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Elezioni amministrative, sull’asse di fuoco Foligno-Orvieto il Pd prima sbanda, poi ci ripensa e infine si attorciglia

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Elezioni amministrative, sull’asse di fuoco Foligno-Orvieto il Pd prima sbanda, poi ci ripensa e infine si attorciglia

Pinocchio
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Lo scrutinio in un seggio

PERUGIA – Non si sa cosa si farà, ma qualcosa si farà. Palla lunga e provare a pedalare. Nelle ultime 48 tra Foligno e Spoleto sono ha iniziate a esplodere tutte le contraddizioni che in queste due città il Pd e il centrosinistra in generale si porta dietro da molto tempo. La scelta del candidato sindaco è stato solo l’innesco della miccia. Raccontano che il segretario regionale Gianpiero Bocci abbia spento pure il cellulare pur di non immergersi in quella palude di ripicche giochi di rinterzo, gelosie e vecchi conti da regolare che ora saltano fuori nella città della Quintana e sotto la Rupe. Una commedia umana in cui ognuno gioca la sua partita ma che alla fine rischia di lasciare, come dice in maniera brutale ma efficace uno storico dirigente “con il sedere per terra”.

Quintana Che ha Foligno ci fosse la giostra della Quintana tutti lo sapevano ma che il modello con tanto di cavalieri dame e cavali venisse trasposto sulla scena politica nessuno lo immaginava. E invece, ecco qui: alla ventesima riunione della coalizione di centrosinistra spunta fuori pure un altro potenziale candidato a sindaco: Luciano Pizzoni stimato manager della Umbra cuscinetti. Era nell’aria e così è stato. E allora? Niente: traffico impazzito come la serie di chiamate e di colloqui per arrivare allo stop. Sul tavolo il notaio Luigi Napolitano, Joseph Flagiello e ora appunto il manager. Tutto intorno il ballo di Pd, ‘Foligno soprattutto’, ‘Patto per Foligno’, ‘Foligno 2030’, ‘Foligno in Comune’, il sindaco uscente Nando Mismetti e la lista sarebbe ancora più lunga. La morale è semplice: il paziente segretario comunale democrat Carlo Elia Schoen rinvia, cesella, smussa, arrotonda ma alla fine il candidato a sindaco non esce. Le riunioni di coalizione vengono rinviate di ora in ora e di giorno in giorno. Le ultime notizie raccontano di una presidente della Regione, Catiuscia Marini, che più che arrabbiata sarebbe ormai in fase fatalista: vada come vada ma certo così non è un bello spettacolo. Sul Foligno il pronostico da poter fare è difficile perché le variabili più che molteplici sembrano impazzite. A questo punto, forse, Pizzoni potrebbe essere il favorito. Sempre che il diretto interessato sia d’accordo. Ma se si scende di una manciata di chilometri la situazione è se possibile ancora più stralunata: benvenuti a Orvieto.

Rupe Sotto la Rupe se il centrodestra, con la guerre interna a Forza Italia, sta cercando il modo di farsi male in tutti i modi (la candidatura della Tardani sembra acuire la fibrillazione), nel centrosinistra siamo al dadaismo. Il sindaco uscente del Pd Giuseppe Germani, nonostante il silenzio di gelo della segreteria regionale, ha preso giacca e cappello e lancia in resta ha annunciato la sua ricandidatura ufficiale. Il segretario cittadino Scopetti di ritorno dal Vietnam continua ad essere contrario ma una candidatura alternativa non c’è. Un gioco di specchi in cui ognuno vede riflesso sul viso dell’altro un dubbio o un sospetto. E anche qui, tutti stanno in attesa che la situazione evolva o vada al macero con conseguenze  tutt’altro che piacevoli. Perugia, Bastia Umbra, Gualdo Tadino, Gubbio sono state sistemate come si poteva e il resto e tirare palla avanti e si vedrà. Marsciano? Altro piccolo acquitrino. Nota a margine: il centrodestra e il M5S in tutte le città citate è in campagna elettorale con i suoi candidati da diverso tempo. Situazione eccellente. Per farsi del male.

 

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