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Elezioni europee, Marini piazza i paletti: “Mai pensato di candidarmi”

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Elezioni europee, Marini piazza i paletti: “Mai pensato di candidarmi”

Pinocchio
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La presidente della Regione, Catiuscia Marini

PERUGIA – Tra inviati di strada che gli sbattono il microfono sotto i denti e opinionisti pronta beva che si agitano, per non parlare nel cicaleggio interessato che in diversi alimentano nel suo stesso partito, alla fine una settimana fa la presidente della Regione Catiuscia Marini ha rotto essa stessa quello strano incantesimo che da diverse settimane sembra aleggiare nei dintorni di palazzo Donini. Niente sceneggiate, non è nello stile e nella postura ma una chiamata e poi una riunione con i più stretti collaboratori. E in entrambi i casi con il sorriso sulle labbra di chi ha il gusto di veder crollare il piccolo castello di supposizioni costruito a fatica da qualcuno.

Avviso Sia nella chiamata e poi nel colloquio a quattr’occhi avuto con il segretario regionale Gianpiero Bocci che nella riunione a porte chiuse a palazzo Donini, la musica cantata da Marini è stata questa: “Alle Europee non mi candido e non ho nessuna intenzione di lasciare a metà il compito che mi è stato dato dagli umbri – questo il succo del ragionamento – tanto più che nei prossimi mesi c’è una partita che entra nel vivo e che riguarda la ricostruzione post sisma e ci c’è dall’altra l’assegnazione la programmazione europea che riguarda i fondi: in entrambi i casi si tratta segmenti importanti per l’Umbria. Chi vuole si può candidare, d’altronde proprio l’Umbria dovrà esprimere un suo candidato uomo o donna”. Due punti, chiuse le virgolette. Fine delle trasmissioni. E chi vuol essere lieto sia. Ma un passo in piova fatto per inquadrare la situazione.  E riguarda in primo luogo, le elezioni europee e poi quelle regionali. Un candidato, seppur di bandiera, il Pd lo dovrà indicare e qui inizierà nelle prossime settimane una specie di gioco del cerino perché le possibilità di andare a Bruxelles sono davvero poche data la dimensione della sfida e in secondo luogo la partita che si andrà ad aprire in vista delle elezioni regionali.

Su questo la presidente della Regione ha disseminato il percorso di qualche briciola e pure di qualche chiodo. A ragionamento, non ci gira intorno: “Per quanto riguarda ere elezioni regionali vedremo il quadro che viene avanti a partire dalle Amministrative, di sicuro io non sarò un ostacolo: non vagheggio terzi mandati e se penso a un mio impegno lo penso fuori dalla dimensione istituzionale”. Sorriso che spunta sul volto: “Pensare a quello che faccio io, non mi sembra un grande atto di intelligenza politica: mi auguro che tutto il Pd a partire dalle prossime settimane pensi a quello che intende fare. Se c’è bisogno darò una mano, altrimenti sotto a chi tocca”. Già sotto a chi tocca. La partita ancora deve entrate nel vivo. Quanto al nuovo segretario nazionale Nicola Zingaretti, che Marini conosce da una trentina di anni, una sola battuta: “Conosco bene Nicola, mi auguro che faccia un buon lavoro: certo che vedere ora così tanti zingarettiani fa una certa impressione… ma la politica è anche questo. Sul congresso ho motivato la scelta che ho fatto e resto della mia idea”. Il resto è tutto da scrivere. E ci sarà tempo, modo e argomenti.

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