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Elezioni amministrative, la Lega umilia Forza Italia: negli azzurri si fa avanti la silenziosa separazione

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Elezioni amministrative, la Lega umilia Forza Italia: negli azzurri si fa avanti la silenziosa separazione

Pinocchio
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Fiammetta Modena e Catia Polidori a una recente manifestazione di Forza Italia

PERUGIA – Foligno? Il nostro; Marsciano? Il nostro; Orvieto? Il vostro (forse) ma chi diciamo noi; Bastia Umbra? Noi mettiamo il nostro voi accomodatevi pure su altro; Foligno? Il nostro. Nel centrodestra umbro, la storia delle candidature a sindaco in vista delle elezioni di primavera, può essere sintetizzata così: la Lega pone e poi dispone, gli alleati facciano come vogliono. E tanti saluti. All’ultimo summit, presenti tutti i parlamentari umbri, dei due partiti più Fratelli d’Italia dietro i sorrisi come lame e le gelide strette di mano è andato in scena quello che sarà il film delle prossime settimane. Il trio salviniano Saltamartini- Caparvi – Briziarelli introduce i lavori e tira le somme, gli alleati rintuzzano, sbuffano, si agitano ma alla fine cerchio chiuso. Ma nella grande avanzata leghista ci sono silenziose ma non troppo isole di resistenza.

La base In primo luogo, la base dei forzasti umbri che ormai a ogni riunione o manifestazione si lamenta per il trattamento che gli viene somministrato nei territori: lunghi sfoghi con  parlamentari contro gli alleati considerati ormai sempre più distanti. Si racconta che le prime volte il tandem formato dalla senatrice Fiammetta Modena e dalla coordinatrice regionale e parlamentare Catia Polidori abbia cercato di troncare e sopire, smussare e rassicurare ma che una volta messa al sicuro senza troppi scivoloni la ricandidatura a Perugia di Andrea Romizi, nessuno più abbia voglia di voltarsi dall’altra parte. D’altronde a livello nazionale la situazione è ormai chiara: neanche il geniale camaleontismo di Silvio Berlusconi riesce a tenere più insieme una situazione in cui la Lega governa con i Cinque Stelle e degli alleati ormai poco gliene importa. Si qualche stretta di mano in giro per qualche elezione locale ma con la consapevolezza che ormai le strade sono divise e difficilmente torneranno ad unirsi. Almeno nel medio periodo. Ed è per questo che ormai dentro Forza Italia in diversi si sono convinti che con questo schema di alleanza si andrà alle elezioni amministrative di primavera ma non certo a quelle regionali. Si morde il freno e ci si prepara al distacco che in diversi casi è quasi auspicato come una liberazione.

Termometro Il termometro della situazione lo spiega bene un piccolo frammento dell’ultima riunione. La senatrice Modena capito l’andazzo si rivolge ai colleghi della Lega e sibila un “quando avete deciso sulle modalità di scelta dei candidati chiamateci, organizzate voi la coalizione dato che volete voi avere lo scettro dei primi della classe”. Come a dire: facciamo finta di stare ancora allo stesso tavolo anche se ormai qui tutti hanno capito che l’aria del rompete le righe è imminente. Sulla stessa linea la coordinatrice regionale Polidori che ogni volta che si trova a riunioni del genere sorride come coloro che stanno per entrare dal dentista. Ma la situazione coinvolge ormai anche i dirigenti sul territorio: a Foligno, ad esempio, Fratelli d’Italia insiste sull’ottimo Marco Cesaro i forzisti sullo sperimentato Meloni ma anche qui i leghisti hanno già fatto sapere che decidono loro e che comunque senza il loro semaforo verde nulla si fa. La spietata legge dei numeri. Almeno fino a a quando regge. E negli altri comuni la musica è la stessa. Fratelli d’Italia con il senatore Franco Zaffini cerca di farsi largo ma insomma se per i forzisti ci sono le briciole per loro probabilmente neanche quelle. E allora? Buon viso a cattivo gioco. Fino a quando il gioco dura.

Perugia I casi di scuola sono a Perugia e Terni. Nel primo caso i forzasti intorno a Romizi, ma lo stesso sindaco, cercano e hanno cercato di evitare accuratamente la questione degli alleati leghisti ma l’insofferenza del primo cittadino uscente nei confronti degli alleati circa alcune uscite su sicurezza e immigrazione è forte. Per non parlare delle uscite del senatore leghista Pillon sul tema delicato dei diritti. Sorrisi larghi e mal di pancia. Forte. Tanto più che proprio sull’immigrazione e parte sul nodo dei diritti individuali anche la Chiesa perugina non segue di certo la linea leghista: una qualunque frase del cardinale Gualtiero Bassetti da numero uno della Cei e non ne è la lampante dimostrazione. Si cerca di recuperare con una lista di cattolici impegnati con il sindaco ma i rapporti sono a dir poco complicati. E le continue scorribande di Matteo Salvini non aiutano. Per ora l’ordine impartito da Romizi ai suoi e il seguente: nervi a posto e testa fredda, dopo la campagna elettorale e in caso di vittoria vedremo come gestire i rapporti con gli alleati. Di necessità si cerca di fare virtù.

Terni A Terni, altro schema: Salvini ha inviato l’esperta e risoluta Barbara Saltamartini per fermare una guerra per bande che è dentro la Lega (il consigliere regionale Fiorini contro l’assessore Melasecche) ma che di fatto coinvolge anche l’amministrazione guidata dal sindaco Leonardo Latini. Qui l’atteggiamento di Forza Italia e quanto mai ondivago: il parlamentare azzurro di riferimento Raffaele Nevi sembra ondeggiare tra tacito accordo e silenzioso disaccordo. Qualcuno parla addirittura di un patto tra lui è l’ex avversario di sempre Enrico Melasecche. Veleni come pioggia battente. Ma la situazione al di là dei selfie sorridenti non sorride affatto.

Regionali Nervi tesi e strategie. Ma con un quadro che tutti hanno in testa: la partita chiesi giocherà alle prossime elezioni regionali. Una parte della Lega sembra aver individuato nella senatrice Donatella Tesei la sua candidata ideali (movimenti interessanti dietro la sua candidatura sull’asse Foligno-Perugia) ma non pochi anche dentro la Lega tirano il freno a mano. Per non parla in Forza Italia, dove, all’ultima riunione un dirigente di rango si è lasciato andare cosi: “La Tesei candidata alla Regione? In molti non hanno capito che manca ancora molto tempo e che quelli della Lega probabilmente si ritroveranno a discutere con i grillini. E noi gli facciamo i nostri migliori auguri”. Sorriso beffardo. E saluti. Il prossimo appuntamento di coalizione si svolgerà la prossima settimana. Ancora intorno a un tavolo gomito a gomito. Ma in verità molto distanti.

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