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Elezioni politiche, nel Pd gli assi della società civile: in FI sale Luisa Todini

Politica

Elezioni politiche, nel Pd gli assi della società civile: in FI sale Luisa Todini

Pinocchio
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Un seggio elettorale

PERUGIA – Siate sinceri, ma qualcuno di voi ricorda una fatto eminentemente politico che abbia contrassegnato questo 2017 che sta per lasciarci? Le primarie del Pd oppure la vendita della storica sede di piazza della Repubblica? Va bene, poca roba. Nessuno ci perde il sonno e scriverne quindici righe è costata una faticaccia mostruosa anche ai cronisti più validi e ossessivi. Tranquilli, a marzo si vota per le elezioni politiche e allora si va in giostra. A partire dalla metà del mese di gennaio anche il placido stagno della politica regionale si rianimerà: e allora sarà tutto un gracidare di rospi e ninfette. Non è una presunzione intellettualistica o un fazioso azzardo, affermare che la sarabanda sta per arriva. E d’altronde di cellulare in cellulare, di riunione in riunione, la domanda da  dieci giorni a questa parte è sempre la medesima: chi si candida? Con la variante: chi si ricandida?. Che sospiri profondi e che nervosismi: che spericolate alleanze e che arditi inviti a pranzo. E allora diamo un’occhiata a destra e sinistra e cerchiamo di capirci qualcosa. Il mese di gennaio, per molti, sarà una operazione chirurgica a cuore aperto.

Terrore civico  I sondaggi non sorridono e i clima è agitato. Le ultime simulazioni fatte al Nazareno dicono che degli attuali 380 deputati, complice anche il cambio della legge elettorali, un sostanzioso numero Roma la vedrà in cartolina e davanti al focolare ricorderà la legislatura appenda conclusa. Il 24 gennaio si dovrebbe tenere una Direzione nazionale che di fatto metterà il bollino alle liste che dal 10 di gennaio in poi verranno compilate dal Direttorio democrat (Orfini, Guerini, Lotti, Fassino, Martina e Richetti). Ma se i sondaggi danno i brividi, la parola d’ordine che dal castello centrale è arrivata fino ai territori e ai vari valvassori e valvassini, fa perdere il sonno a molti: Renzi vuole infarcire le liste con dei personaggi provenienti dalla società civile.

Schema E l’Umbria, ovviamente non sarà l’isola del tesoro. Anzi. Pensare che tutto si risolva con il bilancino delle correnti, è una dolorosa illusione: uno a me, due a te, non funziona più. Sia Orfini che altri, lo hanno detto a diversi deputati, ma soprattutto lo hanno fatto capire alla presidente della Regione Marini: se tu non vuoi scendere in campo e finire il tuo mandato a palazzo Donini bene, ma se tutti i parlamentari uscenti pensano di avere il biglietto per Roma, si sbagliano. Avviso ai naviganti. In Umbria, come altrove, servono candidati che diano il segnale di apertura alla società civile (Brunello Cucinelli si è già chiamato fuori) e non di arroccamento. E poi: quanti degli attuali deputati hanno davvero i voti in tasca per tornare in Parlamento? A Roma pensano, che siano in pochi. Senza contare che la tagliola dei tre mandati e lì che penzola che una spada di Damocle. E questa volta sulle eventuali deroghe si consumeranno vendette e rese dei conti trasversali. Morale provvisoria: Anna Ascani e Giampiero Giulietti sono in pole position e Gianpiero Bocci segue, tutto il resto è una grande incognita. In diversi oggi sono pronti a scommettere che tre o quattro dei parlamentari uscenti non verranno ricandidati. Da mettere in conto, inoltre, che da Roma sull’Umbria qualcuno verrà catapultato dal quartiere generale. Sbocchi di fiele e di bile.

Alleati Altro dato da tenere a mente: il restringimento dei posti in Umbria è dovuto anche al fatto che un collegio elettorale sarà appannaggio degli alleati: se viene dato ai centristi guidati dal ministro Lorenzin la candidatura dell’ex consigliere regionale Massimo Monni è molto probabile, se invece andrà ai socialisti di Nencini a scaldare i motori sarà Silvano Rometti.

Incontri Se uno potesse vedere le agende di alcuni parlamentari e della presidente della Regione, capirebbe che nei prossimi mesi si consumeranno diversi pranzi e cene. Alcune fuori Perugia, altre a Roma. Che ci sia il dolce come ultima portata è tutto da vedere.  Questo ad oggi i quadro nel centrosinistra. Ps: per Liberi e Uguali, l’unico domani plausibile è quello del consigliere regionale Attilio Solinas, sul resto c’è solo una gran corsa ad accreditarsi. Anche da queste parti non mancheranno i coltelli sotto il tavolo, anche se in questo giro la compagine proveniente dalle file sindacali (vedi la Cgil) non sembra godere di molto credito.

Luisa c’è Ma diverse cose interessanti stanno succedendo anche nella fortezza del centrodestra, che in quanto a sondaggi, almeno per il momento, non può lamentarsi. Le scimitarre sono state già sguainate in Forza Italia: Catia Polidori, Pietro Laffranco, Fiametta Modena e Raffaele Nevi si stanno giocando già la loro partita. Ognuno muove le sue pedine e le sue alleanze: il problema è che nel campo da gioco sembra farsi avanti Luisa Todini che proprio una novizia non è. Intorno all’ipotesi di una sua candidatura in diversi, dentro Forza Italia, in molti stanno lavorando alacremente anche se al coperto, ma la notizia c’è. Come non era campata per aria la notizia, rilanciata dal collega Daniele Bovi di Umbria24, di una partita in prima persona di Leonardo Cenci. Il problema è che al momento, per diverse ragioni, le quotazioni sono scese a precipizio e non sembrano poter risalire. Si vedrà. Corsa a tre, invece, dentro Fratelli d’Italia: oltre all’assessore al Comune di Perugia Emanuele Prisco, ci sono due vecchie conoscenze come Franco Zaffini e Alfredo De Sio. Ma anche qui le acque non sono placide e diversi giochi e gomitate si consumeranno nel mese di gennaio.

Fronte grillino Gli uscenti, Lucidi, Gallinella e Ciprini verranno ricandidati ma in Umbria verrà catapultato qualche big nazionale. Di questo ha parlato Di Maio nella sua recente visita a Norcia. Signori, si sale in carrozza a destra come a sinistra. Come sul fronte grillino: che poi tutti arrivino a Roma, questo è da vedere.

 

 

 

 

 

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