CARICAMENTO

Scrivi per cercare



Elezioni, occhio all’ordalia nei collegi: truppe e voti si ‘conteranno’ in vista delle del 2019 e 2020

EVIDENZA Perugia Terni Politica Extra

Elezioni, occhio all’ordalia nei collegi: truppe e voti si ‘conteranno’ in vista delle del 2019 e 2020

Pinocchio
Condividi

Scrutatore in un seggio

PERUGIA – C’è chi vede la mattina del 5 marzo l’arrivo dei ‘Berretti Verdi’ guidato da John Wayne a Palazzo Donini per far crollare la giunta e l’interno nobile edificio, chi molto più prosaicamente pronostica l’ennesimo regolamento di conti da baruffa da sottoscala tra dirigenti che parlano uno dell’altro avendo lame in bocca e chi non ha capito la vera posta in palio di queste elezioni politiche. Conti e soprattutto voti alla mano, la mattina del cinque marzo si ridisegneranno i rapporti di forza all’interno di centrodestra e centrosinistra e si capirà da che parte politicamente si avvia a piccola Umbria.  Partiamo da argomenti ragionieristici ma duri come solo i numeri possono esserlo.

Numeri L’ordalia avverrà nei collegi uninominali di Camera e Senato: qui verranno eletti tre deputati e due senatori. Chi andrà a palazzo Madama e Montecitorio avrà raggranellato diversi voti facendo una campagna elettorale personalizzata. Ci spieghiamo meglio: con il clima da anti casta che circola nel Paese, Umbria inclusa, oggi al di fuori dei Cinque Sttelle il voto su tutti gli altri sembra essere un voto più dato alla persona che al partito. Con il Rosatellum come sistema elettorale, questa, sembra essere una lettura paradossale ma a guardare bene la campagna elettorale di diversi candidati non lo è. Vota me, votando per il partito: questo sembra essere lo slogan, soprattutto in casa Pd. E nei vari collegi elettorali si sta assistendo a una vera e propria caccia all’elettore. Andiamo a darci un’occhiata.

Campo  E partiamo dal collegio Umbria1 il più ambito, quello che mette insieme Perugia e il Trasimeno. Qui la partita vera se la giocano due che ambiscono a un ruolo di rilievo all’interno dei rispettivi schieramenti e partiti: due giovani in carriera che masticano ferro e mordono il freno. Da una parte il segretario regionale del Pd, Giacomo Leonelli e dall’altro l’assessore all’Urbanistica del Comune di Perugia e astro nascente di Fratelli d’Italia, Emanuele Prisco. In corsa anche la criminologa Paola Giannetakis con la bandiera del M5s. Ma, come detto, la partita e tra i due giovani rampolli. Con una postilla: chi perde non si ferma per un giro ma probabilmente subisce un vero e proprio stop. Leonelli è quello che ha più da perdere e da guadagnare: in caso di sconfitta si troverò addosso tutti coloro che in questi anni non hanno digerito la sua ascesa del suo gruppo e che aspettano il vento propizio per fargli pagare il conto. A questo proposito le parole di fuoco usate contro la sua candidatura dal collega di partito e assessore regionale Luca Barberini, fanno capire tutto. Se vince avrà un ruolo nella partita del 2019 per la scelta del sindaco di Perugia e per quella del candidato presidente della Regione nel 2020. O  dentro o fuori. La partita è di quelle che contano. Prisco? Se non passa, resterà una giovane promessa destinata a restare tale anche perché l’appoggio totale avuto questa volta da Giorgia Meloni a discapito del collega di partito Franco Zaffini non durerà in eterno. Roulette russa: un colpo in canna. Brividi.

Battaglia Si scende di qualche chilometro e si entra nel collegio Umbria 3 che mette insieme l’area del Ternano. Qui la partita se la giocano il consigliere regionale Raffaele Nevi a nome di Forza Italia e l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano del Pd. In corsa, e non da semplice comparsa, Lucio Ricetti del M5s. Con il Comune che si è incamminato sulla strada del dissesto e il sindaco Leopoldo Di Girolamo con le dimissioni messe sul tavolo, la partita può sorridere a Nevi. Il Pd ternano è un partito balcanizzato dove le correnti si dilaniano violentemente e che di fatto non sembra in grado di trainare una figura incolore come quella di Damiano, voluto dal ministro Andrea Orlando al posto dell’uscente Gianluca Rossi. Insomma, come capite, un capolavoro di autolesionismo. Nevi favorito, ma con giudizio. Annotazione a margine su Palazzo Spada: se il sindaco Di Girolamo resta in sella, a dispetto di quanto detto, non è un bene per nessuno, in primo luogo per lui che in questi anni ha comunque sempre mantenuto una sostanza di dignità che tutti gli riconoscono. Meglio un passo indietro per poi ricostruire su altre basi.

Umbria 2 Di corsa sul collegio Foligno-Alto Tevere dove Gianpiero Bocci a nome del centrosinistra e del Pd si gioca la partita con Riccardo Augusto Marchetti della Lega Nord: avversario rognoso con un discreto numero di preferenze posizionate nell’Alto Tevere. Il M5s schiera invece il cardiochirurgo Gino Di Manici Proietti mentre Liberi e Uguali Rossella Muroni. Bocci ha schierato tutti i suoi ventre a terra e ha dalla sua la capacità di raccogliere consensi di chi conosce le regole della politica e del consenso. Sindaci (Foligno, Guado), consiglieri comunali e regionali (Andrea Smacchi, Luca Barberini) menano le danze per lui.  Clamorosa sarebbe una sua non riuscita.

Senato Al Senato la legge elettorale prevede due collegi. Nel Perugino se la vedono Giampiero Giulietti del Pd e Franco Zaffini di Fratelli d’Italia in corsa anche Francesca Tizi per il M5s mentre LeU schiera una vecchia conoscenza come Adolfo Orsini. In corsa per per la Lega anche Donatella Tesei, sindaco di Montefalco, Simonetta Mignozzetti, ex dirigente della Prefettura di Terni scelta dal Pd. Gli allibratori dicono che Giulietti la dovrebbe spuntare. Il cinque marzo si fanno i conti e si vedrà chi parteciperà alle battaglie del 2019 e 2020 da protagonista. Anna Ascani si è prenotata per quella del 2020. Ne parleremo.

Tags:

Ti Potrebbe anche Piacere