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Elettrocarbonium Narni, operai esasperati in consiglio comunale: arrivano bordate sull’assessore De Arcangelis

Economia ed Imprese

Elettrocarbonium Narni, operai esasperati in consiglio comunale: arrivano bordate sull’assessore De Arcangelis

Andrea Giuli
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NARNI – Non c’è pace per lo storico stabilimento narnese. E la tensione monta. C’erano trenta operai dell’Elettrocarbonium nel consiglio comunale narnese convocato per le 9 di stamattina, giovedì 16 giugno. E al di là delle posizioni già conosciute di sindaco, Giunta, opposizioni e sindacati, sono emersi due fatti principali: gli operai hanno chiesto a gran voce l’allontanamento della dirigenza del gruppo di Monachino e hanno espresso notevole dissenso sul lavoro svolto finora dall’amministrazione comunale. Quando ha preso la parola l’assessore con delega allo sviluppo economico, Marco De Arcangelis, infatti, gli operai hanno abbandonato l’aula sborbottando contrariati alle sue parole, così come l’opposizione che, come ordine del giorno, aveva presentato proprio l’allontamento dalle trattative del membro della giunta in questione.

Questione intricata che ha prodotto altrettante reazioni dalla maggioranza stessa.
Su De Arcangelis il sindaco De Rebotti aveva comunicato la sua rimozione dal ruolo di primo piano che aveva rivestito fino a ieri. Più per trasparenza che per mancata fiducia nell’assessore che si è impegnato notevolmente nella vicenda. In consiglio comunale però, “il sindaco ha ribadito questa posizione, ma di fatto De Arcangelis è ancora al suo posto nella trattativa e non è stato allontanato come avevamo chiesto anche noi. Una logica cerchiobottista che non ci sentiamo di condividere e per questo porteremo avanti ancora il nostro ordine del giorno che chiedeva il suo allontanamento”, ha commentato a caldo Alessandro Amici di Tutti per Narni.
Dello stesso avviso è la maggioranza consiliare che ha reagito prontamente ai fatti di stamattina: via Monachino per aprire alla possibilità di avvio di un altro tavolo ministeriale, qualora ci fossero investitori interessati all’area (dal Mise trapela in queste ire l’indiscrezione di due soggetti interessati). E soprattutto: “Che il sindaco si assuma la conduzione della vicenda cercando da subito, ferma restando la distinzione dei ruoli, di creare un contesto coeso e rappresentativo degli interessi della collettività”.
E spiegano i consiglieri firmatari dell’ordine del giorno Lorenzo Lucarelli del Pd, Daniele Santirosi di Sel, Claudio Ricci del Psi e Giancarlo Marcotulli della lista omonima: “Preso atto del fallimento di reindustrializzazione di Elettrocarbonium con i conseguenti e negativi risvolti sui lavoratori e sull’economia locale, occorre guardare avanti ribadendo l’obiettivo dell’amministrazione comunale teso a salvaguardare e favorire la continuità di un’eccellenza produttiva unica nel nostro paese e che ha caratterizzato lo sviluppo di un intero territorio, garantendo tutti gli strumenti ordinari e straordinari che le istituzioni possono mettere a disposizione”. L’unico obiettivo, si legge, è “il reimpiego di tutte le lavoratrici e lavoratori in mobilità da due anni, di quelli licenziati da Elettrocarbonium e di quelli dell’indotto. Ecco perché appare inutile e prematura qualsiasi valutazione in merito alla destinazione attuale e futura dell’area, sulla quale esistono norme definite che si applicano a seconda dei casi”.
Fondamentale, però, che “la liquidazione di Sgl faccia presto ed approfonditamente le sue esclusive valutazioni in merito ad eventuali manifestazioni di interesse per ricondurre la vicenda, nel più breve tempo possibile, al tavolo ministeriale con le istituzioni e le forze sindacali, così come indicato dall’ultimo ordine del giorno del consiglio comunale di Narni. Chiediamo inoltre ad Sgl di determinare tempi rapidi e certi sulla riconsegna del sito industriale per favorire l’ingresso di eventuali nuovi investitori”.

C.A.

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Andrea Giuli
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