentabile”. E la Lega chiede a gran voce le dimissioni di Di Maolo dalla presidenza del Serafico in caso di candidatura. Siamo al tiro al piattello.

Lista democrat E se questo non basta, ci sono i problemi interni al Pd dove sulla composizione della lista dei candidati il malumore è elevato. Sabato mattina all’hotel Decò di Perugia il commissario regionale Walter Verini ha cercato, come ormai fa da diverse settimane, di gettare acqua sul fuoco e tenere insieme l’intera pattuglia. Ma se sulla scena i nervi vengono tenuti a bada nelle chat di molti esponenti Pd si dice e si pronostica di tutto da tanto da arrivare a chiedere “il commisariamentoà del commissario”. Aria pesante che senza ombra di dubbio fa capire come un minuto dopo le elezioni regionali si aprirà una partita molto cruenta. Sabato, nel corso della Direzione regionale, il sottosegretario Anna Ascani è tornata a ripetere che in questo momento la cosa più giusta da fare è di non ricandidare i consiglieri regionali uscenti. Ma Verini ha ormai imboccato un ‘altra strada e alla fine probabilmente verrà sacrificata la sola Carla Casciari: ma ancora è tutto aperto è toccare un tassello significa rimettere in discussione tutto. I nomi sono sempre gli stessi: Donatella Porzi, Fabio Paparelli e Giacomo Leonelli, Marco Vinicio Guasticchi, Carla Casciari. Questo per quanto riguarda gli uscenti. Sulle nuove entrate, ci sono invece l’ex senatrice Valeria Cardinali, l’ex consigliere comunale di Perugia Tommaso Bori, l’ex sindaco di Marsciano Alfio Todini, Andrea Vannini da Todi e Federica Lunghi da Assisi, Simona Meloni dal Trasimeno e una vecchia conoscenza come Sauro Cristofani. La prossima settimana, probabilmente mercoledì, si dovrebbe chiudere il quadro. Tra moltissimi mal di pancia.

Civici Intanto, nella maionese impazzita, si aggiunge anche ‘Umbria civica, verde e solidale’ che manda a dire che il suo candidato presidente è Floriano Pizzichini. Insomma, di tutto e di più: aspettando che Di Maolo renda noti i suoi intendimenti. E c’è chi incrocia le dita.

Proietti Nel frattempo, il sindaco di Assisi Stefania Proietti, il cui nome era stato avanzato dal M5S come candidato presidente, fa sapere “che è sempre stata mia intenzione continuare ad essere Sindaco di Assisi, e che c’è bisogno di una coalizione ampia, innovativa, basata su un patto civico che proceda unita per il bene dell’Umbria. Ringrazio il Movimento 5Stelle per aver indicato il mio profilo a candidato presidente della Regione, come una possibile sintesi di quella unità – sottolinea – che già da tempo in tanti auspicavamo, e sono sinceramente lusingata per i tanti attestati di stima che mi sono giunti in questi giorni.  Ma come ho sempre affermato, in sede pubblica e privata, il mio desiderio più grande, la mia unica intenzione è di continuare ad essere al servizio dei cittadini che mi hanno eletta sindaco in una città straordinaria quale è la nostra Assisi, ruolo che sento come privilegio immenso e per il quale spendo ogni mia energia”. Ora non resta altro che capire le intenzioni di Francesca di Moalo.

 

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