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Elezioni amministrative, nella finta unità del centrodestra c’è una Lega che pone e dispone sui candidati a sindaco

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Elezioni amministrative, nella finta unità del centrodestra c’è una Lega che pone e dispone sui candidati a sindaco

Pinocchio
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Il segretario regionale della Lega Caparvi a un banchetto del partito

PERUGIA – La scena è sempre la medesima in ogni parte dell’Umbria: sorriso durante la foto di rito con il candidato a sindaco e poi riposti gli obiettivi e le telecamere arrivano le lamentele ormai pronunciate nemmeno più a mezza bocca: “Questi della Lega giocano una partita in proprio, Fratelli d’Italia fa finta di starci perché non può fare altro mentre noi di Forza Italia per opportunismi vari voltiamo la testa dall’altra parte, ma quanto può durare?”. Già quanto può durare? Di sicuro fino alle elezioni amministrative, poi si vedrà anche da come butta il quadro nazionale. Ma per il momento si sorride e si maschera amaro soprattutto sul versante di Forza Italia che dopo una vita da dominus della coalizione ora si ritrovano a fare i notai delle candidature scelte altrove: ovvero sul tavolo dei colleghi della Lega. Il segretario regionale dei salviniani, il parlamentare Virginio Caparvi da Nocera Umbra, usa un metodo scientifico: o si sceglie i suoi o quelli del fronte degli alleati che di fatti sono già vicini più alla Lega che al partito di appartenenza.

Il caso Orvieto Creando così un conflitto all’interno degli alleati. Il caso di Orvieto è da scuola: il capogruppo in consiglio comunale di Forza Italia Roberta Tardani vicino al parlamentare ternano Raffaele Nevi è in rampa di lancio ma il partito è spaccato, la Lega fiuta e s’infila e allora un giorno dice di appoggiare Tardani e un giorno Roberto Meffi anche lui forzista ma più vicino al coordinatore regionale forzista e parlamentare Catia Polidori. Alla fine potrebbe spuntare pure un terzo (Andrea Mazza) ma il candidato avrà la benedizione della Lega o non passerà. E gli alleati? Sempre a giocare di rimessa.

Ai box In altri casi Per non parlare dei casi di Foligno, Marsciano e Gubbio. A Foligno Fratelli d’Italia dopo aver lasciato sulla graticola l’ottimo Marco Cesaro ha dovuto ripiegare e dare il via libera alla candidatura dell’altro avvocato Stefano Zuccarini che però è stato voluto dalla Lega e stessa cosa è toccata a Forza Italia che ha dovuto far restare ai box Riccardo Meloni. Gira che ti rigira, le operazioni sul campo le indirizza la Lega. A Marsciano dopo tanti dibattiti alla fine la Lega ha imposto il candidato che voleva: Francesca Mele mentre a Gubbio la partita potrebbe chiudersi sull’imprenditore Marzio Prosciutti Cinti e anche qui con gli alleati a cui non restano altro che le foto con il candidato a sindaco scelto da altri.

Calcetti Ma la resa di Forza Italia e Fratelli d’Italia non è totale, e allora ecco i paustrocchi di Bastia Umbra e Gualdo Tadino. Forza Italia a Gualdo, dietro la regia del consigliere regionale Roberto Morroni, sembra puntare su Slvia Minelli, Fratelli d’Italia in mezzo al guado non Sto arrivando! dove andare e la Lega che invece punta le sue carte sull’avvocato Paolo Cappelletti. Alla fine, come dice sotto richiesta di anonimato un dirigente forzista, la partita “sarà decisa dalla Lega perché fin dall’inizio abbiamo deciso non di arginarli ma di assecondarli e ora siamo arrivati a questo: il candidato a sindaco se non c’è il loro ok non si prende e non si decide”. Chiaro no? A Bastia Umbra, invece, si è decisa la spaccatura ma come sussurra qualcuno solo perché il sindaco uscente Stefano Ansideri si è imputato e minacciato di scendere in campo con una sua lista. E allora Forza Italia appoggia l’assessore uscente Paola Lungarotti deciso da Ansideri e la Lega ha virato sull’altro assessore uscente Catia Degli Esposti. Fratelli d’Italia? Ufficialmente ha dichiarato di stare con Lungarotti ma timori e mal di pancia sono tanti e non è detto che alla fine possa andare con Degli Esposti. Roba da far venire il mal di testa o ricorrere a un buon analista.

Finzione al Lago Ma l’ultimo gioco della finzione è andato in scena a Castiglione de Lago. Qui il candidato del Pd, Matteo Burico che ha vinto le primarie, ha già iniziato da tempo la campagna elettorale e il centrodestra che fa? Si molla sberle a suon di comunicati stampa. Fratelli d’Italia anche per dimostrare la sua esistenza politica ha deciso di uscire allo scoperto è puntare sulla candidatura del giovane avvocato Francesca Traica e gli alleati per tutta risposta hanno replicato: Traica candidatevela voi, noi pensiamo ad altro. Terrosi (Lega) e Pierina Lodovichi (FI) dopo aver parlato con i rispettivi vertici regionali vanno all’attacco: “Non intendiamo in questa sede – dicono – entrare nel merito di questa scelta, rispettabile, ma che appare oltre che autoreferenziale priva di qualsiasi proposta programmatica e progettuale per il territorio, ma pretendiamo rispetto: con quale coraggio Fratelli d’Italia parla di tutela delle istanze del territorio e di superamento di logiche partitiche quando, da settimane, l’unica richiesta del partito è di esprimere il candidato a sindaco a prescindere?”. Ma anche qui una voce dal fuoco dice: “Su Traica Forza Italia non aveva problema a starci: la verità è che la Lega punta su Terrosi e non vuole sentir parlare di altri candidati. Una previsione? Alla fine potrebbe uscire un nuovo candidato che tutti diranno che andrà bene ma che di fatto avrà il suo vero riferimento politico nella Lega”. Giù il sipario. E chi vuole applaude.

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