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Economia a Terni: più imprese di servizi, male manifattura e bene import/export

Economia ed Imprese Terni

Economia a Terni: più imprese di servizi, male manifattura e bene import/export

Redazione economia
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L'operaio di un'azienda meccanica
L'operaio di un'azienda meccanica

TERNI – Bene importazioni ed esportazioni, cresce anche il turismo, in calo le imprese manifatturiere. Questi alcuni dei dati che emergono dal Rapporto Statistico ‘Indicatori dell’economia ternana’, realizzato dall’Osservatorio provinciale istituito in prefettura e al quale hanno partecipato Istat, Arpal Umbria, Camera di Commercio, Inps e Ispettorato Territoriale del Lavoro Terni-Rieti, con il contributo informativo della Banca d’Italia. La pubblicazione, aggiornata al 30 giugno 2019, mette in relazione i dati statistici ufficiali forniti da diversi enti ed amministrazioni operanti sul territorio e si propone di fornire agli enti pubblici ed agli operatori economici una documentata chiave di lettura dell’andamento dell’economia ternana.

Quadro Nel primo semestre 2019 l’andamento dell’attività economica nella provincia di Terni ha mostrato segnali di crescita in quasi tutti gli aspetti analizzati. Il numero delle imprese attive iscritte nei registri camerali è aumentato, soprattutto nel settore dei servizi, mentre sono ancora in calo le unità produttive della manifattura. Prosegue l’andamento positivo sia delle importazioni che delle esportazioni.

Vendite Le vendite sui mercati extra-nazionali sono più consistenti nei comparti dei prodotti chimici e delle materie plastiche, settori strategici dell’industria provinciale. Secondo i risultati dell’indagine Istat, a giugno 2019 lo stock dell’offerta di lavoro mostra moderati segnali di espansione su base annua con un aumento tanto degli occupati quanto delle persone in cerca di lavoro, mentre i dati di flusso indicano una flessione degli avviamenti attivati presso i Centri per l’impiego nel primo semestre. Il ricorso alla cassa integrazione guadagni registra una diminuzione delle ore autorizzate ordinarie mentre sono in aumento gli interventi autorizzativi di tipo straordinario. Con riferimento al credito, diminuisce l’ammontare dei finanziamenti a favore delle imprese ma migliora la qualità del credito. Il numero dei protesti si riduce sia come consistenza che come valore. Indicazioni positive provengono, infine, dal settore turistico, caratterizzato da una ripresa degli arrivi e delle presenze, più marcata tra i clienti italiani.

Confronto Il numero delle imprese attive nella provincia di Terni registra una crescita in controtendenza rispetto alla riduzione che si verifica nel complesso della regione e del Paese; lo stesso andamento si riscontra esaminando il saldo tra iscrizioni e cancellazioni nei registri camerali intercorso nel primo semestre. Il numero dei fallimenti per 1.000 imprese attive è inferiore a quello regionale e di poco più elevato rispetto a quello nazionale. Sempre nel primo semestre 2019, a Terni le esportazioni segnano un incremento più consistente rispetto a quello registrato nella regione e nel resto del Paese. Il saldo commerciale, rispetto al totale degli scambi, risulta meno favorevole rispetto a quello umbro ma di poco superiore a quello italiano. Gli occupati aumentano più che nella regione o nel Paese.

Provincia La provincia registra un tasso di occupazione superiore a quello nazionale ma inferiore a quello umbro. Il tasso di disoccupazione è superiore a quello sia regionale che nazionale. Le ore autorizzate di cassa integrazione guadagni aumentano in modo meno accentuato rispetto all’andamento regionale e nazionale. La variazione dei prestiti bancari risulta meno negativa rispetto a quella regionale, mentre nel complesso del Paese l’andamento è di segno opposto. Il tasso di deterioramento del credito bancario è in linea con il dato umbro e di poco superiore a quello italiano.

Occupazione Secondo la rilevazione Istat sulle forze di lavoro, nel primo semestre 2019 il numero di occupati residenti nella provincia di Terni è pari a 87 mila unità, in aumento del 2,0 per cento rispetto al primo semestre 2018, mentre il numero di persone in cerca di occupazione ammonta a 12 mila unità, il 26,6 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2018. L’incremento dell’offerta di lavoro è più accentuata tra la componente femminile (+6,5 per cento di occupate e +33,6 per cento di donne in cerca di lavoro). Gli individui che non lavorano e non cercano lavoro sono 128 mila, in diminuzione del 4,6 per cento. Tra il primo semestre del 2018 e quello del 2019 il numero di occupati è aumentato sia tra i lavoratori dipendenti (+2,1 per cento) sia tra gli autonomi (+1,7 per cento); la crescita interessa il settore dei servizi e in particolare il comparto del commercio e della ristorazione. Nel primo semestre 2019 il tasso di occupazione della popolazione in età di lavoro (tra 15 e 64 anni) è pari al 61,2 per cento ed è aumentato di 1,1 punti percentuali rispetto al primo semestre 2018. È in crescita anche il tasso di disoccupazione che risulta pari all’11,8 per cento, contro il 9,7 del primo semestre 2018.

Turismo Nel primo semestre 2019, secondo i dati che la Regione Umbria raccoglie nell’ambito della rilevazione Istat sul movimento dei clienti negli esercizi ricettivi, gli arrivi e le presenze nelle strutture della provincia sono cresciuti, rispettivamente, del 4,6 per cento e dell’8,6 per cento rispetto allo stesso periodo del 2018. La crescita della domanda turistica è dovuta principalmente all’andamento del movimento dei clienti italiani che ha visto aumentare gli arrivi del 7,1 per cento e le presenze del 6,2 per cento. Per contro, con riferimento agli stranieri, si assiste a una lieve diminuzione degli arrivi (-0,6 per cento) e a una crescita delle presenze (+12,9 per cento). Gli incrementi più marcati del movimento ricettivo si rilevano nei territori di Amelia e Orvieto. Nel primo semestre del 2019 gli arrivi dei clienti italiani proseguono la tendenza alla ripresa iniziata alla fine del 2017 (successivamente agli eventi sismici di quell’anno). Gli arrivi dei clienti stranieri sono in diminuzione per il secondo semestre consecutivo. In generale, dopo il terremoto del 2017, la componente straniera dei flussi provinciali ha perso il carattere trainante che aveva in precedenza.

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