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Elezioni regionali, il gioco di Fora a sparigliare gli schieramenti con il Pd che gioca una partita di rimessa

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Elezioni regionali, il gioco di Fora a sparigliare gli schieramenti con il Pd che gioca una partita di rimessa

Pinocchio
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Andrea Fora

PERUGIA– Niente discorso a un solo campo politico ma tentativo di rivolgersi in maniera trasversale alla società regionale; dialogo con partiti e associazioni ma senza farsi imbavagliare dentro una logica puramente politicista; parole d’ordine che possono suonare plausibili a vari ceti sociali che in questi anni hanno pensato di ricevere ‘protezione’ a destra e sinistra ma rimanendo delusi. E poi la forza che deriva dall’essere stato per diversi anni numero uno di Confcooperative che in Umbria sotto la sua presidenza è riuscita a farsi spazio nel mondo della cooperazione e diventare interlocutori di vari soggetti istituzionali e imprenditoriali.

La strategia La candidatura di Andrea Fora era nelle cose e così è stato: discesa in campo ufficializzata con il suo progetto ‘Cantiere civico’ con diversi applausi, qualche silenzio e non pochi imbarazzi da parte di chi nel centrosinistra si sognava un ruolo in cabina di regia. Ma poco importa, perché il progetto messo in piedi dal numero uno di Confcooperative come ci dice uno che ha lavorato e lavora a fianco con lui “punta in primo luogo a starsene lontano dalle segreterie dei partiti, poi è chiaro che il collocamento e nel centrosinistra ma senza appiccicarsi etichette che preludano alla capacità  di parlare anche a tutti coloro che oggi nel campo moderato non si ritrovano nella proposta molto urlata di Salvini o sono delusi dalla debolezza di Forza Italia”. Meglio di così non si poteva dire. Ed è per questo che dai qui al 27 ottobre Fora cercherà  in tutti i modi di aprire versanti di dialogo con pezzi della società regionale che con i partiti. Una forza e una debolezza: il provare a camminare da solo trascinandosi dietro la coalizione ma allo stesso tempo decidere temi e modi di una campagna elettorale che per la prima volta in Umbria non vedranno al lavoro le forze d’apparato dei partiti. La scommessa del civico Fora sta qui.

Partiti E d’altronde ciò che rimane dei partiti, al di là degli stemmi e blasoni antichi, è¨ davvero poca cosa: il Psi arranca e sembra oscillare tra un Luciano Bacchetta che sarebbe pronto ad andarsene da solo e una realpolitik che gli consigli di infilarsi dentro il centrosinistra e buttare palla avanti e vedere. E i Pd? Lo spopolamento seguito all’inchiesta sanità è sotto gli occhi di tutti così come alcune scelte autarchiche del commissario regionale Walter Verini hanno fatto il resto. Il Pd andrà dietro a Fora perché altro non può fare e non è in grado di fare. Gruppo dirigente ristrettissimo e diviso; messaggio politico inesistente e senso della sconfitta introiettato alla perfezione. Dopo sessant’anni passati a dare le carte e scegliere il tavolo da gioco gli eredi umbri del partitone rosso e dei Dc di sinistra a questo giorno di giostra si accontentano di portare in consiglio regionale due o tre dei loro. E la guerra del Pd sarà tutto qui: salvare la pelle più che tentare di vincere. Poi, un minuto dopo le elezioni regionali, si aprirà davvero un altro capitolo e probabilmente un’altra stagione. E altri attori compariranno sulla scena.

I sindaci e la sinistra  Ma in questa estate scombiccherata non ci facciamo mancare nulla e allora ecco il protagonismo dei sindaci: Filippo Stirati da Gubbio e Stefania Proietti da Assisi che anche loro maneggiano il mazzo delle carte del civismo. Tanti buoni auspici, molti programma e tanti incontri sul territorio, ma al momento il nodo vero dato che i tempi stringono è uno: si mette un candidato alla presidenza della Regione o alla fine si confluisce nel centrosinistra a trazione Fora magari cercando di strappare qualche rassicurazione? E poi ancora la galassia della sinistra in agitazione: le prese di coscienza di Rifondazione e cespugli sparsi di sindacalismo che si muovo, la vecchia volpe Stefano Vinti e la giovane stratega Elisabetta Piccolotti. Ma anche qui, la stessa domanda: o si gioca in proprio o alla fine si finisce nel calderone civico. Pazza estate elettorale per il centrosinistra umbro. Occhi aperti. Anche sotto l’ombrellone.

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