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Elezioni, Letta a Perugia: “Via al tetto spese per il personale sanitario. Draghi? Spero avrà un ruolo”

Il segretario del Pd ha preso parte ad una iniziativa pubblica davanti all'ospedale. "Meloni e la destra porteranno l'Italia in bancarotta"

PERUGIA – Giovedì il segretario del Pd Enrico Letta ha chiuso il giro elettorale in Umbria con una iniziativa pubblica davanti all’ospedale Silvestrini. La sanità, che nella regione è da sempre uno dei temi caldi, è uno delle questioni che affronta coi cronisti, parlando di rilancio ed importanza della sanità pubblica. Presente all’ incontro anche il segretario regionale del Pd umbro Tommaso Bori.

“Nel nostro programma il tema fondamentale è quello dell’ eliminazione del tetto alle spese per il personale sanitario messo nel 2004 da Tremonti”, ha detto.  “L’investimento sul personale della sanità pubblica è fondamentale – sottolinea – Accanto a questo – ci sono la nostra idea di rilancio della medicina di territorio e dei medici di famiglia. Tutto questo in Umbria dove è in atto un deliberato tentativo di smantellamento della sanità pubblica a favore del privato e contro gli interessi dei cittadini. Crediamo che nel sistema sanitario debba esistere una complementarietà ma sulla base della centralità del pubblico. I cittadini devono essere uguali e devono poter avere tutti la possibilità di usufruire delle prestazioni, cosa che in Umbria – ha concluso Letta – negli ultimi tempi non è più possibile”.

Mario Draghi, ruolo nell’Italia del futuro

Inevitabilmente, poi il discorso va sul presidente del Consiglio uscente Mario Draghi: “Privare l’Italia e l’Europa di una figura come lui – ha detto il segretario dem- è stata una scelta gravissima che le mette in difficoltà. Alla quale credo che Putin abbia brindato quando è stata fatta. Credo soprattutto che se domenica vincessero le destre Putin sarebbe il primo a brindare domenica notte. Il nostro Paese ha invece l’interesse di proseguire sulla linea tracciata dal Governo, di responsabilità. Penso e spero che Mario Draghi abbia un ruolo nel nostro Paese anche in futuro. Credo che abbia fatto bene in questo anno e mezzo di lavoro. Lo abbiamo sostenuto convintamente crediamo che molte delle cose fatte al Governo devono essere continuate. A partire da quella che è per noi la più importante di tutte, l’ agenda sociale. Oggi se il Governo fosse ancora in piedi avremmo in Parlamento il salario minimo da approvare”. Il segretario del Pd ha comunque spiegato di considerare “la proposta fondamentale per i prossimi mesi la riduzione delle tasse sui lavoratori e le lavoratrici”. “Ridurre il cuneo fiscale – ha proseguito – vuol dire aiutarli ad avere alla fine dell’ anno quella quattordicesima in più che consente di avere un salario più forte e combattere così carovita e inflazione”.

La sanità fondamentale

Il segretario nazionale del Pd è intervenuto anche sulla sanità: “Da qui – ha aggiunto – parte un messaggio molto forte sul tema della sanità pubblica, il cui rilancio è uno dei nostri grandi obiettivi, soprattutto perché veniamo da due anni di pandemia nei quali abbiamo tutti capito l’importanza della sanità pubblica nel nostro Paese. Nel nostro programma – ha aggiunto – un tema fondamentale è quello dell’eliminazione del tetto alla spesa per personale sanitario messo nel 2004. Il ministro Speranza, con l’ultimo governo, è riuscito a mettere delle spese che siano di fianco a quel tetto, ma va tolto. L’investimento nel personale della sanità è fondamentale e altrettanto importante è «a nostra idea rilancio della medicina di territorio e dei medici di famiglia, la cui importanza con il Covid è stata ribadita”. 

Meloni e il reddito di cittadinanza

Poi l’attacco a Giorgia Meloni, candidata presidente in pectore in caso di vittoria del centro-destra: “Meglio un premier uomo che fa politiche per le donne e per le pari opportunità piuttosto che una premier donna che continua con la logica maschilista e patriarcale del nostro Paese. Giorgia Meloni io sono una donna e se vinciamo sono io il premier e quindi abbiamo risolto il problema delle donne in Italia. Le ricordiamo solo però che loro a Bruxelles hanno votato contro la parità salariale tra uomini e donne e non hanno sostenuto la scelta al parlamento europeo che si era fatta di fare una norma che andasse verso quella parità salariale”.

E nel confermare che il percorso col M5S è “irrimediabilmente diviso”, sottolinea che il “reddito di cittadinanza è utile perché contrasta la povertà. Non ha funzionato nella parte delle politiche per il lavoro ed è lì’ che bisogna intervenire”

 

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