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Economia, ad Assisi il presidente di Confindustria Boccia attacca la manovra. Alunni: “In Umbria una scuola per imprenditori”

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Economia, ad Assisi il presidente di Confindustria Boccia attacca la manovra. Alunni: “In Umbria una scuola per imprenditori”

Redazione economia
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ASSISI – “La manovra economica purtroppo è debole sul fronte della crescita”: così il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, nel suo intervento durante l’annuale assemblea degli industriali umbri. Incontro che si è svolto al Lyrick di Assisi. Secondo Boccia la Manovra del governo gialloverde “ha bisogno di essere consolidata e rafforzata”.

Sfida all’Europa “Il Governo ha ritenuto di affrontare una sfida con l’ Europa che – ha aggiunto – è quella di sforare la regola sul rapporto tra deficit e pil e lo stesso Governo dichiara che questo sarebbe possibile con una crescita che lo stesso esecutivo dichiara sempre in termini teorici. Il punto è che la manovra è debole sulla crescita perché depotenzia strumenti come Industria 4.0, la ricerca e lo sviluppo. In alcuni casi c’ è un dibattito forte sul blocco di alcuni cantieri. Pensiamo alla Tav e questo non comporta un effetto di accelerazione sulla crescita ma addirittura un rallentamento. Se poi aggiungiamo che l’ economia globale è in fase di rallentamento, le due cose non fanno bene auspicare”.

Bivio Secondo il leader degli industriali “il Governo è a un bivio, potrebbe dimostrare – ha proseguito – che questa regola che vuole sforare è un inizio di una stagione riformista europea in cui si pensa alla crescita come fattore di stabilità. Il punto è che poi la crescita si determina dai risultati e non dalle dichiarazioni, dalle scelte di politica economica che a oggi non vediamo”.

Riforme “Auspico riforme che non depotenzino quelle cose che hanno avuto effetti sull’economia reale – ha aggiunto Boccia – perché dobbiamo accelerare investimenti privati e quelli pubblici, evitando dibattiti ideologici sulle grandi opere che sono nell’ interesse del Paese. Dobbiamo poi costruire un’ operazione con la quale si detassino per esempio i premi di produzione per i lavoratori, si abbassi il cuneo fiscale. Tutti elementi che convergano – ha concluso – verso una dimensione di crescita”.

alunni

Industria come soluzione “L’ industria non è parte dei problemi dell’economia e della società italiana. L’industria è parte della soluzione”: queste le parole del presidente di Confindustria Umbria, Antonio Alunni. “L’ Italia e’ il secondo Paese manifatturiero d’Europa, settimo nella classifica mondiale per pil – ha ricordato – la bilancia commerciale italiana è in attivo di circa cinquanta miliardi di euro, mai cosi’ tanto nella storia repubblicana. L’export manifatturiero è componente primaria di questo avanzo. Non esiste un modo intellettualmente onesto per sminuire questi numeri. Essi dimostrano che l’industria italiana sta facendo la sua parte per la prosperità generale dell’Italia”.

Crisi Dopo questa premessa, Alunni ha ripercorso gli anni della “crisi finanziaria, che si è estesa all’ industria, quella meno capitalizzata e che aveva un livello tecnologico comparativamente meno avanzato”.

L’importanza del capitalismo In un passaggio del suo intervento, Alunni, ha ricordato la centralità dell’economia capitalistica di mercato: “Il capitalismo crea ricchezza distruggendo l’ esistente e creando il nuovo – ha affermato – quando questo processo rallenta, o addirittura si ferma, allora l’ economia entra in stagnazione e quindi in recessione. Ma la soluzione alle giuste domande e aspettative dei cittadini non può essere rallentare, o addirittura arrestare, il progresso dell’ economia di mercato”.

Appello Qui un appello alle istituzioni politiche e sociali: “I sistemi previdenziali, i meccanismi redistributivi del reddito, i sistemi di istruzione e formazione aperti a tutti, sono gli strumenti attraverso i quali un Paese moderno garantisce tutto questo – ha affermato – ma questi meccanismi non possono mai essere in contrasto con l’ efficienza di un’ economia di mercato”.

Scuola Poi il presidente Alunni ha parlato di una scuola rivolta ai giovani. “Vi annuncio che è nostra intenzione aprire una scuola rivolta sia ai giovani dell’ultimo anno delle scuole superiori, sia a studenti universitari, che insegni come fare impresa, come diventare imprenditori. Vi sono molte istituzioni pubbliche e private che insegnano come diventare manager. Ma non come diventare imprenditori, come mettere in pratica la vocazione a intraprendere, se la si possiede. Solo gli imprenditori possono insegnare ai giovani come si può diventare imprenditori. La bellezza dell’impresa, ma anche le difficoltà, la fatica, che essi dovranno affrontare se diventeranno imprenditori. Noi vogliamo insegnarlo ai giovani che non sono figli di imprenditori, e quindi non hanno l’opportunità di essere educati dall’esempio dei genitori. L’impresa è un mondo aperto, e noi vogliamo aprirlo sempre di più nella realtà della nostra Regione”.

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