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Elezioni amministrative, a Orvieto volano gli stracci a destra come a sinistra: bagarre sui candidati a sindaco

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Elezioni amministrative, a Orvieto volano gli stracci a destra come a sinistra: bagarre sui candidati a sindaco

Pinocchio
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Uno scorcio di Orvieto
ORVIETO – L’asse Foligno-Orvieto, non delude le aspettative: nelle due città centrodestra e centrosinistra mettono in scena uno spettacolo teatrale degno di Goldoni o Pirandello. Nella città della Quintana la scelta del candidato a sindaco per il centrosinistra e segnatamente per il Pd sta diventando una sorta di gioco della monetina. Oppure: carta vice, carta perde. Ma sono le ultime notizie che arrivano dalla Rupe che fanno saltare sulla seggiola. Roberta Tardani capogruppo forzista in Consiglio, scesa in campo con una lista civica e con l’appoggio del parlamentare ternano  Raffaele Nevi, incassa come era prevedibile l’appoggio della Lega.

 

Silenzio La coordinatrice regionale Catia Polidori e un bel pezzo di partito tacciono, ma a spiegare a chiare lettere lo stato animo ci pensa l’azzurra Laura Trippetti che parla di manovra del parlamentare ternano e apre il fuoco su Tradani “auto proclamatasi sindaco con un progetto civico: questo tipo di iniziative – si legge in una nota – non sono consentite dalle regole di Forza Italia e sono state palesemente vietata dallo stesso presidente Berlusconi”. Fischiano le pallottole. Telefoni infuocati e un pezzo di forzasti orvietani che sottovoce confessa: “Tardani i nostri voti non li avrà”. Ottimo clima. E se qualcuno prova a chiamare i diretti interessati riceve un regalino: il telefono sbattuto in faccia. E la Lega? Come sempre, in questi casi, dopo aver diviso il fronte degli alleati vola alto e fa finta di nulla. E così l’appoggio alla candidatura di Tradani diventa “una scelta che scaturisce – si legge in una nota – dalla condivisione dei principali punti programmatici che la Tardani vuole proporre alla città: sviluppo economico e demografico, sicurezza della città, rivitalizzazione del centro storico, massimo ascolto di tutte le frazioni e dei quartieri, valorizzazione del patrimonio immobiliare, difesa dell’identità nonché tutte le azioni e misure necessarie per favorire l’attuazione di tale programma”. Traduzione: tanti saluti agli amici forzisti che non ci stanno.

Lato centrosinistra Ma se nel centrodestra volano gli stracci nel centrosinistra siamo al sabotaggio silenzioso. Il candidato uscente Germani, nel silenzio non benevolo della segreteria regionale e del segretario comunale Scopetti, tira fuori il petto e annuncia la sua ricandidatura. Silenzio. Bisbigli. Ma tutti sono con Germani? A Perugia dicono di no, ma Orvieto tre dei quattro segretari di circolo chiudono la pratica con parole che sembrano una porta sprangata a chi osa bussare: “Riteniamo chiusa – scrivono ​Samuele Tognarini di Sferracavallo, Giorgio Cesari di Ciconia e Lorenzo Cortoni di Orvieto centro – la verifica sulla candidatura a sindaco del nostro partito. Va preso a questo punto atto che il candidato a sindaco è Giuseppe Germani per proseguire un’esperienza positiva di buon governo della città che, pur tra limiti e difficoltà, si è caratterizzata per serietà, attenzione e prospettiva. Non tutto, certamente, è stato fatto bene. Non sono stati risolti tutti i problemi come avremmo voluto. Si poteva fare di più? Possibile, ma una cosa è certa: abbiamo visto passione, impegno, tenacia”. E anche qui nessuno parla e tutti bisbigliano. “A Bocci e Scopetti non va bene la ricandidatura di Germani? Vengano a dircelo e poi vediamo chi è l’eventuale candidato alternativo, la verità è che il momento di scoprire le carte è arrivato”. E da queste parti, qualcuno vorrebbe ribaltare pure il tavolo. A destra come a sinistra.